Migliore babà 2026: Salvatore Catapano vince il contest con il fiore

Quinta edizione tutta napoletana in questo 2026 per il contest Mille&UnBabà che, dopo quella internazionale e quella al femminile, ha cercato il migliore babà in terra patria.

E lo ha trovato in Salvatore Catapano, pastry chef del Poseidon Terme di Ischia, che ha vinto il concorso (e mille chili di farina del Mulino Caputo, organizzatore del concorso) con Partenope in fiore. Un babà agli agrumi profumato al rum, farcito con una crema vellutata alla ricotta di bufala e arricchito di una composta di arance di Ischia, servito con una salsa alle arance e al lime. Composizione in cui ha diminuito la quantità di vaniglia proprio a favore degli agrumi di Ischia con bagna al rum così come è per un dolce molto ricco di uova.
Gli altri babà del 2026

Come da tradizione del contest (aperto quest’anno dal direttore del Mattino Vincenzo Di Vincenzo), viene annunciato solo il vincitore. Gli altri 7 concorrenti arrivano tutti secondi a pari merito.
Un babà che è un paniere

Ai banchi di assaggio si è però distinto Bruno Merlonghi pasticcere presso l’Aloha Eventi di Bacoli. Il suo babà nasce da una delle immagini più rappresentative di Napoli: il paniere calato nei vicoli. E Panier Rouge è il suo babà 2026 che conserva e ripropone quell’identità originaria. Quindi babà al rum, crema pasticciera alla vaniglia Tahiti e fragoline di bosco. Presentazione molto bella. Un babà piccolo ma ben fatto e ricco di devozione, come ha commentato il giurato Gennaro Esposito. Unica pecca, il paniere di cioccolato un po’ troppo spesso.
La mela annurca diventa un babà

Angelo Guarino, pastry chef del ristorante La Corte degli Dei ad Agerola, ha scelto per Sua Maestà il Babà un impasto tradizionale alla cannella cui ha dato la forma di mela annurca. La bagna è al rum agricolo al 50%, aromatizzato con zeste di arancia. Il cuore del dolce è un composto di mela in crema e a cubetti. Mela croccante che lo contraddistingue mentre appare un po’ troppo mlimitato l’apporto del rum e la persistenza della mela.
Il babà 2026 come un éclair

E sempre all’Aloha Eventi di Bacoli lavora Martina Conte che come babà 2026 ha presentato una sua versione di éclair Oro di Costiera. La più giovane del concorso è laureata in chimica industriale e ha realizzato una creazione coraggiosa che ha stravolto la classica configurazione per un dolce altrettanto popolare. Il cuore di gel al limone e arancio si è sposa con la vaniglia e la ganache allo yuzu. Ma l’impasto tradizionale – un po’ troppo poco – è stato sopraffatto dalla bagna agli agrumi e limoncello. Con qualche correzione diventa una nuova e rassicurante forma per il babà.
Doppia cottura

Ha giocato in casa Giustina Brasiello, pastry chef del Grand Hotel Vesuvio di Napoli che ha definito Reale il suo babà 2026. Doppia cottura per il dolce con passaggio in forno e poi in padella per caramellizzare la crosta di caramello al burro salato. Brasiello ha sostituito la crema classica con una namelaka allo yogurt per dare una spinta acida insieme al lampone. La bagna è un infuso di timo limonato.
Sguardo al Sud America

Babà esotico 2026 per Gennaro Martucci, pastry chef del Deschevaliers Restaurant di Napoli. Che ha virato sui sapori del Sud America con purea di mango, frutto della passione e cocco, mango e ananas freschi a cubetti e Namelaka al cocco. Il guscio al cioccolato contiene il babà bagnato con rum diplomatico. Un po’ difficile da mangiare ha meno sprint di frutta esotica di quanto si sarebbe immaginato.
Nel 2026, il babà ritorna al Regno delle Due Sicilie

Linea di confine sul Volturno con Enrico Egger della pasticceria Tizzano a Napoli: Babà delle Due Sicilie per lui. Una reinterpretazione che nasce dall’inserimento nell’impasto dell’albicocca Pellecchiella del Vesuvio. La guarnizione è con scaglie di Cioccolato di Modica IGP al 75% e una crema allo zabaione profumata al Marsala di Sicilia. La forma è quella del babà e l’impronta è tradizionale con cioccolato e albicocca che però non dialogano alla perfezione.
Il babà aspettando l’estate 2026

Vincenzo Vuoso, dell’Hotel Grazia alla Scannella di Ischia, ha guardato subito all’estate 2026 con il babà ‘O Sole mio. Rivisitazione del classico Savarin caratterizzato dall’utilizzo del mirto selvatico ischitano qui abbinato a curcuma, zafferano e cioccolato.

Appuntamento l’anno prossimo con una nuova edizione alla ricerca del migliore babà per il 2027.




