Alsazia Scharsch 1

Alsazia, terre sconfinate, incolmabili distanze, a unire improvvise vicinanze. Le case fiabesche, strette le une alle altre, affollano i paesini. Paesaggi naïf che si perdono nello specchietto retrovisore, punti legati da grandi prati e grandi silenzi. Ai due lati della strada le colline si coprono di viti.

È la Route de Vin d’Alsace, la strada del vino che da Colmar arriva fino a Strasburgo. È la strada del Riesling, del GewürtzTraminer e del Pinot – nelle sue nuance nera, bianca e grigia – e ancora, del Sylvaner e del Moscato e dello Chardonnay.

Le terre vitate circondano i villaggi, quei paesini affollati di case fiabesche e tra di loro, timido, si nasconde il paese di Wolxheim.

Nessun rumore per le strade. Il silenzio è rotto soltanto dai colori sgargianti delle abitazioni e dalla grazia antiquata delle insegne. Tutto, a Wolxheim, sembra in posa, attento a non perdere l’innaturale posizione che precede lo scatto. Ma alle spalle dello scenico set, qualcosa si muove. Nelle case e tra le terre gli uomini e le donne di Wolxehim lavorano sodo. 850 abitanti, 20 viticoltori di cui 12 produttori e il resto vende l’uva alla Cantina Sociale di un paese vicino.

Tra questi 12 produttori c’è la famiglia Scharsch.

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Domaine Joseph Scharsch” recita la scritta sull’uscio di una villetta. Entriamo senza bussare, tra goffi e mal pronunciati bonjour; il sorriso di una donna, indaffarata a tosare l’erba, ci dà il benvenuto. Riusciamo a far capire le nostre (buone) intenzioni e corre a chiamare Nicolas.

Nicolas Scharsch è colui che attualmente manda avanti l’azienda di famiglia: 12 ettari vitati per sette varietà di uva. L’azienda appartiene alla famiglia dal 1755. Alcune bottiglie conservate, drammaticamente impolverate, testimoniano i centinaia di anni e le molteplici generazioni che hanno conferito a Scharsch un carattere fortemente riconoscibile.

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Come il padrone di casa fiero che accompagna gli ospiti di stanza in stanza, così Nicolas ci accompagna attraverso la piccola azienda, per raccontare il suo mondo prima di parlare del suo vino. Gli ambienti dove il vino fermenta e riposa (una cantina naturale pochi metri sotto terra che non ha bisogno di alcun controllo artificiale dell’umidità), sono raccolti, intimi. Ordinate su una parete, poggiano le barrique; in fondo a destra i fermentini in acciaio e a sinistra le botti, su una di queste, un foglio di carta attaccato alla buona, cattura la nostra attenzione: è un grappolo disegnato con su scritto “per il mio papà, da attaccare sulla botte”.

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È il contributo della figlia più piccola di Nicolas al lavoro di tutta l’azienda. È il simbolo di quell’intimità familiare che solo una casa sa regalare.

Nel breve percorso che dalla cantina porta allo stock – e da questo alla sala degustazioni – Nicolas, sguardo freddo del colore del ghiaccio, trova il tempo di spiegare come si opera nel dominio Scharsch (tanto apprezzato da vendere il 90% dei suoi prodotti in Francia) e del suo terreno, dal 2009 tutto a coltivazione biologica. Lungo la collina di loro proprietà si differenziano i territori, o parcelle per dirlo alla francese: il “village” di Avolsheim, dal terreno argilloso che restituisce vini più freschi, di buona consistenza e acidità; le vigne di Wolxheim, sempre argillose ma esposte a sud e vicine alla zone del Grand Cru; infine, più a Sud, c’è il Grand Cru di Altenberg dove il terreno si arricchisce di calcare e di limo. Da questa zona si ricava un Riesling di spiccata acidità con un potenziale di invecchiamento che raggiunge i 10 anni. Ma andiamo con ordine.

Alsazia Scharsch Crémant d'AlsaceAlsazia Scharsch 9

Il primo vino che abbiamo assaggiato è un Crémant d’Alsace, brut Chardonnay in purezza, seguito da un Crémant Rosé, 100% Pinot Nero: entrambi dal perlage fine e persistente, 12 mesi di affinamento in bottiglia, freschi, acidi, ma pieni. Sono vini da aperitivo, o da accompagnare a formaggi, come il Morbier DOP, la cui tendenza dolce e la nota leggermente untuosa vengono sgrassate e bilanciate dalle bollicine e dall’acidità dei Crémant.

A pulire la bocca una baguette di ineffabile fragranza, e si continua con i bianchi.

Alsazia Scharsch Riesling

Riesling Riserva 2014, dalle vigne di Avolsheim. Ci confessa Nicolas che il 2014 è stata una pessima annata, piovosa e caratterizzata dalla presenza della Drosophila. Ma non per il Riesling che mantiene tutte le sue tipicità (acidità fine, bouquet floreale e sentori agrumati vicini al cedro).

Alsazia Scharsch Riesling Wolxheim

Subito seguito dal Riesling del 2013, proprio dalle vigne di Wolxheim: nato dall’assemblaggio di due parcelle presenta un spiccata nota agrumata, sintomo di una buona acidità. E, se lasciato aprire e leggermente riscaldare, rilascia un profumo di fiori bianchi e nelle bocca una sensazione balsamica.

Alsazia Scharsch Riesling Grand Cru

Completiamo la scaletta del Riesling con il Grand Cru 2013, un vino decisamente equilibrato nei profumi e nei sapori. Quasi la naturale evoluzione di quello precedentemente assaggiato, ne conserva tutte le caratteristiche rappresentandone però una migliore espressione.

Alsazia Scharsch pinot gris

Compare un Pinot Grigio del 2013, dal territorio di Avolsheim: molto fresco ma decisamente fruttato, si riconoscono i sentori di mela e albicocca, che permangono in bocca. Un vino con un potenziale evolutivo dai 7 ai 10 anni.

Completiamo con un GewürtzTraminer del 2013: note mielate raggiungono l’olfatto e si amplificano al gusto, tanto da far vacillare la definizione di “secco”. Freschezza intatta, ma di struttura debole che ricorda un Moscato. Il profumo di acacia domina i sensi: sembra di assaggiare un vino nobile e la sfida all’abbinamento si fa interessante. Optiamo per un abbinamento di concordanza e non di contrapposizione: troppo dolce per essere bilanciato dalla sapidità, che rischierebbe di aumentarne la percezione mielata. Quindi un dolce preferibilmente lievitato, come una Colomba o un plumcake con uva passa e frutti di bosco.

Alsazia Scharsch calici vino

I bianchi si fanno da parte per fare spazio al Pinot Nero 2104: vino giovane, non ancora stabile. L’odore di ciliegia è netto, intenso ma non si riscontra altrettanta vivacità al gusto. L’esperienza a casa Scharsch si conclude con la macchina carica e saluti affettuosi, la porta si chiude e Wolxheim torna a tacere.

Domaine Joseph Scharsch. 12, rue de l’Eglise – 67120 Wolxheim. Tél : +33 (0)3 88 38 30 61

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