Brunello di Montalcino. Chi ha attentato alle botti di Gianfranco Soldera?

Tempo di lettura: 2 min

Che motivo c’era? Di aprire i rubinetti e lasciar uscire 600 ettolitri di pregiatissimo Brunello, trasformando una cantina in un lago? Mafiosi, vandali o invidiosi, chiamateli come vi pare. Nel frattempo, e aspettando che si faccia luce, il mistero resta fitto: che motivo c’era?

E’ accaduto a Montalcino, nel buio della tenuta Case Basse, pregiata cantina nel già pregiato panorama di uno dei rossi più interessanti del made in Italy enoico, di proprietà della famiglia Soldera. Nottetempo qualcuno ha aperto i rubinetti di botti e barriques e ha lasciato che il vino defluisse nelle fogne, come fosse acqua di scarico. Un danno enorme (per fortuna la cantina era assicurata) e un colpo pesante  a questo tranquillo angolo di Toscana in cui ora c’è  sgomento. E stupore: “A mia memoria non ricordo nella nostra zona un simile precedente”, ha detto Donatella Cinelli Colombini, vicepresidente del Consorzio del Brunello.

E a stretto giro di posta, il comunicato ufficiale del Consorzio che vi copiaincolliamo perché, come chiede il presidente Bindocci, c’è bisogno di chiarezza e di non alzare polveroni.

Il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci ha voluto ribadire a Gianfranco Soldera la sua vicinanza “condannando un gesto che colpisce tutti i produttori di Brunello ed il territorio di Montalcino e manifestando la solidarietà di tutte le 250 aziende riunite nel Consorzio che si sentono coinvolte in prima persona da un evento cosi inqualificabile. La comunità delle imprese montalcinesi come sua tradizione non lascerà da sola un’azienda colpita così duramente e vilmente e la supporterà nei modi e nei tempi che l’amico Soldera reputerà più opportuni. Rinnovando la solidarietà di tutto il Consorzio – ha concluso Fabrizio Bindocci – concordo con quanto espresso dal Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli su questo gesto ignobile e vigliacco ed esorto ad evitare letture fantasiose e strumentali della vicenda nel rispetto dell’immagine di un territorio come Montalcino nel mondo”.

7 Commenti

  1. non capisco come sia possibile che il 2007 non fosse già imbottigliato. va bene che soldera è un unicum nel panorama ilcinese, ma il 99% dei produttori quell’annata l’ha messa in vendita mesi fa (e molti l’hanno già finita…). p.s.: non credo che nella cantina di case basse ci siano barriques

  2. Gentile Signora Colombini
    sul gravissimo atto che ha colpito il produttore Soldera lasciano che le indagini siano concluse, ma di certo non si può escludere niente, neppure un gesto della criminalità
    Ho letto il suo commento su quanto è avvenuto ed ho avuto conferma che la vera riforma necessaria in questo Paese sarebbe che “ognuno parlasse delle cose che conosce e facesse le cose che sa fare, cioè il suo mestiere!”.
    Vede signora la criminalità organizzata ha oggi un giro di affari di 140 miliardi di euro all’anno che cresce ogni anno (leggasi l’ultimo libro del procuratore Grasso), cioè circa l’8% del PIL e tutti sanno che la presenza e l’attività è svolta su tutto il territorio nazionale.
    Non vi sono zone franche se non quelle che la criminalità stessa ha deciso di non intervenire.
    Signora èa conoscenza che in provincia di Siena a pochi chilometri da Montalcino, esattamente a Monteroni d’Arbia esiste una fattoria di oltre 300 ettari (fattoria di Suvignano) bene confiscato dopo un iter di alcuni decenni ad uno dei cassieri della mafia siciliana.
    Conosce un libro del 2009 del magistrato Enzo Ciconte che parla del grave inquinamento mafioso esistente in Toscana?
    Coprire questo cancro che ammorba il nostro Paese per ignoranza della realtà o peggio per un atteggiamento di difesa del proprio
    territorio è il miglior favore che si possa fare alla criminalità organizzata.
    Mi permetto un consiglio legga qualcosa su questo fenomeno, correggerà una visione rimasta nel migliore dei casi al film “Il padrino”.

    • Egregio Signor Lucchesi, grazie dei consigli. Ho letto parecchio e continuerò a leggere sulla criminalità organizzata presente in Toscana. Vorrei raccontarle un episodio. Qualche mese fa consegnammo il premio “Casato Prime Donne” a Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace nella Locride. E’ una donna che ha subito 2 attentati ed è oggetto di continue minacce. In quella occasione ebbi una intimidazione. In quel periodo ero in continuo contatto con i Carabinieri per tutelare la Lanzetta e le persone che vivono e lavorano in azienda. Quando dico che la nostra zona non presenta insediamenti di criminalità organizzata so quindi di parlare con cognizione di causa. Purtroppo non si può dire lo stesso di altre parti della Toscana.
      Circa le terre confiscate alla mafia nel comune di Monteroni, quando ero assessore a Siena, ho sostenuto la richiesta del Sindaco Armini sul riuso di quella tenuta e quindi ne sono pienamente informata.
      Se, relativamente a Montalcino, lei ha informazioni contrarie alle mie lo dica, ma non a me, bensì alla magistratura. Infatti il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, come lei ben sa, è tanto più efficace quanto più i cittadini collaborano dando informazioni, così come ho fatto io.
      Sono dispiaciuta dalla sua frase <>.
      Forse intendeva dire che la criminalità organizzata è un fenomeno in espansione e non va sottostimata?
      Con i miei migliori saluti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui