Vino. Dalla Toscana 5 rosati imperdibili per brindare all’estateTempo di lettura: 8 min

Dalla regione del Chianti e del Brunello, i cinque migliori vini rosati presentati alle Anteprime Toscane 2020

E’ giunto il momento per il grigiore della quarantena di lasciare il posto ai rosa delle nuove annate, assaggiate in tempi non sospetti in occasione delle Anteprime dei vini di Toscana, e oggi piu che mai a simboleggiare l’alba della rinascita. Rosati che dell’alba condividono il colore, tenue e delicato, lontano dai rosseggianti bagliori del tramonto, così come le promesse di un tempo di tregua e – si spera – di serenità.

rosati toscani

Territori diversi, uvaggi variabili, ma aziende con salde radici nella tradizione vinicola ed esiti interessanti quelli dei cinque che spiccavano fra tutti gli assaggi, e che staranno benissimo sulle tavole degli aperitivi (ma non solo) delle settimane a venire.

I rosati di Carmignano

Il territorio di Carmignano, che dà il nome a una delle piu piccole e piu antiche denominazioni d’Italia, con circa 200 ettari vitati (tra Docg, Doc e Igt), appartiene al territorio dell’omonimo comune e a quello di Poggio a Caiano, in provincia di Prato. Famoso per i suoi blend di Sangiovese e Cabernet (Sauvignon e Franc), che danno origine al Carmignano Docg e al Barco Reale, è però assai apprezzato per il rosato che da queste ultime deriva, il Vin Ruspo. Il nome risale all’usanza dei contadini di rubare (ruspare) parte del mosto durante il trasporto verso le cantine, che finiva di fermentare nella damigiana e veniva poi bevuto giovane e fresco.

1. Vin Ruspo Barco Reale di Carmignano Doc Fattoria Ambra

uva sangiovese di Carmigano

Si trova all’ombra della villa medicea di Poggio a Caiano e prende il nome da un poema di Lorenzo il Magnifico la Fattoria Ambra, gestita dalla metà del Novecento dalla famiglia Romei Rigoli. Nei suoi 20 ettari vitati produce tutte le referenze tipiche del territorio, Carmignano Docg, Barco Reale e Vin Ruspo, in regime di agricoltura biologica.

rosati toscani di Carmignano

Il suo Rosato viene direttamente dal Barco Reale, prodotto con Sangiovese (80%), Canaiolo e Cabernet (entrambi al 10%) del vigneto di Santa Cristina in Pilli, località Montefortini. SI tratta di una piccola produzione, 8000 bottiglie/anno, di uve da piante giovani e raccolte quindici giorni prima rispetto a quelle che andranno a costituire la Docg Carmignano. Fermentano e affinano in acciaio a temperatura controllata. Nel calice si traduce in un buccia di cipolla chiaro e luminoso, elegante e seducente, come il bouquet che sprigiona. Le note di ciliegia rossa fresca arrivano per prime, seguite a ruota dai ricordi di petali di rosa, che diventano piu intensi man mano che la temperatura sale. Alle note fiorite e fruttate si accompagna anche una certa balsamicità delicata, di meta piperita, maggiorana, che crea sfaccettature piacevoli. Il sorso è fresco, ancora da domare, ma sostenuto da una componente salina, che lo rende piuttosto lungo.

2. Vin Ruspo Tenuta di Castelvecchio Barco Reale Rosato Doc

tenuta castelvecchio a Carmignano

L’azienda Castelvecchio si estende per circa 40 ettari vitati sulle colline punteggiate di splendide ville medicee, un territorio benedetto da un suo microclima, e dai suoi 250 metri di altezza gode di esposizioni e ventilazione ottimale per le uve che diventano Carmignano Docg, Barco Reale e naturalmente Vin Ruspo.

rosati toscani di Carmignano

Piu virato sui toni del rosa, rispetto al precedente, quasi un rosso caramella chiaro, il Vin Ruspo di Castelvecchio si presenta con una nota fruttata che richiama le bacche di bosco, le fragoline fresche, mentre le rose diventano roselline, meno opulente. Arriva una bella mineralità, che diventa quasi iodata con la permanenza nel calice. Al palato è lungo, salino, intenso e fresco, e conferma il bouquet olfattivo. Bella beva per essere un’anteprima.

I rosati della Maremma

Ben più grande il territorio del Consorzio dei vini di Maremma e vasta la tipologia di etichette che gli appartengono. Siamo nella provincia di Grosseto, in un’area di circa 8.700 ettari vitati che comprende situazioni pedoclimatiche molto diverse tra loro, suoli vulcanici (Pitigliano), limosi e argillosi, piane alluvionali, sabbie, tufo. Questo fa sì che trovino dimora vitigni autoctoni e non, e un’offerta che tende ad accontentare praticamente ogni palato. Per restare in casa, le tre referenze selezionate fanno capo a due dei vitigni tipici del territorio, Sangiovese e Ciliegiolo.

3. Albarese Maremma Rosato Doc Vini di Maremma

Albarese rosato di Maremma

E’ una cooperativa nata nel 1954, e in quanto tale può definirsi la prima cantina sociale di Maremma. Dalle uve conferite vengono prodotte diverse linee, sia afferenti alla Doc Maremma che ad Indicazione Geografica Tipica. L’Albarese, cioè il nostro rosato, fa parte di una terza linea di produzione, che la cantina definisce ‘di territorio’, e che conta etichette prodotte con vitigni tipici, quali l’ansonica, il sangiovese e naturalmente il ciliegiolo.

rosati toscani di Maremma

In particolare, le uve che diventano Albarese, 100% ciliegiolo, arrivano da vigneti collinari e in regime di agricoltura biologica, vengono sottoposte a pressatura soffice, decantate a freddo e sostano sulle bucce 25 -30 giorni, e sui propri lieviti per 3 mesi. E’ un rosé di discreto corpo, che alle tipiche note di ciliegia affianca frutti rossi aciduli, lampone evidentissimo su tutti, e una bella balsamicità, note di eucalipto e resina. Anche al palato conferma una personalità spiccata, e una spalla acida ancora preponderante, che suggerisce qualche mese di riposo in bottiglia per potersi esprimere come merita.

4. Anna’s Secret Maremma Rosato Doc Val di Toro

Anna's Secret vino rosé di Maremma

Azienda giovane rispetto alle altre di questa selezione, Val di Toro nasce nel 2003 per volontà di Hugh Constable Maxwell e Anna Maria Cruciata, che hanno trasformato 12 ettari, dei 25 della loro tenuta, in vigneti a coltivazione biologica (certificati dal 2015) e cantina, in ottica di rispetto della biodiversità e sostenibilità ambientale. Producono complessivamente 100mila bottiglie all’anno in media, divise tra cinque referenze, due rossi, un bianco e due rosati, tra cui l’Anna’s Secret.

rosati toscani di MAremma

Solo uve Sangiovese raccolte a mano per questo rosato dai toni eleganti, sia nelle cromie che nelle note gustative. Viene utilizzato solo il mosto fiore, che resta 5 mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento. Appena versato nel calice arriva intenso un profumo fiorito, caldo, di tuberose, peonie, unito a note minerali e anche lievi sentori smaltati, che rendono questo rosato molto intrigante. La beva è fresca, pulita, piacevole e per niente banale. Vino decisamente pronto, molto adatto ad accompagnare pesci grassi e aromatici.

5. Pink Maremma Toscana Doc Podere San Cristoforo

pink podere san cristoforo vino rosato di Maremma

Nel territorio di Gavorrano, Podere San Cristoforo produce vini dal 1901 e oggi, con Lorenzo Zonin, è convertita alla biodinamica e alle pratiche che privilegiano la qualità: basse rese, vendemmie verdi, poca tecnologia e molto lavoro manuale. Ogni referenza aziendale punta ad essere riconoscibile per caratteristiche proprie: così è anche di Pink, il rosato di sangiovese che omaggia nell’etichetta l’album Animals dei Pink Floyd del 1977.

vini rosati di Maremma

Solo lieviti indigeni e una sosta di 7 mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento: Pink è un esperimento riuscito di Cantina San Cristoforo, un rosato che ai tipici sentori di ciliegia e frutti rossi affianca delle interessanti note di gommalacca e di buccia d’arancia. Bel palato coerente, minerale e fresco come dev’essere un rosato giovane. Da stappare er l’aperitivo ma anche a tutto pasto, nelle serate che verranno.

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