16 birre artigianali per l’estate 2014 da bere anche al mare

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RIHANNA in a Swimsuit

L’estate è alle porte e l’arsura arriverà. E con lei la solita domanda: “Quale birra ci beviamo quest’estate?

Qualche idea me l’ha data lo Spring Beer Festival all’ex mattatoio di Testaccio: ho assaggiato diverse birre in grado di rinfrescare le vostre giornate più calde con un giro al beershop o al pub.

Per dirimere le questioni di stile, vi rimando al post adatto.

E ora prendete appunti in tutta freschezza.

Alla voce Pils, fresca, amara, secca, ribevuta e confermo, la (1) Quinn di Turbacci che si presta benissimo allo scopo refrigerante. Quel ricciolo sulla chiusura della bevuta, quel quid che ti fa alzare le sopracciglia a sottolineare che apprezzi la bevuta, i 5.3°, la fanno dichiarare giusta.

Per dovere di cronaca cito la (2) Big Mama Quinn, una novità sempre di Turbacci: Marco mi ha detto che non l’ ha inquadrata in uno stile, ma è una bassa fermentazione da oltre 10° e dal nome le origini sono chiare, per cui la definiamo una Imperial Pils. Quindi, da non bere sotto il solleone. Nostante un importante parte maltata, l’ abbondante luppolatura bilancia bene e i 10 e passa gradi alcolici non vengono avvertiti subito. A fine pasto con un paio di tozzetti ce la vedrei bene anche centellinata in stile Barley Wine.

Stile fresco e dissetante quello delle White IPA, birre luppolate con aggiunta di frumento che danno lievissima acidità e bevibilità e piacere alto. Vi suggerisco come birra per l’estate la (3) Vergot di Lariano spazzolata anche in questa manifestazione.

Ottima la (4) White IPA (si chiama così) degli elvetici Bad Attitude, assaggiata già questo inverno al Golden Pot a Villalba, decisamente luppolata ma facile da bere. 6.5° come un IPA deve essere, magari non da pranzo piuttosto da cena per potersene fare 2 in allegria.

Abbiamo parlato di frumento, e allora Weiss/Witt. Le belga non sono la mia interpretazione della birra di frumento preferita ma a forza di assaggiarle almeno riconoscerne la bontà quando la incontri sì. (5) Troll Panada è una di queste, e per essere obbiettivo vi copio incollo la descrizione del produttore, “4.7°, Birra in stile blanche belga, leggermente torbida e dalla schiuma candida e persistente. Leggera, fresca e dissetante, dominata da aromi agrumati e dai morbidi sentori dei malti. L’utilizzo di grano e grano saraceno le conferisce delicata dolcezza, mentre le spezie, su tutte il coriandolo, la rendono sensuale e intrigante. Si abbina con successo a pesce di ogni tipo, formaggi freschi e delicati o piatti di verdure, magari alla brace”.

Mentre sul versante teutonico vi dico la (6) Beat Weizen Generation, Weiss di ELAV, con 4.9°, malti Pils e Frumento e luppoli Saaz, alta fermentazione come è lo stile, buona buona buona.

Ho bevuto anche la (7) Breva di Lariano come se non ci fosse un domani: è stata la prima birra di Emanuele Longo bevuta, era tanto che non la incontravo, dovevo recuperare il tempo non trascorso insieme…

Dissetarsi con una birra amara? Sì, Ales, alte fermentazione inglesi.

White Dog Brewery sono birre modenesi dall’anima UK. Delle creature di Steve Dawson presentate dai ragazzi del Mad For Beer ho assaggiato IPA, APA e Blonde, tutte buone ma la (8) Blonde è in previsione estate un passo avanti, 4.5° facile da bere, una buona presenza amara ma secca, ci è piaciuta.

Vince il premio “amara dammene un secchio” la (9) Tiber dei ragazzi di Eternal City Brewing, per gli amici ECB, Beer Firm romana giovane ma con le idee chiare anche per il pubblico. Una American Lager monoluppolo Cascade di soli 3.9° che urla vendetta, lievemente ambrata, scende che è un piacere. Il Cascade ormai è stranoto alle papille gustative, tanto che voler fare un analisi è inutile, i ragazzi ci sanno fare: je danno er gasse come dice il loro motto, 4 birre hanno fatto e 4 ottime birre hanno ottenuto.

birra in piscina

Altra produzione amara: (10) Magic Circe di Birrificio Pontino, ultima nata, una Session Pale Ale di soli 4° luppolata con Galaxy e Mosaic, un pelo troppo deciso l amaro per essere una Session secondo me, non mi invita a berla a oltranza ma rimane una gran birra dalla bassa gradazione e dai profumi e sapori gradevoli.

Del Birrificio Pontino ho mancato – perché terminata – (11) La Calavera, una Lager che usa un ceppo di lieviti messicani, ne ho solo sentito parlar bene da persone che stimo  e del quale mi fido, mi sembra giusto nominarla.

Si conferma gran birra la (12) 41° parallelo, Farm House prodotta con l’ aggiunta di Kiwi locali, una punta di acidità piacevole e dissetante.

Per i romani o per chi verrà a Roma e vorrà andare a Eataly, potete prendervi una sosta tra i piani, rilassarvi e rinfrescarvi in Birreria con una (13) Yulya, una Blonde defaticante da 4.1° pensata per un pubblico non di nicchia, molto di confine con una Lager da GDO, ma magari fossero così le lager da GDO! Malti presenti ma non fastidiosi su quasi tutta la bevuta con finale e chiusura più amarognola. A costo di beccarmi la sassaiola, dico che mi piace.

Poi, come dissi anche l’ anno scorso, (13) Gose di Lipsia ottima tutto l’anno ma in estate ancor di più.

E un bell’aperitivo con una acida, una Beliner Weisse come la (14) Dr Caligari di Toccalmatto o una (15) Rubus di Birra del Borgo, fresche con il fruttato a ricordarci che è estate e bisogna rilassarsi.

E dopo cena? O coi dolci? Ecco la (16) Port’er mejo di Troll, una porter da 4.5° delicata beverina.

rihanna con la birra

O voi siete per la birra con il limone che piace in tivvù e alle pop star?

[Immagini: myfacehunter, Emanuela Marottoligabonpub]

7 Commenti

    • troppe ce ne sono, come ho indicato a inizio pezzo, e una serie di birre assaggiate nel mese di Maggio e in particolare allo spring beer festival, alcune sono di recente produzione altre no.

  1. Scusate il parziale OT, ma non sarebbe il caso di aprire una sezione “birra” su questo sito, accanto a quella “vino”? Ora come ora se uno seleziona “vino” in cima alla pagina si trova a… nuotare in un mare di birra! Così sarebbe più facile trovare quello che interessa a ciascuno sia per gli enofili che per i birrofili, due figure che spesso non coincidono.

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