Grappe. Monte Acuto di Berta, 3 vitigni e un castello

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Dopo il nostro giro nell’Europa del Nord, tra vodka e Bas Armagnac, torniamo in Italia e in particolare in Piemonte dove, nel 2012, la famiglia Berta ha acquistato lo storico Castello di Monteu Roero, luogo  in cui hanno trovato rifugio personaggi come Federico Barbarossa e Federico II di Svevia negli anni in cui la peste e la guerra dominavano la scena nella nostra penisola.

Oggi il Castello è anche un museo cui la famiglia Berta dedica una parte della sua collezione di grappe invecchiate. Tra queste Monte Acuto, derivata dal blend delle vinacce di tre vitigni (Nebbiolo, Barbera e Arneis) che in questa zona regnano incontrastati e regalano profumi e carattere sia al vino sia ai distillati.

L’invecchiamento di Monte Acuto in piccole botti arrotonda parecchio gli spigoli dei vitigni e rende il distillato, come dire?, “fluido” al naso e in bocca. Ma vediamo in pratica cosa ci offre l’assaggio.

Fiori di zagara, smalto, talco, sandalo e cannella conquistano rapidamente l’olfatto e creano la cornice in cui al gusto si rivelano ciliegie sotto spirito, sentori agrumati (mandarino), frutta secca (noce) e tanto miele per un finale dolce e speziato che ricorda effluvi e confetterie d’altri tempi. L’impatto del tenore alcolico importante (42°) è relativamente contenuto e consente una degustazione piacevole e senza sbalzi. 3 scatti

Insomma una grappa di oggi che racchiude tempo e ricordi di ieri in una bella bottiglia da 70 cl. con scatola o astuccio in legno.

[Carlo Bertilaccio. Immagine: castelliere.blogspot.com]

2 Commenti

  1. Ho sentito dire da un noto sommelier che la grappa di Berta ha un colore sospetto, dovuto ad uno border line del caramello. Voi che ne pensate? (io in materia sono ignorante, ma di Berta ho bevuto buona parte delle loro proposte)

    • Caro Luca, anch’io ho assaggiato le grappe di Berta diverse volte, iniziando dalle bianche (che spesso per mio gusto personale, preferisco) e debbo dire che la caratteristica che le accomuna quasi tutte è un sottofondo dolce di frutta, vaniglia e miele bilanciato da sentori agrumati. Questo per dire che probabimente si tratta di uno stile pre-scelto per la realizzazione dei distillati, uno sorta di marchio di fabbrica. E quindi, per arrivare alla tua sollecitazione sul colore, possiamo anche pensare maliziosamente al caramello ma in questo caso propenderei per un effetto “naturale” dell’invecchiamento in botti piccole, con il legno che agisce sia sul colore parecchio ambrato sia sul sapore (come del resto avviene per i vini con i lunghi affinamenti in barrique). Certo il tema è importante e riguarda anche parecchi whisky. Non credo però che di fronte a un prodotto di gamma medio-alta e di qualità come questo siano state scelte facili scorciatoie.

      Carlo Bertilaccio

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