Vino novello. Lo bevete o preferite il Beaujolais Nouveau?

Tempo di lettura: 1 minuto

E rieccoci come ogni anno all’uscita del vino novello, con una novità: è stata anticipata, per decreto ministeriale,  la data di messa in commercio. Da oggi saranno immesse sul mercato circa 4 milioni di bottiglie di questo vino italiano di dubbia qualità, che anticiperà di 16 giorni il concorrente, questo si di qualità, francese, cioè il Beaujolais Nouveau, realizzato dalla sola uva Gamay.

Non vogliamo fare i francofoni francofili, ma le differenze normative tra i due paesi sono ancora troppo evidenti sul novello. In Italia questo prodotto dev’essere realizzato con minimo il 30% di macerazione carbonica, e può praticamente derivare da qualsiasi vitigno. Come sempre avviene nel nostro paese, la norma viene letta al contrario: questo significa che per il 70% il produttore ha una  libertà quasi assoluta, anche quella di mettere nel novello vino vecchio e mischiare vini diversi, magari residui di magazzino. In Francia il disciplinare è molto chiaro e prevede l’utilizzo obbligatorio della macerazione carbonica per il 100% , e la differenza si vede e si sente.

Oltretutto la bottiglia media di questo strano prodotto italiano non costa neanche poco: 5 euro secondo la Coldiretti.

Che dire dunque: le caldarroste mangiatele  bevendo un vino normale italiano o un Beaujolais Nouveau.

4 Commenti

  1. francofili, francofili; non francofoni. al di là di questo,se non sbaglio da quest’anno il vino novello può essere prodotto solo con uve dell’anno, la fermentazione carbonica deve riguardare almeno il 40% del vino, il quale vino deve essere DOP o IGP . Decisi miglioramenti, direi da profano. E tutto sommato, vi dirò, il Beaujolais nouveau a volte mi sembra… troppo. Troppo fruttato, troppo profumato, troppo invadente. Alla fine preferisco i nostri vinacci: l’anno scorso ebbi una buona esperienza con un Lungarotti, novello che sapeva moderatamentre di novello. Concordo pienamente sul discorso del prezzo, sul quale la moda gioca un ruolo importante. chissà se quest’anno, con la crisi, le vendite resteranno sugli stessi livelli del passato.

    • ma anche francofoni, nel senso di parlare la lingua francese, .Per il disciplinare in realtà non c’è nessun cambiamento sostanziale. E’ Vero si è passati al 40% di macerazione, ma con il 60% si può fare un po’ di tutto comunque (non è che mettendo dentro DOP o IGP cambi molto)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui