Birre di Natale 2. Maltus Faber vs Free Lions, da prendere entrambeTempo di lettura: 2 min

Grande risonanza ha avuto quest’anno la Agreste Fidelis di Free Lions. E allora ho dovuto assaggiarla, e per farlo mi sono recato in un beershop romano, anch’esso di recente (più o meno un anno) apertura: Il Birrivendolo di Testaccio, sia perché io e Marco Ferri, il titolare, abbiamo un paio di amici in comune, sia perché dalla costa fino a Testaccio i beershop visitati purtroppo non avevano nulla da offrire.

Ma parlavamo di Agreste Fidelis, che dire di questo trionfo di spezie: cannella, zenzero, ginepro, cardamomo, pepe rosa, coriandolo, chiodi di garofano?
Dovrebbe essere ispirata alle grandi birre fiamminghe anche per via della pesante speziatura, io sinceramente l’ ho trovata sì buona ma piuttosto inclassificabile, condividendo l’ idea del mio ospite. Appena l’ho stappate e ho iniziato a spillarla nel TeKu ho sentito un forte odore alla Pale Ale ma come la birra ha cominciato a montare il cappello di schiuma, ha liberato un mix incredibile di odori e profumi.
Si presenta Rubino scuro con una schiuma candida e morbida, al naso complessa dicevamo e questa complessità la ritroviamo sul palato, molto ma molto strutturata, corposa, il Ginepro sembra che quest anno sia la spezia modaiola, conferisce un che quasi di balsamico.
Ben bilanciata non eccede nel dolce e non casca nell’amaro, la speziatura la porta dritta al traguardo, ottima bevibilità nonostante il gusto non comune, 8.2° da apprezzare, secondo me non coi i dolci delle feste ma proprio con un secondo di carne importante e complesso: brasati, caprioli, cervi, cinghiali, roba forte, insomma.

Sempre al Birrivendolo mi sono comprato la Birra di Natale del birrificio Genovese Maltus Faber. Come si chiama? Birra di Natale, logico no? E passiamo dal trionfo delle spezie alla loro totale assenza, birra prodotta solo dal sapiente dosaggio dei malti e dei luppoli e grazie alla fermentazione naturale. Si presenta di color albicocca con una schiuma beige mediamente persistente, di chiara ispirazione belga, io la definirei molto semplicemente una piacevole Tripel, profumata di frutta a pasta gialla, albicocche e pesche, apre maltata quasi biscotto frollino per evolversi in un amaricante piacevole, mai stonata. 8° che, come nelle Tripel d’ordinanza, si fanno sentire, ma che in queste serate fredde scaldano corpo e spirito.

A questo punto appuntamento su queste pagine dopo Birre sotto l’Albero: vediamo chi sarà il birraio 2012 per Fermento Birra. Spero di bermi una cosetta (Brighella di Lambrate al Baladin come minimo) e dovrebbero arrivarmi a casa un altro paio di produzioni, ho contattato birrifici che a Roma non distribuiscono ma volere è potere e grazie ai potenti mezzi dei corrieri…. Vedremo, vedremo dopo questi primi assaggi di Natale.

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