Post Eat: tre birre artigianali da bere almeno una volta nella vita

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I birrifici artigianali italiani supereranno quota 700. L’offerta di birra artigianale di altissima qualità ha raggiunto livelli talmente alti che non siamo più costretti a guardare all’estero per degustare prodotti d’eccezione.

Diventa però difficile, con numeri così importanti, poter consigliare a colpo secco solo tre birre da degustare in un panorama che si allarga a dismisura.

Voglio andare sul sicuro e dirvi il terzetto che ogni appassionato di birra artigianale dovrebbe trovare al ristorante. O, almeno, bere una volta nella vita.

3. Tipopils – Birrificio Italiano

tipopils birra lambrate

Iconica birra del lombardo Birrificio Italiano che dal 1996 (anno della sua prima produzione) è ancora il metro di paragone per quanto riguarda le pils artigianali prodotte nel nostro Paese, un classico che non tramonta. Una bionda dal gusto secco e fortemente luppolato, che Agostino Arioli ha creato  utilizzando ben quattro luppoli diversi, malto Pilsenerer e un pizzico di caramello per darle colore.
L’azienda ha da poco presentato la Nigredo, una nuova birra nera a 16° e 6,5% volume d’alcool (tipo dark IPA), l’evoluzione della loro storica Negra.

Nuovo Birrificio Italiano. Via Castello 51, Lurago Marinone (Como)

2. Tibir – Birrificio Montegioco

Montegioco

Molti birrifici sono espressione della persona che li ha creati e anche Montegioco non sfugge a questa regola. Riccardo Franzosi ha dato un’anima a questa birra diventata una delle aziende più importanti del panorama italiano (birraio dell’anno 2012) anche grazie al marketing delle bottiglie elegantemente incartate una a una. Le sue sono creazioni molto legate al territorio e tra tutte citiamo la Tibir. È una birra fruttata, prodotta con l’aggiunta a fine bollitura di mosto di uve Timorasso dei colli tortonesi (a poco distanza da Montegioco) dall’azienda Teralba. Nel frattempo mi rimane ancora avvolta nel mistero la nuova Taras Runa, la birra nata dalla collaborazione tra questo birrificio e il De la Senne, uno delle firme più importanti del Belgio.

Birrificio Montegioco. Frazione fabbrica 1, Montegioco (Alessandria)

1. Straff – Extraomnes

Straff

Luigi Schigi D’Amelio, Birraio dell’Anno 2013, è un nome che divide gli appassionati della birra artigianale italiana. Prima di diventare la mente del progetto Extraomnes, è stato innanzitutto appassionato esperto di birra, degustatore e critico della prima ora. Il passaggio dall’altro lato della barricata ha dato vita birre ritenute più interessanti dell’intero panorama italiano. La ciliegina sulla torta è la Straff, una saison, stile di birra chiara ad alta fermentazione tipica della Vallonia, regione francese del Belgio che  il paese ispiratore dell’intera collezione Extraomnes.

Extraomnes. Via Guzzetti 135, Marnate (Varese)

[Link: cronachedibirra]

5 Commenti

  1. Nel titolo del paragrafo è stato scritto “Tipopils – Birrificio Lambrate” al posto di Italiano. In più secondo me sarebbe da specificare che il caramello citato nella Tipopils è sempre malto d’orzo e non del semplice zucchero caramellato!

  2. come potrete immaginare ‘lambrate’ e ‘negra’ sono errori di editing…
    invece sulle specifiche teniche della birra ‘pilsener’ e caramello per evitare errori mi sono rifatto al loro sito 😉

    • Sì sì, ma infatti i miei erano degli appunti a scopo costruttivo 🙂 per quanto riguarda Pilsenerer è solo un errore di battitura. Infatti come giustamente hai scritto adesso nel commento è pilsener non pilsenerer 😀

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