Salone del Gusto di Torino, probabilmente per gli addetti al settore è più utile del salone di Rimini, proprio la suddivisione per regione che rende più interessante la ricerca della chicca gastronomica da inserire nei menu se si è spacciatori al dettaglio di cibo o nei propri listini se lo si è all’ ingrosso. Per il visitatore che cercava una tipologia merceologica in particolare diventa dispersivo, soprattutto se hai solo una giornata a disposizione.

I birrai presenti erano tanti ma vuoi per grandezzdello padiglioni, vuoi perché poi incappi in cose che non avevi previsto ma ormai ci sei e che fai non assaggi? Alla fine ho ristretto il campo bevitore al Lazio con un paio di incursioni in Lombardia e in Piemonte. E vi segnalo queste dal Salone del Gusto.

  1. A Torino sono andato anche per l’Etrusca di Birra del Borgo, avendo saltato la presentazione ufficiale al Baladin di Roma, e il buon Leonardo Di Vincenzo, gentile come sempre mi ha presentato altre 2 ultime produzioni che mi mancavano all’appello tra cui la ReAle in Kilt, prodotta assieme a Brewdog (quelli della Punk IPA a me cara anche se ormai da alcuni considerata dozzinale), che ha aggiunto ai malti tipici della ReAle il pregiato Pale Ale Marris Otter e del malto affumicato con torba (come il Whisky) usando un lievito ad alta fermentazione di provenienza scozzese. Anche le fasi della fermentazione e della maturazione hanno avuto un tocco scozzese, dopo i primi 3 giorni di fermentazione in acciaio sono continuati nei tini di legno a Borgorose per accentuare la sensazione tostata. Particolare, con il torbato che si fa sentire ma che non esagera, una birra non comune senza dubbio. E l’Etrusca? Buona. Si presenta color rame che ricorda un passito o un vinsanto, schiuma questa sconosciuta, mantiene una frizzantezza nel bicchiere tipo quella del vino, al naso una punta di acidità mai stucchevole anzi stuzzichevole, sensazioni che riporti sul palato e lingua, in aggiunta a una sensazione come di minerale di sicuro data dalla maturazione nelle famose “Anfore di Borgorose”. Secondo me, perfetta come aperitivo, ma ci sta tutta anche ad accompagnare un dolce (non di cioccolato) magari a base di frutta.
  2. Turan da Viterbo ha portato la ricetta della La Zia Ale, la birra prodotta da diversi produttori laziali con ingredienti regionali: la loro versione è sulla falsariga delle Kolsch, ne ricorda i sapori anche se non è sparata nello stile, molto godibile davvero
  3. Non è colpa mia, metto le mani avanti, ma complice Vincenzo Pagano ho assaggiato la birra di Natale del BOA, o meglio di Birradamare, il birrificio del litorale romano. Come è questa birra di Natale? 7° tonaca di frate con doppia rifermentazione al miele, la prima è con miele di castagno che è ben esaltato nel bicchiere. L’ ho bevuta forse alla temperatura giusta (non era calda come qualcuno pensava) e devo dire che non grido al miracolo ma ne riconosco la bontà e la bevibilità, gradevole la castagna presente.
  4. Altra birra di Natale che mi è piaciuta davvero è la ricetta 2012 della Christmas Duck di Olmaia (sempre complicità dello stesso attore protagonista, “astemio” come noto), da poco entrati nel circuito distribuzione di Interbrau, prodotta con Melata di Bosco, 10 Kg per ogni cotta. Sapore tendente al dolce con questo mela flavour, perfetta coi classici dolci di fine anno ma anche con la frutta secca sempre delle festività
  5. Prodotta per i mesi più freddi la Admiral di 32 Via dei Birrai, è una birra particolare che apre con un tono lievemente aggressivo per chiudere e lasciare un sapore zuccherino in bocca. Ma ci ha stupiti soprattutto per il suo “ACE to 32”, aceto di birra prodotto col mosto della birra “Audace”.
  6. Birra da bere ma anche birra da mangiare, o meglio, da spalmare, dalla collaborazione tra il birrificio Alta Quota e la cioccolateria Napoleone nasce la birra spalmabile, una gelatina al sapore di birra. Due i gusti, uno più delicato e uno più deciso, in ambo i casi abbiamo 2 prodotti ottimi a pari livello anche se differenti di sapori.

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