BrewDog non si ferma più. Dopo aver dato nuova linfa alla birra artigiane nel mondo, e avere letteralmente fatto esplodere la moda della India Pale Ale in Italia con la sua Punk IPA; il birrificio scozzese mira ad un’espansione su larghissima scala.

Partiti dallo Aberdeenshire nel 2007 i due fondatori (e il loro cane) sono arrivati alla fine del 2016 a guidare un impero da 750 dipendenti, 46 bar in tutto il mondo e 214.000 hl di birra prodotta, con un tasso di crescita annua medio del 69%.

Come fare dunque a migliorare ancora le loro prestazioni? Semplice, chiedendo aiuto agli appassionati di tutto il mondo che hanno fatto della birra artigianale un vero e proprio culto.

Fin dal terzo anno di attività, infatti, BrewDog ha aperto le azioni dell’azienda al pubblico con un’operazione a metà fra il marketing e il crowdfunding, “Equity for Punk”. Dopo aver raccolto oltre 26 milioni di sterline da più di 55.000 nuovi azionisti, quest’anno i ragazzacci hanno alzato ancora l’asticella (evidentemente riuscire a trovare una punk IPA, in vetro, a notte fonda in uno spiedinaro di Pechino non era abbastanza).

E’ proprio qui che entra in gioco la nostra Sofia. Per attrarre ancora più finanziatori, BrewDog ha infatti deciso di lanciare una nuova gamma di birre, ognuna dedicata a uno stato in cui il birrificio è particolarmente apprezzato; come fare? la base è per tutte una double IPA classica, il nome inizia sempre con “Hello my name is…”, le birre verranno poi caratterizzate da un ingrediente tipico e dal nome di un personaggio celebre del paese in questione.

Per l’italia è stato scelto il limone e, siccome San Gennaro era già stato opzionato da Fabio Ditto e Achille Certezza per la loro Natavot, i fondatori hanno dovuto chiedere aiuto ai fan, è stato un plebiscito: Sophia Loren uber alles.

Il cofondatore di BrewDog James Watt si è così espresso al riguardo:

“Hello My Name is Sofia è il nostro tributo alla terra e alla popolazione italiana. La nostra community ha scelto un nome che ben rappresenta la loro bellezza e le loro tradizioni. Speriamo che questa birra faccia giustizia al nome Sofia”

L’obiettivo dichiarato della campagna è di raggiungere almeno gli 11 milioni di euro, anche se si mira in realtà a superare i 50 mettendo in commercio più di 420.000 quote a 53,64€ la coppia.

La campagna sarà un successo al pari di tutte precedenti del marchio scozzese? Ai postumi l’ardua sentenza, intanto non ci resta provarla.

[Andrea Vignali]

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