Caffè: i 10 migliori del mondo. No, il più costoso non è il Kopi Luwak

Alcuni si conoscono, come il Jamaica Blue Mountain, altri molto meno. Ecco quali sono e quanto costano al chilo

Tempo di lettura: 8 minuti

Si dice che il fattore decisivo per un caffè da veri impallinati sia la freschezza dei chicchi. Ce ne sono di buon livello e di qualità esoterica.

In pratica, sono di buon livello tutte le bevande che vediamo al supermercato. Ma con il rischio che, stazionando da tempo sugli scaffali, abbiano perso in freschezza. Qualità esoterica significa che i chicchi sono raccolti e selezionati a mano.

Crescono ad altitudini elevate per sviluppare una dolcezza naturale. Con periodi di coltivazione rallentati e lunghi per incrementare l’acidità e aggiungere aromi di solito non associati al caffè come lo conosciamo. Fragola, lampone, tè.

Oltre al sapore e agli aromi, anche il prezzo di questi caffè è unico. Oggi vogliamo presentarvi 10 tra i migliori caffè migliori del pianeta, di sicuro i più costosi. E mentre un paio, come il Kopi Luwak o il Jamaica Blue Mountain, non sono sconosciuti agli appassionati, gli altri, spesso coltivati su microscopica scala, si conoscono meno.

1. Finca El Injerto

Caffè finca el injerto

È la quarta generazione della famiglia Aguirre a beneficiare dell’incredibile balzo di prezzo messo a segno negli ultimi anni da questo caffè. Frutto, probabilmente, dell’imbarazzante quantità di premi razziati dall’azienda, collocata sulle montagne di Huehuetenango, in Guatemala.

Coltivato a oltre 2000 metri di altitudine, il caffè passa attraverso le maglie rigide del “Peak Performance Process”. Un lungo e macchinoso processo che prevede la selezione e la separazione manuale dei chicchi. Quindi la macinazione e la fermentazione. E da ultimo l’ammollo in acqua. È così che il caffè sviluppa il corpo robusto e il sapore, dolce e complesso.

Prezzo: sui 1000/1100 dollari al chilo

2. Black Ivory Caffè

Caffè Black Ivory

Il nome suonerebbe meno intrigante se fosse subito chiaro che si riferisce agli escrementi dell’elefante. Viene infatti ricavato in modo simile al Kopi Luwak (ne parliamo tra poco, il tema degli escrementi, ahinoi, è ricorrente).

Il processo di produzione del Black Ivory inizia con i chicchi di caffè Arabica consumati dagli elefanti nel nord della Thailandia. Da erbivori quali sono, gli elefanti apportano un enzima particolare. Inoltre, la lentissima digestione conferisce il sapore distinto e rotondo del caffè.

Il prezzo elevato dipende soprattutto dalla difficoltà di reperire i semi. Visto che gli elefanti sono soliti mangiarne la maggior parte, e nascondere gli altri in luoghi difficili da individuare.

Prezzo: sui 1000 dollari al chilo.

3) Kopi Luwak

Kopi Luwak caffè

Una notorietà esagerata, addirittura famigerata. Kopi Luwak è il caffè indonesiano tostato dopo essere stato mangiato, digerito e ehm… espulso dallo zibetto della palma, goloso dei semi della cosiddetta pianta del caffè rosso. Dunque, il processo di fermentazione del caffè non potrebbe essere più naturale, considerato che avviene all’interno del tubo digerente dell’animaletto esotico, parente alla lontana della mangusta.

Le caratteristiche aromatiche uniche del caffè non si possono riprodurre in altro modo. Per chiarezza: i semi, una volta espulsi, vengono puliti (ovviamente), arrostiti e confezionati. Le note aromatiche confermate anche dagli esperti italiani che lo hanno provato, ormai si trova anche da noi, sono quelle delicate della prugna e della rosa.

Prezzo: tra 700 e 900 dollari.

4. Ospina Caffè

La fondazione dell’azienda, che oggi vanta una produzione molto ampia, risale al 1835. Nel tempo, la famiglia che si è occupata della gestione (una vera dinastia, inclusi due presidenti colombiani), ha portato il caffè Ospina a essere uno dei più apprezzati del mondo.

Il prodotto di punta, coltivato come gli altri sopra i 2000 metri di altitudine negli altopiani vulcanici della provincia di Antioquia, in Colombia, si chiama Gran Cafe Premier Grand Cru. Un caffè con aroma di nocciola e profumi di albicocca, corpo vellutato e sapori di mandorle e cioccolato.

Prezzo: tra 300 e 1.500 dollari al chilo

5. St Helena Caffè

La battuta di Napoleone è passata alla storia: “La sola cosa buona di Sant’Elena è il caffè”. L’ex imperatore di Francia usò il suo triste confino per diventare un coltivatore, visto che insieme all’arte della guerra il caffè fu una delle sue passioni.

I chicchi provenienti da Sant’Elena, isola sperduta nell’oceano Atlantico, ad almeno 2 mila chilometri dalle coste africane, sono ancora oggi prelibati. A renderli così particolari provvedono le note caramellate con un irresistibile retrogusto di agrumi. Dicono gli esperti che hanno avuto la fortuna di degustarli. Ma è evidente che l’incidenza del trasporto, alla voce costi, si fa sentire.

Prezzo: sui 220/250 dollari al chilo.

6. Hacienda El Roble

El Roble caffè

I 22 chili raccolti ogni anni, non un chilo di più, non uno di meno, sono coltivati in una fattoria nel sud della Colombia sotto la supervisione di un agronomo. Il caffè è lavorato mediante frantumazione, essiccazione al sole e fermentazione controllata.

La sola persona autorizzata a tostarlo è un torrefattore di Melbourne, considerato un virtuoso del settore. Dalla sua torrefazione, chiamata Proud Mary, dipendono aroma, sapore e corpo del pregiato caffè. Le note di degustazione parlano di pesca e mango, un corpo forte ma cremoso, attenuato da un un delicato aroma floreale.

Prezzo: sui 200/220 dollari al chilo.

7) Jamaica Blue Mountain

Jamaica Blue Mountain coffee

Il caffè giamaicano cresce sulle alture vulcaniche a nord di Kingston, ad altezze che oscillano tra 1500 e 3000 metri. È la grande “montagna blu” come la chiamano da quelle parti. L’aria gelida in arrivo dal Mar dei Caraibi ritarda lo sviluppo dei semi.

Una coltivazione lunga poco meno di un anno, contro i 6 mesi necessari di solito, responsabile del bouquet aromatico ricco e complesso che ha reso famoso anche in Italia il caffè giamaicano.

Dopo raccolta e tostatura, prima della conservazione nei bellissimi barili in legno di quercia, al pari del rum dei Caraibi, il caffè assume sapori generosi in acidità, con aromi di tabacco e frutta secca. Soprattutto, si affranca completamente dal tipico retrogusto amaro che affligge troppi caffè, anche di livello.

Prezzo: sui 200 dollari al chilo.

8. La Esmeralda

Caffè la esmeralda

Forse ”l’hacienda” più premiata del mondo per i suoi caffè, coltivati nella regione di Boquete a Panama. Sono ricavati da una famiglia di piante antiche della varietà botanica “Geisha”, che crescono a 1.500 metri sul livello del mare.

Il prezzo molto elevato dipende da diversi fattori. L’offerta minima, addirittura razionata in alcune annate, la breve stagione della coltivazione e il costo elevato della manodopera. Ma l’aggettivo usato più spesso per descrivere questo caffè è ineguagliabile. C’è poi la leggerezza, quasi insensata vista la forza del sapore, inconfondibilmente agrumato.

Prezzo: sui 180 dollari al chilo.

9. Finca El Morito

Caffè El Morito

Altro caffè guatemalteco, come il Finca El Injerto, eccezionale nel corpo e nella cremosità. Un tipico caffè invernale dalle note di noce e cioccolato, che si adatta bene a ogni metodo di estrazione: moka, filtro, espresso o aeropress.

La particolarità del caffè consiste nella provenienza dei chicchi, che non sono monorigine, pur arrivando dalla stessa fattoria dislocata tra i 1.500 e i 2.000 metri. Proprietà del leggendario coltivatore Jose Roberto Monterroso a Jalapa, Mataquescuintla.

Prezzo: sui 1.00 dollari al chilo.

10) Finca Los Planes

Nella fattoria da 70 ettari a 1.500 metri di altitudine, che appartiene come molte altre a una dinastia familiare, si è coltivata a lungo soltanto la varietà Typica. Un’Arabica abbastanza ordinaria.

Le cose, per l’azienda di El Salvador, sono cambiate nel 1996. Quando si è passati a una produzione meticolosa di varietà più pregiate, quali Bourbon e Pacamara. Le note di degustazione, unico caso in questa lista, scomodano addirittura il mandarino. Oltre a zucchero di canna e caramello.

Prezzo: sugli 80 dollari al chilo.

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