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Vini naturali. 10 cantine da assaggiare senza indugi a Natural Born Wines

La prima edizione di Natural Born Wines a Villa Boschi a Isola della Scala segna il ritorno delle manifestazioni dedicate al vino naturale

Vino

Finalmente: con Natural Born Wines riprendono gli eventi legati al vino naturale. La manifestazione, in versione rigorosamente open-air, si terrà domenica 20 e lunedì 21 giugno nel giardino di Villa Boschi a Isola della Scala (VR). 

Si tratta della prima edizione – dopo i ripetuti rinvii del 2020 – di questo Salone dei Vignaioli Naturali, che riunisce circa 70 vignaioli. 

Ad organizzarlo ci ha pensato  Sorgentedelvino, che aveva già provato nell’ottobre scorso a rompere gli indugi con Orange Wine a Piacenza. Una lodevole impresa, e un grande sforzo per mettere su una manifestazione sicura e en plein air, purtroppo vanificata dall’improvviso rialzo dei contagi Covid.

70 vignaioli di Natural Born Wines

villa boschi isola della scala natural born wines

Circa 70 i vignaioli presenti a Natural Born Wines, tutti aderenti alla Carta dei Princìpi, che riconosce alcuni valori comuni. L’agricoltura biologica o biodinamica in vigna, la vinificazione con i soli lieviti indigeni presenti sull’uva, e l’uso limitato di solfiti.

Parliamo di piccole cantine e vini di viticoltori che praticano un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, limitando trattamenti e pratiche di cantina e rispettando al massimo la biodiversità.

“In campo vitivinicolo la biodiversità è un grande valore,” racconta l’organizzatrice Barbara Pulliero. “Non solo per la vitalità dell’ambiente in cui i vigneti si trovano, ma anche per l’armonia e la complessità dei vini che nascono dalla raccolta di queste uve.”

E manco a dirlo i vignaioli portano in degustazione numerosi vini ottenuti da vitigni autoctoni, spesso salvati dall’estinzione grazie alla passione. Vini da vecchie vigne che conservano una impressionante complessità di biotipi. 

villa boschi isola della scala

Sono vini nati in montagna, o che portano con sé i profumi della macchia mediterranea. Vini che conservano le caratteristiche del terreno su cui sono nati e dell’ambiente in cui le uve sono maturate. 

Insomma vini prodotti con l’obiettivo di far esprimere al massimo il territorio, e insieme le carattiristiche dell’annata. Si cerca di intervenire il meno possibile, praticamente limitandosi ad “accompagnare” le uve nella propria trasformazione in vino.

Dicevamo che a Natural Born Wines partecipano 70 vignaioli circa, con la lista in costante aggiornamento. Vi segnalo 10 aziende da scoprire o ri-scoprire, come sempre elencate da Nord a Sud.

1. Asotom, Castelletto Merli (AL)

asotom vino rosso

Tommaso Gallina, autodidatta, dal 2004 coltiva 3,5 ettari di vigneti nell’Alessandrino.

Il progetto di Asotom è quello di produrre un vino di territorio e di estrema bevibilità. Lavora con l’idea fissa dell’eliminazione totale di qualunque prodotto chimico, puntando a vini che devono essere espressione di annata e territorio.

2. Barbara Avellino – Rovescala (PV)

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Barbara Avellino, milanese, ha abbandonato la città per ripiantare una vigna vecchia nell’Oltrepò pavese. 

In seguito ha anche intrapreso la via dell’apicoltura, proprio per testare la sostenibilità della vigna. Spesso infatti, è risaputo, la viticoltura con i suoi insetticidi è la principale nemica delle api.

Provate il Caotico – Barbera e Croatina per questo frizzante dalla lunga macerazione sulle bucce. 

3. Insolente, Monteforte d’Alpone (VR)

vini Insolente a natural born wines

Insolente èil progetto di Luca Elettri, pubblicitario, ma anche grande conoscitore del mondo dei vini al naturale. 

Suo principale intento (la sua “insolenza”) è quello di uscire dalla massificata espressività dell’area, proponendo vini basati su varietali autoctoni.

4. Filarole, Pianello Val Tidone (PC)

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La passione per il vino di Barbara Pulliero e Paolo Rusconi ha trovato “casa” in Val Tidone, con l’azienda Filarole. L’idea è quella di ridare vita a un territorio che negli anni è stato sempre più abbandonato. 

Tutto è legato al territorio, nome compreso, visto che in dialetto piacentino i filari di una vigna sono i filarol. E quando le vigne sono piccole e composte da pochi filari, anche la vigna viene indicata con questa parola. Filarole sarà una degna rappresentante dell’Emilia a Natural Born Wines.

5. Tenuta Ca’ Sciampagne, Urbino (PU) a Natural Born Wines

ca sciampagne vigneti

Leonardo Cossi, il “tenutario”, e la moglie Paola elaborano con passione e cura i propri vini.

Ah, nessuna paura di possibili ritorsioni d’oltralpe sul nome Ca’ Sciampagne, è solo il catastale registrato della località dove sono parte dei vigneti.

6. Enoz, Sessa Aurunca (CE)

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Con Enoz siamo nel territorio del Comune di Sessa Aurunca, nel cuore della Campania Felix. 

È qui che si estende Masseria Torricella. Circa 22 ha di cui 5 destinati a vigneti con i rimanenti a uliveti, grano e leguminose. 

enoz vigneto

Questa nuova realtà, condotta da Roberto Zeno, originario della costiera vesuviana, si trova alle pendici del complesso vulcanico spento di Roccamonfina. Zona nota fin dai tempi del Falerno degli antichi Romani per i suoli sciolti di origine vulcanica.

Al Chaos 2018, IGP Roccamonfina 100% Primitivo, 15 giorni di macerazione in anfora senza controllo di temperatura, si è da poco affiancato un bianco da uve Fiano. Si chiama La Monade ed è anch’esso vinificato in anfora.

7. Casebianche, Torchiara (SA) a Natural Born Wines

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Casebianche è una cantina sparsa su 14 ettari localizzati nella piccola comunità di Torchiara (Salerno), fra il torrente Acquasanta e il mare del Cilento. Qui, dal 2000, Elisabetta e Pasquale, lasciato il proprio studio di architettiura, si occupano dell’azienda agricola di famiglia.

Da non mancare il loro La Matta, spumante Dosaggio Zero ottenuto da uve Fiano in purezza

8. Abbazia San Giorgio, Pantelleria (TP) a Natural Born Wines

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Anche Abbazia San Giorgio, la creatura di Battista Belvisi, partecipa a questa prima edizione di Natural Born Wines

Battista ha collaborato per anni con Gabrio Bini, frontman di Serragghia e uomo immagine della diffusione dello Zibibbo nell’interpretazione secca. Nel 2015 decide di percorrere la propria strada in autonomia.

9. Ferracane, Marsala (TP)

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Fabio Ferracane, enologo, si occupa di 5 ettari di vigna (con altri due in arrivo). 

Il suo chiodo fisso: fare un vino autentico, ovvero riuscire a far esprimere al massimo nei suoi vini il territorio di Marsala.

10. Vitivinicola Deperu Holler, Perfugas (SS) a Natural Born Wines

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Carlo Deperu, sardo, viticoltore ed enologo, una laurea in agraria a Milano, corso di Viticoltura ed Enologia. Tatiana Holler, brasiliana di origine tedesca, viaggiatrice, laureata in Marketing e Comunicazione. 

deperu holler

Lei lavorava nel settore pubblicitario quando conosce Carlo, a Milano. Lui nel 2007 pianta i primi quattro ettari di vigna che cura ancora oggi in prima persona, oltre a svolgere tutto il lavoro in cantina. 

Natural Born Wines. Villa Boschi, Isola della Scala (Verona).

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