Non parlare dei vini altoatesini a Merano, sarebbe come andare in Langhe e non parlare di nebbiolo. Peraltro la massiccia presenza dei produttori della provincia di Bolzano, è un’occasione unica per stilare una top-ten rappresentativa degli oltre cento vini assaggiati.

La top ten dell’Alto Adige al Merano Wine Festival vede questo ordine:

  1. Pinot Bianco 1998 – Castel Sallegg: sentori di gesso si uniscono a note accennate di idrocarburo e fiori secchi. Fresco ed ancora teso, ha un finale di nocciola ed erbe officinali. Chi se lo sarebbe aspettato da un Pinot Bianco del 1998? (solo il Vorberg della Cantina di Terlano e pochi altri pinot bianco resistono così bene al tempo)
  2. Riesling 2010 Praepositus – Abbazia di Novacella : il sottotitolo potrebbe essere “Non solo Kerner” , per questa azienda che dà costantemente prova di aver raggiunto un livello qualitativo altissimo per la gran parte della gamma aziendale.  Toni minerali, agrumati e di frutta secca caratterizzano questo vino che non gioca le sue carte sulla concentrazione, ma sull’agilità e la piacevolezza, e ci restituisce nel retro-olfatto sensazioni di rosmarino e macchia mediterranea. Grandissimo vino anche il Kerner passito Praepositus 2010, di cui parleremo in una sessione dedicata ai vini dolci del Festival.
  3. Brenntal Gewurztraminer Riserva 2009 – Kurtatsch (Cortaccia) : finezza e freschezza e mineralità sono le parole chiave per la lettura di un bellissimo assaggio. La coesistenza, senza che nessuna prevalga, delle note di rosa e di spezia, insieme ai toni di pietra focaia e porfido, ci restituisce un quadro olfattivo di grande equilibrio. Chiude con ricordi di mandorla e noce.
  4. Tannenberg Sauvignon 2011 – Manincor: sapido e minerale, speziato e fresco, complesso ed elegante, pieno e persistente. Chiude con ricordi di frutta secca ed agrume. Finalmente un sauvignon dove la nota erbacea non è prevalente.
  5. Nussbaumer Gewurztraminer 2011- Tramin (Cantina del Termeno) : cambio di stile o forse annata diversa per un’etichetta storica, caratterizzata spesso da grande concentrazione e struttura. In questa versione ci sembra invece che la potenza ceda il passo all’eleganza, e la freschezza sia prevalente nonostante i 15 gradi alcolici dichiarati. I sentori di frutta secca e piccole note d’idrocarburo, sono in evidenza mentre le note speziate e di rosa rimangono soffuse. Di altissimo livello anche il Terminum Gewurztraminer 2010, di cui parleremo in una sessione dedicata ai vini dolci del Festival.
  6. Sauvignon 2007 Sanct Valentin – St.Michael Eppan : frutta secca, porfido ed erbe officinali sono i descrittori olfattivi, di questo complesso ed elegante sauvignon, che chiude con ricordi di genziana e fieno tagliato.
  7. Vorberg Pinot Bianco Riserva 2009 – Terlano: quando si parla di pinot bianco non si può prescindere da questa etichetta, che da sempre rappresenta una sicurezza per il consumatore . Il naso è caratterizzato da fiori bianchi e lavanda, seguiti da mineralità e frutti gialli. La gustativa ci presenta un vino che è allo stesso tempo potente ed agile, ballerino e pugile e dotato di grande materia.
  8. Kerner Sabiona 2011 – Produttori della Valle d’Isarco: siamo in presenza di un Kerner che non ha solo le tipiche caratteristiche fruttate e minerali. Infatti accanto alle note di pera e mela verde e di pietra focaia, coesistono sentori speziati e di erbe di campo. Complessità ed eleganza, sapidità e freschezza, bevibilità ed equlibrio, lo rendono un vino da non perdere.
  9. Pinot Bianco Sirmian 2011 – Nals Margreid : è tutto giocato sulle sensazioni di pietra focaia, fiori bianchi ed agrume, questo ormai classico e fine pinot bianco alto-atesino. Un olfatto articolato quindi , che trova un’ottima corrispondenza gustativa. Chiude con ricordi di frutta secca.
  10. Barbagòl Lagrein Riserva 2009 – Landesweingut Laimburg : sentori tipici di mora, frutti di bosco e spezie, si uniscono a note minerali e di frutta secca. In bocca l’acidità è ancora vibrante, ed il tannino, seppur di qualità, è ancora leggermente indietro.

I nostri migliori ricordi, e le nostre emozioni, sono però riconducibili ad un fuori salone, legato ad una visita alla cantina Unterortl – Castel Juval, l’azienda di proprietà di Reinhold Messner ma affidata in gestione a Martin Aurich, enotecnico tedesco, trapiantato da un po’ di tempo in Alto Adige. Vigneti che sembrano precipitare in un dirupo con la severa montagna che si staglia a poche decine di metri, raccontano di una viticoltura veramente eroica, come non avevamo mai visto (nemmeno la Valtellina, le Cinque Terre, la Val D’Aosta arrivano a tanto). Ed i vini risultanti sono di grandissimo livello. Ne segnaliamo due strepitosi, da standing ovation.

  • Riesling Windbichel 2010 – Unterortl Castel Juval: complesso, elegante , fresco e di grande bevibilità. Un riesling che non è solo minerale, ma coniuga perfettamente sentori fruttati ed agrumati, con fiori bianchi e gialli, e chiude con una bellissima nota di frutta secca e macchia mediterranea.
  • Muller Thurgau Spatlese Spielerei 2010 – Unterortl Castel Juval: vino dolce non dolce, nel senso che la dolcezza seppur nettamente presente, non è affatto la prima sensazione gustativa. L’acidità la fa da padrona in un contesto di assoluto equilibrio, che lo rende adatto sia ad un inizio che ad un fine pasto. Ricco e polposo, rimane però sempre teso, quasi a non concedere nessuna svenevolezza. Note di frutta secca e mango, si accompagnano a fragranze di menta e fiori bianchi. Finale di erbe aromatiche e arancia candita.

[Hanno collaborato: Stefano Ronconi e Paolo Valentini. Immagini: MWF, naturns.it]

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