Cantine Aperte è l’evento enoturistico più importante in Italia. Era il lontano 1993 quando per la prima volta, nell’ultima domenica di maggio, le cantine del Movimento Turismo del Vino aprirono le loro porte al pubblico per favorire un contatto diretto con gli appassionati di vino.

Ricordiamo che il Movimento Turismo del Vino (MTV), nato proprio nel 1993, è un’associazione no profit che riunisce circa 1000 aziende vitivinicole Italiane selezionate, con un obbiettivo principe: la qualità dell’accoglienza enoturistica. Il suo impegno costante è quello di accrescere il settore enoturistico nazionale, risorsa economica primaria per lo sviluppo dei territori ed la tutela dell’ambiente. Dall’analisi degli ultimi 12 anni sul turismo ricaviamo che  l’Enogastroturismo nel 2017 ha portato un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro.

Così sabato 26 e domenica 27 maggio da Nord a Sud (isole comprese) centinaia di vignaioli aderenti al MTV allieteranno i loro ospiti con degustazioni di vini e visite nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento, oltre alla possibilità di acquistarli direttamente in loco.

La filosofia di Cantine Aperte è quella di favorire il turismo attraverso la conoscenza dei prodotti del territorio, primo tra tutti il vino. Il successo di Cantine Aperte lo si deve anche a una maggiore consapevolezza dei produttori stessi, che hanno visto svilupparsi potenzialità di accoglienza inattese e hanno compreso l’importanza di promuovere il loro prodotto direttamente sul luogo di produzione, affiancandolo anche a piatti gastronomici del medesimo territorio.

Il format è sicuramente vincente, basti pensare ai tentativi di imitazione (ci ricordano che il nome è esclusivo di MTV Italia), e alla creazione di manifestazioni analoghe per l’olio e i latticini.

Per questa edizione (la n° 26) di Cantine Aperte abbiamo scelto alcune mete tra le 1000 potenzialmente disponibili su tutto il territorio nazionale: sono aziende medio  piccole (sotto le 100.000 bott circa), e all’interno di ciascuna abbiamo identificato un’etichetta rappresentativa, e dove possibile anche un abbinamento gastronomico legato al territorio.

1. Piemonte – Hic et Nunc

Nel 2014 la famiglia Rosolen trova a Vignale Monferrato il posto ideale per realizzare il sogno di due generazioni di imprenditori: ossia fare vino. La struttura della cantina, che ha preso forma pezzo dopo pezzo, vuole essere come tutto il progetto Hic et Nunc, qui e ora, come un libro aperto, da scrivere e da leggere insieme. Gli ospiti si troveranno in un anfiteatro naturale, una valle chiamata Fons Salera: sembrerà di essere nella e con la terra, e nella stagione opportuna di partecipare alla vinificazione delle uve, che avviene rigorosamente a vista.

Il vino: Màrsia Brut Rosè, Barbera 100%. Fermentazione a bassa temperatura, in autoclave metodo Martinotti, note di frutta fresca e spezie, colore rosa brillante e unisce al palato una spiccata freschezza tipica della varietà e una morbida facilità di beva. Si abbina a primi piatti a base di pesce, verdure, carni bianche alla griglia.

Hic et nunc. Località Ca’ Milano, 7. Vignale Monferrato (AL). Tel. +39 0142670165.

2. Lombardia – Medolago Albani

La tenuta Medolago Albani si trova sulle colline di Redona a Trescore Balneario, all’imbocco della Valle Cavallina, lungo la statale Bergamo-Lovere. I 23 ettari vitati hanno esposizione ottimale in una conca rivolta a mezzogiorno. I terreni calcareo-argillosi e il micro-clima favoriscono da secoli la coltivazione della vite. Risalgono infatti ai primi anni del ‘500 la chiesa e la cantina, nucleo di un antico romitaggio con attività agricola. L’attuale villa padronale è ottimo esempio di architettura settecentesca.

Il vino: I Due Lauri, Valcalepio D.O.C. Rosso Riserva: merlot (60%) e cabernet sauvignon (40%). Grande personalità e corpo, di colore rosso rubino, intenso, con splendidi riflessi purpurei, al naso è ampio ed elegante, mentre al palato è caldo, di bella struttura, armonico, con lunga persistenza aromatica. Con formaggi stagionati o carni rosse e cacciagione il migliore abbinamento.

Medolago Albani. Via Redona, 12. Trescore Balneario (BG). Tel. +39 035942022.

3. Trentino Alto Adige – Maso Poli

Di proprietà della famiglia Togn, Maso Poli è un vecchio “maso” del 1700 recentemente ristrutturato nel rispetto del paesaggio locale, circondato da quindici ettari di terreno, dieci dei quali vitati. La famiglia Togn ha iniziato a rinnovare le viti alla fine degli anni settanta, ha livellato e drenato il terreno, per ottenere dai nuovi filari di uve, e da queste vini che nei profumi e nei sapori celebrassero la straordinarietà del luogo.

Tutta l’attività dell’azienda è dedicata alla coltivazione della vite, che è concentrata solo su alcune specie di vitigni autoctoni e tipici, attuata in base a parametri rigorosi che implicano selezione e ricerca costante per ottenere la massima qualità possibile.
Il vino: Pinot Nero, maturazione di 12 mesi in tonneaux di piccole capacità, e in barriques. Colore rosso rubino piuttosto scarico, ma caldo e brillante. Profumo intenso, garbato ma ben dichiarato. Sentori di sottobosco, ribes in particolare. Di sapore asciutto con un elegante fondo amarognolo. Accompagna perfettamente qualsiasi tipo di carne con sapore non troppo aggressivo, come filetti, costate e carni alla griglia.

Maso Poli. Pressano di Lavis – Strada del Vino, 33. Lavis (TN). Tel. +309 0461871519

4. Friuli-Venezia Giulia – Castello di Rubbia

Ricavata nel grembo della roccia di un promontorio carsico e impreziosita da un canone stilistico che rimanda alle antiche volte a cupola, la cantina Castello di Rubbia costituisce una sintesi perfetta fra modernità e tradizione. I  vini nascono nel bosco, da un antico vigneto chiamato Ušje che si stende per nove ettari sull’altopiano del piccolo paese di San Michele del Carso, circondato da macchie silvane e cespugli di sommacco aggrappati alla roccia bianca.

Il vino: Leonard Malvasja, Malvasia istriana 100%. Lunga macerazione con fermentazione spontanea e poi affinamento in tonneaux e barrique di rovere per 12-18 mesi. Altri 12 mesi in acciaio e un altro anno in bottiglia. Aromi molto complessi, incipit di  agrumi che si trasforma in note fruttate. Da abbinare a formaggi erborinati e stagionati, risotto con pancetta e castagne, tagliatelle caserecce ai porcini freschi, fuzi al tartufo.

Castello di Rubbia. Savogna d’Isonzo (GO). Tel. +39 349 7957889.

5. Veneto – Magia di Barbarano

Magia di Barbarano è un’azienda agricola situata nei Colli Berici, a Barbarano Vicentino. Nei 10 ettari di collina aziendali, si producono e vendono direttamente vini tipici dei Colli Berici ottenuti dai vigneti di proprietà, e olio extravergine di oliva realizzato con frantoio proprietario, rigorosamente spremuto a freddo. I proprietari, Letizia e Maurizio, con il figlio Giacomo, seguono tutte le fasi che dalla lavorazione della terra portano ai prodotti in bottiglia. La nuova cantina e il nuovo frantoio permettono di mantenere l’intero processo lavorativo all’interno della tenuta, garantendo così un assoluto controllo sui prodotti offerti.
Il vino: Tai Rosso. Tai Rosso è il vitigno esclusivo dei Colli Berici. Rosso ciliegia brillante. Gusto di ciliegia e frutti rossi di bosco. Vino fresco e beverino, tannino morbido. Si accompagna al baccalà alla vicentina e ad antipasti di salumi o pesci in umido.

Magia di Barbarano. Via San Martino, 29. Barbarano Vicentino (VI). Tel. +39 3400707307.

6. Toscana – Sassotondo

Da una coppia (lui documentarista e lei agronoma) nel 1990 nasce l’azienda Sassotondo, quasi dal nulla: all’inizio c’era solo 1 ettaro di vigna, e una casa scassata, oltre a 72 ettari di terra abbandonata da anni. Nel 1997 finalmente la prima vendemmia, nella cantina appena ristrutturata, e con la collaborazione dell’enologo Attilio Pagli. L’azienda ricade nelle DOC Bianco di Pitigliano, Sovana e Maremma Toscana. I vigneti occupano oggi una superficie complessiva di circa 12 ettari: 9 a bacca rossa (ciliegiolo, sangiovese, teroldego e merlot) e 3 a bacca bianca (trebbiano, greco, sauvignon).
Il vino: San Lorenzo Ciliegiolo Maremma Toscana d.o.c. Raccolta manuale, la fermentazione senza aggiunta di lieviti, e macerazione da 15 a 20 giorni. Il vino matura per 18/30 mesi in botti di rovere di slavonia da 10 hl. Colore rubino profondo, denota già alla consistenza un estratto importante. All’olfatto domina la ciliegia, ma associata a ribes nero, speziato di pepe. Non un vino muscolare, ma di grande freschezza e bevibilità. Abbinamento con crostoni di ragù di Cinghiale Toscano o salumi tipici di queste terre.

Sassotondo. c.s. Pian di Conati 52, Sovana di Sorano (GR). Tel. +39 3489029125.

7. Marche – Fattoria Le Terrazze

La storia della Fattoria Le Terrazze inizia sulle colline di Numana nel 1882, anno di costruzione dell’attuale cantina. Da fine Ottocento, la famiglia Terni produce e vinifica uve Montepulciano che, nella zona, trovano il proprio habitat naturale. Oggi, Antonio e Georgina Terni, sotto la guida attenta dell’enologo Federico Curtaz, producono circa 90.000 bottiglie l’anno da vigneti che si estendono per circa sedici ettari.
Il vino: Donna Giulia, Spumante metodo classico Montepulciano 100%. Vinificazione in bianco con utilizzo del solo mosto  fiore. Fermentazione a 18° e rifermentazione in bottiglia all’interno di una grotta del 700 dove il vino resta in contatto con i lieviti per 2 anni. Profumo molto caratteristico con sentore non invadente di crosta di pane. Sapore pulito, asciutto ed elegante. Perfetto e pulito come aperitivo o piatti di pesce tipici di queste coste.

Fattoria Le Terrazze. Via Musone, 4. Numana (An). Tel. +39 0717390352.

8. Abruzzo – Maligni

Situata sulle colline teatine che guardano al mare Adriatico, l’azienda agricola Maligni si estende nei comuni di Chieti e di Torrevecchia Teatina. Dopo più di 5 generazioni la passione per la vite ed il vino arriva nel 2009 a concretizzarsi nel fondare l’azienda agricola, affiancando la preesistente azienda Savini Maria Assunta e ancor prima l’azienda Tomei. Il nome Maligni è un appellativo che da oltre quattro generazioni identifica la famiglia Tomei e, secondo le ricerche effettuate, sarebbe da addebitare ad un contenzioso avvenuto tra l’allora pater familias Pasquale Tomei ed il parroco del luogo.
Il vino: Il Mastro, Nobile di Montepulciano. Prugnolo Gentile 85%, Canaiolo Nero 10%, Mammolo 5%. Fermentazione in acciaio, elevazione di 24 mesi in botte di rovere francese e infine affinamento: minimo 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso e profondo. Profumo morbido con sentori di mammolo e di frutta di bosco a bacca nera, sapore rotondo, equilibrato ben strutturato e persistente. Abbinamenti: primi piatti corposi e secondi piatti con carni rosse. Formaggi stagionati.

Maligni. Strada Pignatari, 3. Chieti.Tel. +39 3274737572.

9. Puglia – Agricola Felline

Il nome Agricola Felline deriva da una vasta area archeologica di Manduria, a breve distanza dalle sue famose spiagge, dove ci sono i resti di una città antica, chiamata Felline. Si dice che san Pietro, partito da Antiochia nel 45 dC per Roma, impegnato nella missione di diffondere il Cristianesimo, naufragò arrivando proprio su una delle spiagge vicino a Manduria. La gente di Felline lo soccorse e lo accolse in paese, nonostante fodde in corso un’epidemia di peste, e Pietro liberò il popolo e il suo re Fellone dall’epidemia.
Il vino: Primitivo di Manduria (Tre Bicchieri 2017), invecchiato 6 mesi in rovere francese. Profumi di  ciliegia, erbe mediterranee, frutta rossa. Si abbina a sughi, ragù di carne e arrosti.

Agricola Felline. Str. Comunale Santo Stasi I, 42. Manduria (TA). Tel. +39 0999711660.

10. Calabria – La Pizzuta del Principe

La Pizzuta del Principe ha la sua sede nella proprietà della famiglia Ranieri, che la gestisce fin dai primi anni del secolo scorso. I 100 ettari che compongono l’azienda sono posti in una zona da sempre vocata alla coltivazione della vite, bagnati dalle acque del fiume Vitravo, lambiti dalle brezze salmastre del vicino mare Ionio.
Il vino: Anno Quinto, Gaglioppo (60%) e Greco Nero (40%). Invecchia per 24 mesi in botte di rovere francese e viene affinato 12 mesi in bottiglia. Vino rosso dal colore rosso rubino intenso con lievi riflessi aranciati. All’olfatto note speziate e frutti rossi maturi. Gusto potente, complesso, buona sensazione di tannini maturi con un finale persistente. Accompagna primi strutturati e secondi di carne. Perfetto con il pecorino stagionato crotonese.

La Pizzuta del Principe. C.da Pizzuta- 88816 Strongoli (KR). Tel. +39 096288252.

11. Sicilia – Feudo Ramaddini

Feudo Ramaddini nasce dalla passione e dal grande amore per la propria terra degli imprenditori Carlo Scollo e Francesco Ristuccia. Venti ettari di vigneti nel cuore della Val di Noto nel Sud Est siciliano, culla di vitigni pregiati come il Moscato e il Nero d’Avola, e nelle terre della verde Pachino, la Pachys Oinos degli antichi greci, la “terra abbondante di vino”.
Nel 2003, con il primo vigneto da 20 ettari, a poche centinaia di metri dal suggestivo borgo marinaro di Marzamemi, nasce Feudo Ramaddini, e nel 2008 arriva il primo imbottigliamento. Del 2016 l’ampliamento della Cantina per raccontare ancora di più la terra tra Marzamemi e Pachino, “la terra del vino buono”.
Il vino: Patrono DOC Nero d’Avola, 8 mesi di acciaio, 10 mesi di tonneau e in bottiglia per 6, colore rosso intenso e  sfumature violacee, profumi di fiori appassiti, frutti rossi a bacca piccola, scorza d’arancia amara disidratata, cuoio, gusto sapido e leggermente tanninico. Si abbina a formaggi stagionati, primi piatti importanti o agnello in umido.

Feudo Ramaddini. C.da Lettiera. Marzamemi (SR). Tel. +39 09311847100.

Voi direte – e le altre Regioni dove sono finite? Le trovate sulla pagina del MTV. Non vi resta che scegliere la vostra destinazione, prendere il treno, l’auto o la bicicletta e raggiungerla. Naturalmente senza dimenticare di bere consapevolmente: è sufficiente un piccolo sorso per godersi e assaporare i profumi e gli aromi e il gusto di un vino, e di un territorio.

[Testo: Marco Lupi]