Sping Beer Festival Roma 03

Si è tenuta a Roma la prima edizione dello Spring Beer Festival organizzato da ADB Lazio, Il Maltese Pub, Beerbaccione beershop, Tornese e col patrocinio di Roma Capitale, Zètema Progetto Cultura e l’Associazione Culturale Terra e Sapori.
La manifestazione si sarebbe dovuta tenere presso il nuovo mercato della Garbatella in occasione dell inaugurazione della struttura, ma vista la grande affluenza di pubblico atteso, per venire incontro alle esigenze dei residenti della Garbatella e per la richiesta del Comune di Roma, l’evento si è spostato in un altro quartiere: nell’ex Mattatoio di Testaccio nei locali del Farmer’s Market.

Sping Beer Festival Roma Birrificio Tuscia Sping Beer Festival Roma Birradamare

Oltre 15 birrifici artigianali italiani e non con il Lazio a far bella presenza, circa la metà dei birrifici presenti arrivava dalla regione. Ad accompagnare la birra i prodotti del territorio: salumi, porchetta e formaggi. Molte le golosità scelte con cura da D.o.l (Di Origine Laziale).

Sping Beer Festival Roma 02

Bella la scelta della location che per quasi un secolo ha fatto mangiare Roma e utilizzare la storia, anche se recente,  è sempre affascinante e suggestivo. La posizione si prestava a poter trascorrere la serata in uno dei tanti locali di Testaccio. Di controparte l’allestimento era un  po’ parecchio sottotono,  dire brutto può sembrare brutto appunto, ma proprio bellissimo non era; nel fine settimana è risultato anche sottodimensionato alle presenze, e onestamente, il palco centrale proprio a metà del corridoio quando suonavano… era un po’ antipatico.

Sping Beer Festival Roma 01

Ma l’atmosfera che si respirava, un po’ festival un po’ sagra, l’ ingresso gratuito, la soluzione non a gettoni ma monoprezzo (3 € per una “piccola”) hanno piallato questi nei e alla fine è stata una bella manifestazione; mi sono divertito, ho assaggiato e riassaggiato qualcosina, ma qualcosina proprio…
Ecco i birrifici presenti:

  1. Birrificio Aurelio
  2. Birrificio degli Archi
  3. Bad Attitude
  4. Birradamare
  5. Borgo/Buskers
  6. Birrificio Emiliano (Rappresentato da Birra+ Beershop Garbatella)
  7. BrewFist
  8. Ecsit ventidodici
  9. Free Lions
  10. HiBu
  11. Itineris
  12. Maiella
  13. Opperbacco
  14. Piccolo Birrificio Clandestino
  15. Retorto
  16. Revelation Cat
  17. Tool (Rappresentato da Bibere Beershop Garbatella)
  18. Turan

Iniziamo col dire che non ho gradito, né per colpa né per scelta loro, l’assenza di Stavio, presenti fisicamente ma non brassicolarmente. Ma veniamo a noi.

Sping Beer Festival Roma Ecsit

Ho apprezzato innanzitutto la Regina di Picche di Ecsit ventidodici, la Beer firm della famiglia Polonio; una Porter classica. Scherzando coi Polonio ho detto “Ah allora prendendo gli avanzi di tutte le birre…”(*). Molto piacevole, la tostatura non è invadente, così come non lo deve essere nelle Porter e la bevibilità è ottima: Daniele Polonio da quel primo posto 5 anni fa alla 1^ edizione dell IBF romano tra gli Homebrewers ci da sotto e produce sempre birre che convincono.

Novità dalla Tuscia. Andrea Fralleoni (Free Lions) quando assaggiai la RivAle non mi convinse, e con l’Area51 non mi fece impazzire. Poi le produzioni successive mi conquistarono sempre più, e in questo SBF la mia birra è la sua “Straniero”, brassata in collaborazione  con l’ americana Left Hand e al capitolino iperluppolato Revelation Cat. Un’American Strong Ale da 7.5° molto luppolata al naso e al palato, ma con una bevibilità estrema e pericolosissima, roba da chiedere lo sponsor alla Sector come sport estremo. Sempre Free Lions ha presentato anche la Magical Mistery Gold (ad Andrea i Beatles non piacciono, nooo!), una Summer Ale da 5.6° bella fresca pronta per la bella stagione in arrivo.

Chi non mi ha convinto ma mi lascio il beneficio del dubbio di riassaggiare in altre occasioni, stavolta è Brewfist, la sua Bitter Chemel Light non mi ha fatto impazzire.

Ne ho letto un gran bene, la volevo bere e l’ ho mancata un paio di volte, ma stavolta no, tramite Birra+ ho finalmente bevuto la Runner Ale del famigerato Birrificio Pontino, un’altra realtà laziale che lavora bene, un APA fatta a mestiere tanto da prendere 90 su Ratebeer, della descrizione del produttore riporto questo passaggio:
“in bocca troviamo una birra leggera ma allo stesso tempo dotata del corpo necessario a sostenerne i profumi”.

Birrificio degli Archi Atman

Purtroppo una toppa l’ho presa, ho provato un birrificio che non conoscevo, il viareggino birrificio degli Archi, e tra le proposte ho provato quello che mi hanno venduto come esperimento della loro Tripel Atman con un trattamento di sourizzazione… Mo’, a voler fare gli istintivi verrebbe da pensare “ma quale acidificazione, t’ è andato a male un fusto o una cotta e te lo stai a da via a tutti i costi”, ma noi siamo ponderati e ‘sta cosa non la diciamo. Diciamo invece che l’ esperimento non è riuscito alla perfezione per il nostro palato, nostro perché eravamo in 3 ad assaggiarla.

Sping Beer Festival Roma fritti

Essendo questo SBF una creatura ADB Lazio, Progenie regionale dell’ADB di Paolo Polli patron dell IBF (10/12 Maggio all Atlatico – ex Palacisalfa, ndr), mi permetto di far notare che dal punto di vista cibo Mattatoio batte Eur troppo a il nulla. Numerosi gli stand gastronomici, Formaggi e salumi, piadine, panini e fritti a cura del Ristorante  Zenzero, gli arrosticini dell’azienda Tornese, i cartocci di fritto di pesce e verdure realizzati da Beerbaccione Beershop. Pizza&Mortazza (chissà che vendevano??? 😉 ) col grande classico della tradizione romana. Io ho gradito molto lo stand dei panini di libera composizione a 5 €, il mio è stato “senza esagerare col piccante estremo mettici tutto!”. E senza dimenticare un caffè nello spazio Lavazza.

Prima edizione dello Spring Beer Festival promossa, ampi margini di miglioramento ma la base è buona.

Sping Beer Festival Roma Porter

(*) La storia/Leggenda vuole che le Porter prendano il nome dai facchini/scaricatori di porto londinesi (facchini = porter). Sembra fossero soliti ordinare quando volevano bere birra, una “tre terzi”, ovvero un blend tra una Pale Ale, una Brown Ale giovane e una Brown Ale più invecchiata. Si dice che questo blend era ottenuto mischiando i fondi dei Cask delle 3 birre suddette, non dovendolo così preparare ogni volta al momento.
Sarà vero? Sarà falso? Sarah Ferguson? (citazione da intenditore questa…)

[Immagini: Tommaso Ghiglione]