Top Ten. Il Brunello di Montalcino è un sangiovese purosangue a Roma

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Dopo l’evento dedicato al Rosso di Montalcino è tempo di Brunello di Montalcino: l’EnoClub Siena, associazione di promozione culturale delle eccellenze eno-gastronomiche del territorio, ha organizzato a Roma (Boscolo Hotel Exedra – Piazza della Repubblica, 47) un incontro con 25 produttori di Brunello per rinverdire i fasti del Sangiovese e rivendicarne l’orgoglio autoctono (Sangiovese Purosangue, infatti è di nuovo, come a gennaio, il titolo della manifestazione). Una due giorni dedicata al Brunello di Montalcino, con alcune incursioni in altri mondi e territori selezionati come Piemonte, Liguria, Lazio e Sicilia, per citarne alcuni.

Il tema è il Brunello per ribadire le caratteristiche di storia, tradizione e unicità come sottolineato da Stefano Cinelli Colombini nel suo intervento che ha preceduto l’apertura dei banchi d’assaggio. E bisogna riconoscere che, in quanto a unicità, gli assaggi di circa 100 bottiglie di Brunello hanno riservato forse più di una sorpresa insieme alle conferme di aziende che da anni producono uno dei vini più ambiti, ricercati e invidiati in tutto il mondo.

Le annate presentate sono state molte e diverse, concentrate soprattutto nella fascia 2005-2007, ma alcuni produttori ci hanno offerto l’opportunità di tornare parecchio indietro nel tempo (1990, 1999, 2002) forse per evidenziare quella continuità che, sempre a detta di Cinelli Colombini, deve essere da stimolo per un futuro all’altezza del passato.

Gli assaggi vogliono raccontare questo viaggio attraverso le varie annate e interpretazioni del Brunello. Ecco la nostra sintesi dei migliori vini degustati attraverso la ormai consueta top ten che potrete ripercorrere oggi (la manifestazione si svolge dalle 10 alle 20.30):

  1. Tornesi – Brunello di Montalcino 2006: toni leggermente selvaggi in prima battuta, si aprono al naso, in questo vino che immediatamente dopo ci regala sentori minerali, agrumati e note di spezia. Elegante e complesso, caratterizzato da un tannino fine e da grande armonia.
  2. Tenuta di Sesta – Brunello di Montalcino Riserva 2006: china, radice, fiori rossi e fragranze speziate sono i descrittori olfattivi di questo vino, fresco e profondo, complesso e strutturato, che chiude con finale di prugna.
  3. Le Chiuse – Brunello di Montalcino 2004: grande eleganza e mineralità caratterizzano questo 2004, che ha note di chiodi di garofano e pepe e chiusura di grafite. Il tannino vellutato fa da sipario ad una beva armonica e profonda.
  4. Marchesato degli Aleramici – Brunello di Montalcino Riserva 1990: sentori di buccia di pesca e di mela cotogna si accompagnano a sentori minerali e di grafite. Ancora fresco, complesso e persistente, sembra non voler cedere il passo al passaggio del tempo.
  5. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2007: china, radice e mela rossa, insieme a toni minerali e agrumati fanno da scenario ad un olfatto caratterizzato prevalentemente da ricordi netti di ciliegia e frutti rossi. Ancora esuberante l’acidità, che viene magistralmente bilanciata dalle sensazioni gliceriche ed alcoliche. Chiusura speziata.
  6. Baricci – Brunello di Montalcino 2007: grande beva per questo Brunelllo che ci ricorda per bevibilità e sensazioni fruttate dei grandi Rossi di Montalcino, anche se qui si aggiunge complessità e struttura, ed finale speziato e minerale.
  7. Le Ragnaie – Brunello di Montalcino 2006: arancia sanguinella e spezia sono i marcatori di questo prodotto, elegante e complesso, che chiude con ricordi di frutta secca e rabarbaro.
  8. Tiezzi – Brunello di Montalcino 2007: sensazioni di ciliegia e prugna croccanti fanno da corollario ad una gustativa tutta giocata sulla bevibilità ed eleganza e caratterizzata da un tannino di grande livello. Chiude con ricordi di noce e nocciola.
  9. Corte dei Venti – Brunello di Montalcino Quattro Venti 2007: l’azienda nasce recentemente in località Podere di Piancornello da una costola dell’azienda Piancornello, e precisamente da un divisione della proprietà tra i due fratelli Claudio (che detiene l’azienda Piancornello) e Clara Monaci (che con la sua parte di terreno ha dato vita a Corte dei Venti). Note di piccoli frutti di bosco si uniscono a toni speziati e agrumati e sono il preludio di una beva non banale, ma profonda e persistente, che ci lascia sul finale sensazioni di macchia mediterranea e di incenso.
  10. Col d’Orcia – Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2004: ottima l’acidità e persistenza di questo sangiovese purosangue, che si presenta con il caratteristico tono scolorito e regala sensazioni speziate e fortemente minerali, con chiusura di grafite e macchia mediterranea.

Vi riportiamo anche, a seguito del seminario da lui guidato, il podio di Giampaolo Gravina, in forze alla Guida dei vini dell’Espresso, che ringraziamo per la disponibilità:

  1. Le Chiuse – Brunello di Montalcino 2006
  2. Le Ragnaie – Brunello di Montalcino 2006
  3. Pietroso – Brunello di Montalcino 2006

(ha collaborato Carlo Bertilaccio. Immagine: Le Chiuse)

2 Commenti

  1. quoto l’elenco ed aggiungo dal mio personale cartellino:

    Le Potazzine BdM 2006 , profondo e strutturato, ricco ed elegante
    Le Chiuse BdM 2006, appena sotto l’eccellente ’04, elegante ed in crescita per chissà quanto…
    Sesti – BdM Riserva Phaenomena 1999, compiuto ed equilibrato, setoso ed intenso, da godere.

  2. tornesi la grande sorpresa della degustazione anche per me, con tre vini tutti sul frutto, croccanti e gustosi, che rispetto ad altre aziende risentono meno della differenza delle annate 07 06 e 05; segnalerei anche l’ugolaia 06 di lisini, un grande classico, la novità della riserva vigna soccorso 06 di tiezzi, e la freschezza dei brunello di santa maria – colleoni

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