Il ristorante vegano Linfa ora è solo nel ventre di Visionnaire in piazza Cavour a Milano, showroom di arredi luxury (era l’ex cinema Cavour). Ed è più che mai la creatura di Edoardo Valsecchi, CEO & founder.
Attenzione: Linfa Bergognone non c’è più, quindi aggiornate la rubrica degli indirizzi.
Qui in piazza Cavour trovate 18 metri di bancone e 40 coperti che arrivano a 60 utilizzando gli altri spazi dello showroom.
E la nuova linfa di Linfa è la continua creatività di piatti e cocktail, rigorosamente plant-based — vegetali — e con attenzione al No&Low (cioè no alcol o low alcol). Dico vegetali invece di dire vegani, ben sapendo che “vegano” è un termine divisivo.
Ma più che mai da Linfa, ve lo anticipo, ci porterei un carnivoro.
Quanto costa il ristorante vegano Linfa a Milano

Avevamo scritto (lo leggete in seguito) che il ristorante vegano di lusso ha buoni prezzi. E la nostra visita ad ottobre 2026 per questa cena stampa lo conferma. Linfa richiede un budget di 90 € per un il menu degustazione al buio con portate cucina-bar-pasticceria, coperto e pane incluso.
La sezione sushi della carta di Linfa a Milano è articolata e include anche il ramen.
Il Sushi Bar offre tre diverse selezioni di assaggio. Mix 24 pezzi, tre creazioni dalla carta a 44 €, Mix 40 pezzi, con cinque creazioni (68 €), e Mix 64 (88 €), con tutte le creazioni.
Save a Crab lo trovate tra gli Uramaki con cuore di palma, avocado, cetriolo — 8 €.
Il gunkan “Mozzarella” è con tosago, limone nero e itori togarashi — 8 €.
I nigiri costano 5 euro al pezzo.
Il miso ramen, sempre a tutto vegetale, costa 24 euro.
La sezione cucina ha alcuni best seller.
Come il “Vitello” Stonnato realizzato con un taglio vegetale cotto a bassa temperatura e decorato da una salsa tonnata vegetale — 16 €.
La tartare “Tonno” è preparata con le melanzane — 16 €.
Mentre la tartare “Salmone” è a base di avocado Hass e di pak-choi — 16 €.
Ovviamente avete il risotto alla milanese con “midollo” di cardoncelli — 22 €.
Cashew&Truffle sono invece gli gnocchi di patate con la crema di anacardi — 28 €.
Free Cicken è il “pollo” in salsa agrodolce al mango — 20 €.
Tra gli imperdibili, il Chashu, il “maiale” marinato — 58 € per 2 persone.
Avvertenza: i nomi dei piatti sono solo nomi

Disclaimer: tutte le volte che in questo articolo dico tonno o salmone o altro animale, da Linfa non è animale. In realtà è 100% vegetale, tutto plant-based, ma simile sensorialmente all’ingrediente animale evocato. Quindi “Tonno”, “Salone”, “Maiale” tra virgolette.
Con Emanuele Bonati, anche lui al tavolo, abbiamo ragionato su nomi e descrizioni.
Il passaggio che manca alla cucina vegetale per superare le barriere, soprattutto mentali, che la separano dalla cucina tout court, è un vocabolario specifico. Finora si è mantenuta una terminologia ambigua e rassicurante per i nomi dei piatti che richiamano gli alimenti originali. Ma è il momento di cambiare prospettiva. Un po’ come hanno fatto a suo tempo i Futuristi dando nomi nuovi alle loro nuove proposte. Linfa ha probabilmente le capacità, la fantasia, la tecnica per farlo, anche perché si trova a Milano, potenziale hub dell’innovazione. Non è “mangia questo piatto che sembra vitello”, ma “mangialo perché è buono”: il fatto che sembri vitello è secondario. Secondo me, basta il richiamo visivo, e ricercare in bocca il sapore del vitello ti impedisce di gustare il piatto in sé. Poi, ci sono piatti “parlanti”, conme Save a Crab, che contengono sia lo scopo del piatto, che la sua definizione.
Molti dei piatti sono sostanzialmente stabili in menu, dati i loro ingredienti da trasformazioni del vegetale, con un’incidenza dei cicli stagionali legata perlopiù alle verdure che decorano i sushi. Interessante anche sotto l’aspetto no-waste.
La cena vegetale da Linfa Milano

Cena vegetale – amabilmente guidata dal maître Gianluigi Franco – ma bevendo a piacere.
Abbiamo aperto con 2 dei drink signature creati dal bartender Francesco Businelli (The Line a basso tenore alcolico e Empire zero alcol) e una bollicina franciacortina (Barone Pizzini rosé, rosa carico stupendo).
Poi abbiamo continuato bevendo vino. Sauvignon Pacher-Huber Pacherhof 2025 mangiando con i sushi, per poi accompagnare i piatti dalla cucina con Vietti Timorasso Colli Tortonesi 2024 per me e un Tenuta Perano Chianti Classico Riserva 2022 Frescobaldi per i due commensali.
Il sushi di Linfa a Milano

Siamo partiti dai sushi, assaggiati nell’ordine consigliato dal maître. Un crescendo di intensità e di umami, dai nigiri, agli uramaki, ai gunkan, al Mediterraneo con marinature, affumicature e accostamenti che lavorano su sapidità, consistenze e profondità aromatica.
Nigiri melanzana, zucchine gialle, zucchine verdi. Buoni tutti, ma soprattutto il gusto e la consistenza della melanzana brasata. Che ricorda un’altra delizia giapponese, il dengaku, ma qui è adagiata sul riso in modalità nigiri.
Uramaki: Save a Crab, con cuore di palma marinato, avocado Hass, cetriolo marinato, sesamo bianco e nero, fili di peperoncino e Salmon, con “salmone” (da proteine di piselli) affumicato, platano marinato, chips di cocco, foglia di platano scottata.
Gunkan, di due tipi: “Salmone” cone alga nori funghi spugnole, caviale al tartufo, tartufo nero estivo. E gunkan “Tonno” come se fosse tonno in scatola ottenuto con proteine della soia, acqua marina, caviale di alghe nere, oro alimentare (dettaglio che mi piace tantissimo).
Gran finale: Mediterraneo, un uramaki da gustare per ultimo. Tonno vegetale, condito con capperi di Salina, pomodori secchi, olive Taggiasche, shichimi togarashi, granella di pistacchi di Sicilia, “stracciatella”, “foglie e pesto di rucola. Geniale. Godurioso. Molto umami.
La cucina

La Caprese è un pomodoro ripieno di mozzarella di anacardi su uno specchio di olioevo al basilico, e zeste di limone per un’aggiunta di profumo — 10 €. Bellissimo. E anche buono, originale – sì, la mente va subito alla mozzarella vera, che c’entra però solo come consistenza, dice Emanuele.
In accompagnamento, tradizione ma non troppo: una focaccia gluten-free ultrasottile tiepida con farine di riso, mais e sorgo. Pane gluten-free a base di farina di riso, mais, grano saraceno. Olioevo Arkè Diliberto, blend siculo, sentori di pomodoro.

Seguito da una Tartare “Tonno”, che non è tonno, ma melanzane, caviale di alghe, perle allo yuzu, erba cipollina. Illusione abbastanza riuscita, notevole come porzione e come gusto. Appagante ma non pesante. Ecco, qui ci starebbe bene usare stonno. Non mi è dispiaciuta, anche considerando le virgolette, conclude Emanuele.

Più in generale: nei piatti di Linfa Milano ci sono sapori che ne scalano altri, colori che rallegrano gli occhi, consistenze che appagano il morso. La nostra commensale sceglie invece altri due giri di nigiri. Al porro: elegantissimi, sapidi, gratificanti, e alla zucca con Zucca Hokkaido in tempura, avocado Hass, alga wakame, maionese al San Marzano, riso soffiato. Porro vince, anche secondo Emanuele.
I primi piatti e il “maiale”

Capitolo primi. Bonati sceglie Garganelli al ragù (18 €) fatto con funghi shiitake a lenta cottura. Buona la pasta, solo un paio di garganelli sono rimasti un po’ crudi – notevole. Il sugo forse un po’ troppo liquido.

Di secondo, Chashu, un cubotto di “maiale” (58 €, per due persone) marinato 48 ore con aromi orientali, accompagnato da pak-choi brasati, maionese al sesamo e olio all’erba cipollina. Il piatto di Linfa Milano convince.
L’illusione della carne c’è tutta, grazie a una particolare tecnologia che ricrea le fibre come taglio intero. illusione perfetta, come vista e consistenza, e non ho pensato all’eentuale maiale-modello. poi, ci sono oltre 20 g di proteine per 100 g di Chashu (che è il nome di una preparazione cinese a base di maiale). Tutti gli ingredienti finto-animali provengono da aziende europee certificate.
Anche i dessert hanno linfa

Lampone e litchi, cioè mousse al cocco, gelée di lampone e litchi, sponge e glassa al lampone, polvere di ibisco, cremoso al cocco. In carta a 12 €, come più o meno tutti i dolci. Buono, piacevole, forse non entusiasmante, ma sono curioso di provare gli altri dolci di Linfa Milano, in particolare quelli con il mascarpone di anacardi e la crema chantilly. È la nota di Emanuele
Per salutarci, un terzetto di Rocher. Tutte creazioni della pastry chef Sharon Renzi.

E c’è chi ha concluso con un altro cocktail a base di Vermouth, Amaro Amara e Bitter Fusetti.
PS. Linfa offre anche catering e torte personalizzate, tutto plant-based.
Linfa da Visionnaire | Gluten-Free & Plant-Based. Piazza Cavour, 3, 20121 Milano MI Telefono: 340 581 3312 Instagram
Linfa da Visionnaire Milano, ristorante vegano di lusso: buoni prezzi

26 febbraio 2025 – di Alessandra Fenyves
Piovono polpette plant based nel nuovissimo ristorante Linfa ospitato da Visionnaire, show-room di design tra i più noti a Milano che riapre dopo mesi di restyling in occasione della Fashion Week.
Appartiene all’omonimo brand del primo concept restaurant italiano completamente vegetale e gluten free aperto nel 2021. Linfa, nome che rimanda al “liquido vitale” e al salubre, è nato sfidando gli stereotipi che associano la cucina vegana a per niente gustosa.
Lo show room Visionnaire, sin dall’apertura in piazza Cavour nel 2008, è sempre stato uno spazio espositivo polivalente, elegante, contenitore di pezzi di design unici, palco dei party più esclusivi della Design Week, galleria d’arte, teatro. E oggi è arricchito dal ristorante, appunto Linfa da Visionnaire, che non è un pop up per eventi ma indirizzo stabile.
Entrambe le realtà esprimono il meglio del Made in Italy contemporaneo impegnandosi in un valore comune, la sostenibilità. Visionnaire, Società Benefit dal 2021, integra pratiche responsabili in ogni fase della produzione, certificando la provenienza e filiera dei materiali e riducendo l’impatto ambientale. Allo stesso modo, il ristorante vegano Linfa si impegna nella promozione di un’alimentazione etica collaborando con fornitori che rispettano criteri di qualità e tracciabilità.
Com’è Visionnaire

Visionnaire ha scelto Linfa per una serie di affinità elettive con la sua proposta gastronomica, l’estetica dei piatti, e soprattutto con il suo ideatore, Edoardo Valsecchi. Il giovane ristoratore ha aperto Linfa in Via Bergognone nel 2021, dopo un’importante esperienza a Londra nel settore hotellerie ed eventi.
Spinto dalla passione, da un pizzico di follia e dal veganesimo con Linfa a Milano ha occupato lo spazio dei locali vegani di qualità che era vuoto. Fatto inusuale considerato che Milano fa tendenza anche a tavola.
Lo spazio di Visionnaire Milano che ospita il secondo Linfa è originale e si snoda come un percorso emozionale e sensoriale ispirato al percorso verso Agarthi, il leggendario regno nascosto nel cuore della Terra. Lo store si trova al livello sotterraneo così come il ristorante Linfa e ci si arriva con una scalinata imponente.

Il mix di materiali è ricco: dalle pavimentazioni di travertino, le scale in quarzite Emerald Light e accenti in acciaio, i tavoli in vetro lavorato. Nonostante l’ambientazione molto Design e un po’ da Spazio 1999 glamour, Linfa riesce ad essere accogliente. Sarà anche per la luce molto calda aiutata dalle superfici in Mocha Mousse, il colore Pantone che evoca materiali naturali. Le pareti curve abbracciano gli ospiti, favorendo la privacy. Il grande bancone bar lungo 18 metri, luogo d’incontro e convivialità, si affaccia sui tavoli che accolgono dal pranzo, all’aperitivo, alla cena.
Ma a noi interessa poi la sostanza, la linfa, e dunque veniamo alla prova degli assaggi del pranzo stampa di lancio.
Come si mangia da Linfa da Visionnaire a Milano

Partenza grintosa dal Sushi Bar, con assaggi di Nigiri, Gunkan e Uramaki.
Coloratissimo il sushi in chiave plant-based e senza glutine. Tonno e salmone sono ricreati con estrusione di proteine di piselli per ottenere una consistenza simile. Il colore arancione del salmone è dato dal succo di carota pressato a freddo. Quello del tonno è un blend di succo di pomodoro e ravanello. Ma il tocco di classe è la consistenza della fibra di bambù e quel sapore di mare tipico del vero sushi conferito qui dalla marinatura del mix di alghe.

Nigiri con avocado Hass, emulsione alla soia e zenzero una noce di Macadamia leggermente salata tostata (5 €). La setosità dell’avocado è piacevole come è piacevole l’interruzione della noce di macadamia e dalle sue note tostate.
Il Nigiri con tonno, perle di yuzo e zenzero (6 €) sembra davvero un nigiri di tonno complice anche l’uso di yuzu e zenzero fedeli compagni dei sushi.
Il Gunkan al salmone (7 €) è un “pasticcino” di salmone tagliato sia al coltello che poi battuto servito con emulsione di soia e cipolla rossa in agrodolce. Molto delicato. Prevale la dolcezza nonostante la presenza di soia e cipolla.
Gunkan con Pak-choi (7 €). Non amo il pak-choi né sapore né per consistenza e qui da Linfa da Visionnaire rimane un pak-choi anche se è stato trattato con una marinatura e dressing all’agave.
Gli uramaki

L’Uramaki “save a crab” (7 €) è un cuore di palma marinato, avocado, sesamo nero e bianco, cetriolo marinato, fili di peperoncino piccante. Divertente e molto gustoso anche se di crab ha poco.
Avo No Salmon (7 €) è un uramaki con salmone vegetale, maionese piccante, avocado Hass, semi di sesamo bianco e nero
Mediterraneo (8 €) con battuto di finto tonno aromatizzato con capperi, olive taggiasche, stracciatella vegetale e pomodori secchi. Nome azzeccato per questo Uramaki esplosivo.
I piatti della tradizione di Linfa da Visionnaire

Arriva il Ragù: garganelli lavorati artigianalmente con farine di riso e mais, ragù di shiitake, olio extravergine, infuso al basilico (18 €). Aspetto invitante con il ragù che luccica. La scelta di usare questi funghi che hanno la fama di “elisir di lunga vita” è coerente sia per dolcezza che per ricchezza nutritiva. Molto buono il sugo tirato al massimo, non ti fa sentire complice di un pasto vegano.

La focaccia di Linfa da Visionnaire realizzata con un mix di farine innovative senza glutine, alta idratazione, e lievitazione 48 ore non mi ha fatto impazzire (6 €). Forse mi è mancato il glutine.

Polpette. Nessuna nostalgia per la ricetta di nonna, compensata da un egregio sugo rustico di pomodoro San Marzano arricchito da una generosa dose di olio extravergine (16 €). Le polpette sono realizzate con estrusione di piselli reidratate e lavorate con aromi mediterranei. Trattate alla stregua di un classico macinato. La resa è pazzesca sia per morbidezza che gusto.

Il Bicchiere Goloso è un crumble di mandorle di Sicilia, crema chantilly al limone, frutti di bosco in salsa e freschi (7 €). Ho chiesto se non fosse realmente una pasta frolla. Le mandorle sgusciate pestate insieme alla crema di limone hanno regalato grassezza e gusto di una pasta frolla.









Nessun commento