Enoteca Pinchiorri: all’asta i vini del ristorante. Che rabbia essere al verde

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Il nome dell’asta parla da solo: “Enoteca Pinchiorri, the legendary cellar” (“La leggendaria cantina”). Impossibile smentirlo: sono alcuni dei vini più pregiati del mondo provenienti dalla mitica collezione di Giorgio Pinchiorri, patron dell’Enoteca Pinchiorri. Il ristorante in via Ghibellina, a Firenze, tre stelle Michelin dal 1993/94.

Che rabbia essere al verde! Nella sessione del 12 settembre a Londra, da Zachy’s, una delle case d’asta più prestigiose del mondo, si potrebbero contendere a qualche milionario…

Giorgio pinchiorri

Grandi rossi della Borgogna:

– due magnum di Vosne-Romanée Cros-Parantoux Reserve Henri Jayer 1999 (base d’asta 60 mila -100 mila sterline, circa 66 mila – 110 mila euro);

– due bottiglie di Romanée-Conti Domaine de la Romanée-Conti 1990 (24 mila – 32 mila sterline);

Immensi vini italiani:

– Barolo Monfortino Riserva Giacomo Conterno 1978 (2.600-3.800 sterline);

Favolosi Super Tuscan:

– 12 bottiglie di Solaia 2015 di Antinori (1.900-3.000 sterline) e la 15 litri di Masseto 2014 (9.500-14.000 sterline).

Enoteca pinchiorri asta
Enoteca pinchiorri michelin

Un rimpianto turberebbe l’ebrezza di un momento simile: il pensiero del dolore (è il termine giusto) con cui l’ottantenne Giorgio Pinchiorri si separerà dalle sue creature superbe, per limitare i danni causati al ristorante e ai suoi dipendenti dalla pandemia di COVID-19.

Pinchiorri dice di aver pianto una volta decisa la vendita. “Prima di mettere le mie bottiglie nelle casse di Zachy’s e di vederle uscire dalla mia cantina, le ho baciate una a una”. C’è da capirlo, separarsi da vini tanto pregiati, collezionati a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, non dev’essere facile. Ma forse il valore base del catalogo Enoteca Pinchiorri battuto all’asta, composto da 2.500 bottiglie, lo aiuterà a riprendersi: 2 milioni di euro.

Feolde pinchiorri

Pinchiorri ha fondato l’«Enoteca Nazionale» nel 1972. Era una semplice rivendita di bottiglie che accompagnavano taglieri di salumi e caci toscani. Nel 1979 arriva la decisione di trasformarla in un ristorante, presa insieme a Annie Féolde, cuoca francese conosciuta a Firenze. Nel frattempo diventata sua moglie.

Dal 1982, grazie a una cantina ampliata e un menù raffinato, inizia la storia stellata del locale che tocca l’apice nel 1992 con la terza stella Michelin, perduta però l’anno successivo. Ma dal 2004, ininterrottamente fino a oggi, l’Enoteca Pinchiorri vede confermate le tre stelle. Anche per effetto di una cantina mostruosa che conta oltre 60 mila bottiglie.

Sessantamila meno le duemilacinquecento che verranno battute all’asta il prossimo 16 settembre. Grazie agli oltre 50 anni di collezionismo, Pinchiorri e i clienti del suo ristorante avranno di che consolarsi.

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