Non so quale sia stato il miglior piatto della Festa a Vico 2010, categoria Big, alle Axidie. Qualcuno me lo ha chiesto via mail o subito dopo i miei 32 assaggi inclusi ginger, cedrata, spuma – mussiane – una brioche targata Gabriele – con la nuova esplosiva farcitura noce e limoni – un po’ di Castelvetrano di Silvia Imparato – big tra i big – e un affondo di Fiano Pietracupa – bello tosto. Non lo so, perché non avrebbe senso andare a cercarlo in questa grande kermesse di ammuina con le cucine di campo che mi hanno fatto venire in mente un’esercitazione a Torre di Nebbia con i milan che fischiavano e il rancio che usava gli stessi fuochi. Grandi manovre per far girare una macchina di bontà con comandanti e cavalieri che indicavano alle truppe i giusti movimenti per colpire noi appassionati di gastronomiche bontà. E a fari quasi spenti, quando molti avevano preso la strada del ritorno e si iniziavano a mettere da parte i tavolati, ecco che nasce la performance più inattesa e, per me, più bella.

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Perché ha sintetizzato lo spirito della festa e ha suggellato in un solo colpo il tema della serata, il cibo da strada, apponendo il sigillo dell’ordine Reale. Il Cavaliere Niko Romito fa brillare il suo elmo – 🙂 – alla luce dei fari e prepara le armi di distruzione di massa: le temibili bombe alla crema. Sì avete capito bene, un bistellato fa il cibo dei bambini golosi che non sanno se leccare la crema in uscita o succhiare le dita ripiene di zucchero, provare a sbocconcellare o mettere dentro tutto di un botto al sicuro in bocca.
Solo che fare le bombe a Vico significa dare prova di grande capacità di adattamento. Mica lievitano così facilmente le pallottole che Niko-Karate Kid (metti la cera, leva la cera) ha con grande attenzione messo a riposare sul piano in legno. E via accanto al forno a legna delle pizze ormai spento per contrastare l’umidità del Golfo di Napoli che sembra volerci lasciare tutti a bocca asciutta mentre il collegamento occhi-cervelletto-stomaco ha mandato in tilt l’interruttore della fame che manda segnali nemmeno fossimo stati nel deserto.
Ed ecco l’allegra processione che segue Niko verso i forni elettrici per depositare accanto le palline che si gonfiano. Tutti lì, a braccia conserte, in trepida attesa. Finché non arriva il segnale e le bombette vengono sganciate nell’olio bollente. Niko sorveglia e le gira con un manico di “cucchiaiella” capovolgendole come tanti canottini.
L’attesa è premiata. Una fila si ingrossa di nuovo, ma noi che siamo stati lì ad attendere dal primo momento riceviamo in premio l’agognata promessa al primo giro di padellone.
Una bomba che a dispetto degli scettici che non hanno avuto l’ardire dell’attesa premia le papille con il suo soffice cremoso. Ma Niko, come hai fatto a creare delle bombe che sono migliori di quelle di tantissime pasticcerie durante una “battaglia da campo” e senza tanti confort? Sarà mica il Disciplinare della Festa a Vico?

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Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

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