Vini naturali. La polvere nera della Puglia che dà forza al Primitivo

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Normalmente quando si parla di primitivo, viene subito alla mente la zona di Manduria, tra Brindisi e Taranto, con terreni quasi in pianura e vini di grande struttura e di spessore alcolico. In realtà storicamente il vitigno Primitivo proveniente dalla Dalmazia arriva prima nel ‘700 a Gioia del Colle, e quasi un secolo dopo nella zona di Manduria.Ora si assiste alla riscoperta della denominazione Gioia del Colle Primitivo D.O.C. , nella Murgia caratterizzata da terreni carsici tra 300 a 450 metri s.l.m., attraverso il lavoro di abili viticultori come Filippo Cassano dell’Azienda Polvanera.

I vigneti di Filippo Cassano si trovano tra Acquaviva e Gioia del Colle in Contrada Marchesana. Sono in totale 25 ettari di proprietà e 15 ettari in affitto, di cui la gran parte coltivata con il Primitivo ed il restante con Aleatico, Aglianico, Fiano Minutolo, Falanghina e Moscato.

L’azienda prende il nome dalla polvere nera, cioè dal tipo di terreno, caratterizzato da terre rosse nello strato superficiale e da roccia nella parte sottostante.

Nel Primitivo, le etichette indicano i gradi alcolici (14, 16, 17)

  • Polvanera 14 Gioia del Colle Primitivo 2009: dai vigneti più giovani (10-15 anni) allevati a cordone speronato.2 Settimane di macerazione e  50 mila bottiglie prodotte per questo vino che troviamo a 10 Euro sullo scaffale. Spezia, arancia rossa, frutta secca e macchia mediterranea sono marcatori olfattivi. Elegante e fresco, è il primitivo per tutti i giorni secondo lo stesso produttore. 85/100 
  • Polvanera 16 Gioia del Colle Primitivo 2009: dalle vigne più vecchie (di quasi 50 anni) coltivate ad alberello, originariamente affidate a tre mezzadri diversi. Siamo in presenza quindi di 3 diversi cloni di primitivo, di cui viene fatto un uvaggio ed un mese di macerazione.15 mila bottiglie prodotte. La caratteristica principale è che non avvertiamo l’esuberanza dell’alcool, ma una grandissima freschezza  e toni fruttati e speziati. Tanta materia, grande armonia e buona sapidità.  E’ secondo Filippo il primitivo più tipico. 89/100 (23 Euro sullo scaffale)
  • Polvanera 17 Gioia del Colle Primitivo 2009: da terreni argillosi viene questo piccolo capolavoro enoico, menzionato anche nella best 50 di Luca Gardini. Note di china, buccia di pesca, the nero,chiodi di garofano, carrubba, tamarindo,  frutta secca , finale minerale e fumè, descrivono un olfatto che fa da sipario ad una gustativa piena, lunga e di grande suadenza. Sapido, elegante e complesso. 91/100 (25 Euro sullo scaffale)
  • Aleatico Puglia I.G.T. dolce naturale 2008: nessun appassimento, ma arresto della fermentazione con il freddo. Sentori di zuppa inglese, anice, menta eucalipto si uniscono a toni di erbe officinali. Profondo e fresco, chiude con sensazioni minerali. 84/100 (12 euro a scaffale per la mezza bottiglia)

Infine, tre etichette che vanno oltre il Primitivo ricordando che Polvanera non usa legno in vinificazione.

  • Spumante Rosè Metodo Classico: da racemi di primitivo viene questo vino che permane 12 mesi sui lieviti con sboccatura a fine 2011. La carbonica non è per niente aggressiva, e piacevoli sentori di mora, lampone, spezie, ed una chiusura minerale ne fanno un prodotto interessante. 82/100  (14 Euro sullo scaffale dell’enoteca)
  • Fiano Minutolo 2011: questo vitigno, per dirla alla Di Pietro, non c’azzecca nulla con il Fiano.  Ed in effetti siamo davanti ad un’uva semi-aromatica che forse ha delle parentele sia con il greco che con il moscato. Sentori di agrumi e note di frutta secca anticipano una gustativa sapida ma leggermente alcolica. 80/100
  • Fiano Minutolo senza solfiti aggiunti 2012 campione di botte: ancora senza etichetta (da decidere). Beva più verticale e fresca del precedente con toni di senape, cereali e chiusura di muschio ed origano. 82/100

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