Autoctoni. 10 vini buoni, ma non li conoscevo da caprettone a ruchè

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Sono sempre delle ottime occasioni, le degustazioni organizzate da GoWine, per scoprire qualche nuova realtà interessante del panorama enoico italiano, e per assaggiare nuove annate di prodotti già conosciuti.

La manifestazione “Buono…non lo conoscevo”, ha riscosso un discreto successo all’Hotel Quirinale di Roma, e ci ha consentito di degustare qualche vino da vitigni meno noti, come i piemontesi “Uvalino” (della Cascina Castlèt), “Ruchè” (dell’azienda Montalbera)  e “Pelaverga” (del Comm. G.B. Burlotto), il molisano “Tintilia” di Di Majo Morante , la campana “Catalanesca” (delle Cantine Olivella), il friulano “Ocelot”.

Veniamo alla nostra tradizionale lista dei migliori 10 assaggi (su più di 100 vini):

  1. Aglianico del Vulture D.O.C. Portale Adduca 2008 – Casa Maschito: spezia, nespola e prugna croccante sono i marcatori di questa splendida interpretazione dell’aglianico lucano, realizzato  in acciaio ed un piccolo affinamento in botte grande. Vino giocato sul frutto e sulla bevibilità senza però rinunciare a complessità e struttura. 4 scatti e secchio
  2. Malvasia di Bosa D.O.C.  2009 – Fratelli Porcu: toni di genziana, rosmarino e lavanda, si uniscono a sentori di macchia mediterranea, pietra focaia e frutta secca. Fresco e sapido, con con lungo finale di granito e arachidi. 4 scatti
  3. Fiano di Avellino D.O.C.G. 2011 – Cantina del Barone: da una vigna di due ettari a Cesinali nasce questo tipicissimo Fiano da agricoltura biologica. Bassa solforosa (60 mg) , utilizzo di lieviti indigeni,  permanenza per 3 mesi sulle fecce fini, rendono questo prodotto davvero interessante. Note di camino spento e nocciola, fiori bianchi ed agrume, insieme ad un finale di gesso e ad un’ottima freschezza e struttura, lo rendono meritevole di 3 scatti e ½ e secchio
  4. Carignano del Sulcis D.O.C. Arruga 2006 – Sardus Pater: note di prugna, mora e chiodi di garofano descrivono un olfatto molto suadente, che si completa con un finale di mirto ed eucalipto. Al gusto fresco ed elegante. Tannino vellutato. 3 scatti e ½
  5. Colli Orientali del Friuli D.O.C. Verduzzo Friulano Cràtis 2008 – Scubla:  sentori di foglia di the, di dattero e agrumati si  accompagnano a piacevolissime note agrumate. Acido e profondo, chiude con ricordi di macchia mediterranea. 3 scatti e 1/2
  6. Ruchè di Castagnole Monferrato D.O.C. L’accento 2011: fine e piacevole, si apre al naso con ricordi di frutti di bosco e pepe nero. Acido e piacevolmente tannico, presenta un’ottima bevibilità. 3 scatti e secchio
  7. Greco di Tufo D.O.C.G. Vignabreccia 2011 – Montesole : sapido e gessoso, elegante e complesso, chiude con note di pietra focaia e frutta secca. 3 scatti
  8. Venezia Giulia I.G.T. Malvasia 2011 – Bajta Fattoria Carsica:  pesca, rosmarino, mandorla e pietra focaia sono i marcatori olfattivi di questa piacevole Malvasia istriana, dalla beva profonda e larga. 3 scatti
  9. Lacryma Christi del Vesuvio Bianco D.O.C. Caprettone Emblema 2011 – Cantine Olivella: questo Caprettone in purezza ci stupisce per eleganza e profondità di beva. Freschezza e struttura fanno il resto, rendendolo molto piacevole. 3 scatti e secchio
  10. Venezia Giulia Bianco I.G.T. Gris 2010 – Lis Neris: buono l’utilizzo del legno, per questo vino fermentato in tonneaux, che non segna l’olfatto, caratterizzato invece da fragranze di arachidi e pietra focaia, con chiusura di pesca e nespola. Complesso e strutturato. 3 scatti

[Immagine: sidewine]

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