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Il legame della vite con la Puglia esiste nella regione da circa 3000 anni. Il vino è sempre stato presente come alimento e sostentamento, ma anche come forma di ricchezza, oggetto scambi commerciali tra i popoli del Mediterraneo. Nel periodo della colonizzazione greca in Puglia sono arrivati alcuni del vitigni che oggi fanno parte della schiera dei grandi autoctoni della regione come il Negroamaro, il Nero di Troia e, in particolare, il Primitivo che da il nome alla DOP più conosciuta della zona.

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E’ una varietà di grande vigore che ha nella maturazione precoce la sua principale caratteristica insieme allo sviluppo di una importante gradazione alcolica. Per questo la vendemmia inizia normalmente verso metà agosto.

Il Primitivo è una delle 10 varietà più coltivate in Italia. Per molto tempo gli studiosi pensavano che il Primitivo potesse derivare da un Pinot Nero, dal Cesanese laziale o dal Dolcetto Piemontese, ma queste ipotesi si sono rivelate prive di fondamento.

Ecco alcune etichette che potete prendere in considerazione per conoscere meglio.

1. Antica Masseria Jorche

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Antica Masseria Jorche porta avanti la tradizione vitivinicola oramai con la quinta generazione. Terre rosse, clima caldo e secco, il sole del Salento e le brezze del mare fanno si che qui Primitivo dia il meglio di se, rappresentando l’essenza della cantina con la Riserva 2010. Rosso rubino carico, speziato, profumi di legno, all’assaggio è potente, tannico e infinitamente armonico. Ideale con i piatti di carne strutturati o con la selvaggina.

2.Varvaglione Vigne e vini

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Il Primitivo deve il suo nome a un sacerdote di Gioia del Colle, Francesco Filippo Indellicati che alla fine del XVIII studia alcuni vitigni, individuandone uno che si distingueva per la precocità di maturazione e lo chiama Primativo o Primaticcio. Ma poi Il Primitivo è arrivato in Manduria grazie ad alcune barbatelle portate in dote da Gioia del Colle dalla contessa Sabini di Altamura, andata in sposa a Tommaso Schiavoni Tafuri.

Questa riserva, 1921 Varvaglione, si ottiene da vecchie vigne, di età di 80 anni. Color rosso rubino intenso con riflessi granati. All’olfatto si sente subito frutta rossa molto matura, addirittura frutta secca, sentori vanigliati dovuti all’affinamento in legno. Al gusto è morbido ed elegante, ma strutturato e speziato, con note di liquirizia.

3. Felline

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Nel 1967 Austin Goheen, professore dell’Università Davis della California, si accorge che Primitivo e Zinfandel potevano essere varietà identiche. Dopo svariati anni di studi e di approfondimenti, nel 1994  si è arrivati alla prova definitiva dell’identità genetica  di due vitigni.

Felline, è un’azienda agricola che dal 1995 ha contribuito molto al successo del Primitivo in Italia e nel mondo, e fa parte del progetto dell’Accademia dei Racemi che si occupa dello studio di vitigni autoctoni pugliesi. Così Felline ha deciso di piantare Zinfandel, e oggi ha ottenuto i risultati notevoli. In effetti, Zinfandel e Primitivo risultano essere sono molto simili, eppure il primo è più fresco e meno tannico, ha sentori di spezie fresche come pepe e liquirizia dopo l’invecchiamento di 6 mesi in quercia francese e americana. Sicuramente è da abbinare ai formaggi maturi, stufati e verdure e di carne. Ma la vera chicca di Felline è Dunico 2010, “Unico tra le dune”. E’ il Primitivo piantato direttamente nella sabbia, vicinissimo alla costa, e come risultato ha una grande sapidità, i tannini notevoli e un’interessante e persistente salinità.

4. Consorzio Produttori Vini di Manduria

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Un’ altra singolare peculiarità del Primitivo è la produzione di “racemi”. Se cimato in primavera, il Primitivo sviluppa sui tralci secondari, denominati femminelle, alcuni piccoli grappoli, di forma tonda ma quantitativamente rilevanti. Questi grappoli, “racemi”, maturano circa 20-30 giorni dopo la vendemmia del frutto principale. Questo fa si che nei vigneti di Primitivo si possono ottenere due distinte vendemmie, la prima in agosto/metà settembre, la seconda tra la fine di settembre/ primi di ottobre. Ne è la prova il Madrigale, Dolce Naturale di Consorzio Produttori Vini di ManduriaE’ un vino che racchiude i sentori più tipici e tradizionali del Primitivo, è espressione di un genuino legame affettivo col territorio. L’età di questi vigneti  è di circa 80 anni, la vendemmia è stata fatta nella seconda metà di settembre. Rosso intenso, frutti rossi in marmellata, frutta secca e cioccolato. Non è troppo dolce come un passito, ma ha un retrogusto intenso e persistente. E’ un vino da fine pasto, ideale per accompagnare dolci e frutta secca, ma anche formaggi erborinati.

5. Amastuola

“Onde del tempo che attraversano questo luogo sin dall’antichità”. Il vigneto Amastuola è un’opera unica al mondo, è un armonico susseguirsi di filari di viti disposti come onde accentuate e parallele, che scorrono per 3 km, con in mezzo gli ulivi secolari disposti in 24 isole. Tutto questo è un idea e un’opera di Fernando Caruncho, uno dei paesaggisti più affermati al mondo.

Centosassi, l’espressione migliore di Amastuola, è di un bel rosso carico con riflessi violacei, dai sentori di visciole e di marmellata di frutti rossi, con note balsamiche, e minerali. E’ capace di sostenere i grandi piatti di carne, bombette, grassi, ma anche un abbinamento sorprendente con l’amaro delle classiche orecchiette con le cime di rapa e peperoncino.

6. Tenute Emèra

“Wine Democracy”  di Tenute Emèra è un progetto di una giovane ragazza, Alessandra Quarta, figlia di Claudio Quarta, che, 10 anni fa, ha smesso i panni dell’imprenditore farmaceutico per diventare vignaiolo per passione.

QU.ALE è un vino giovane, ma di qualità, a portata di mano di tutti, ma non è un vino snob, come afferma Alessandra, è anche un vino che fa bene a tutti: ogni consumatore può scegliere tra 4 organizzazioni no profit a cui viene donato i 5% del ricavato di ogni bottiglia acquistata. Anche il packaging ha delle piccole accortezze per rendere il vino il più possibile sostenibile per l’ambiente. Giovane, ruffiano, di ottima beva, buono anche freddo. Democratico in tutti i sensi.

7. Trullo di Pezza

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Speziale della masseria Trullo di Pezza non è Primitivo, ma Negroamaro vinificato in rosé. Color rosa corallo, molto luminoso, al naso si sentono subito fragoline di bosco e lamponi. In bocca  emergono rosa canina e spezie delicate, è fruttato equilibrato. Interessante come aperitivo, funziona anche da tutto pasto, insuperabile con i frutti di mare cotti.

8. Vetrère

Non potevano mancare le bollicine nella Magna Grecia, anche se non quelle fatte dalle uve Primitivo. Aureo, spumante Brut di Vetrère, è prodotto con le uve Minutolo, una varietà autoctona pugliese, coltivata in Puglia dal 1200. Per molto tempo si credeva che fosse una varietà di Fiano, invece ha dei legami di parentela con Moscato Bianco e Moscato di Alessandria.  Spumante molto gradevole, con sentori di rosa e di fiori d’arancio, in bocca è gentile, fresco, di buona acidità.

9. Masseria Potenti

È una masseria in cui trascorrere almeno un weekend della vostra vita. Situata “in mezzo al nulla” tra palme e agavi, dà la sensazione di essere in una tenuta in Marocco o in Sud America. Interni, come esterni, curati nei minimi dettagli. Suite da 1000 e 1 notte. Maria Grazia, la padrona di casa amorevole accoglie gli ospiti come se fossero cari amici di vecchia data. Qualità rara al giorno d’oggi.

Colazioni ricche con tanti dolci, ma anche formaggi e friselle da condire con olio di produzione propria. Pranzi e cene su prenotazione, da assaporare nell’atmosfera piena di candele, pane fatto in casa e la cucina di territorio misto alla fantasia.

10. Ristorante Cuccagna

Cuccagna è una macelleria con il forno particolare per cuocere la carne, bombette e salsicce, sugli spiedi e consumare sul posto. Insomma, lo street food di una volta. Il fornello è fatto in modo che gli spiedi vengano appoggiati alla brace quasi in verticale, occupando poco spazio.

Entrando nella locanda, sulla sinistra si nota subito un grosso banco frigo con la carne già preparata per la cottura: bracciale e costine di maiale e di agnello, bombette, polpette ecc. Ma prima di passare alla carne, assaggiate una serie di antipasti, per niente scontati: polpette fritte, sformati di verdura, tortino di tarallo, formaggio fuso con le confetture, melanzane mantecate, senza parlare di affettati. Inoltre la cantina conta circa 500 etichette, con alcune chicche a scoprire.

E infine un piccolo extra per restare in tema del rosé non convenzionale: i fenicotteri rosa per gli appassionati di bird watching.

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Nei pressi di Manduria, lungo la costa ionica, ci sono le riserve naturali regionali. Alte dune, rivestite di macchia mediterranea, separano la piccola spiaggia di sabbia dorata dalla vecchia Salina dei Monaci di Torre Colimena. E una zona umida dov’è è stanziale una colonia di bellissimi fenicotteri rosa. C’è poco da dire, solo da osservare.

Vi ho convinti che la Puglia è da visitare anche fuori stagione?

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