A inizio ottobre i piatti erano ancora in fase di “studio”, ma adesso il team di Olmo, ristorante che sta (quasi) per accendere i fuochi tra viale Liegi e via Salaria, sembrerebbe pronto all’apertura. Le porte del locale dovrebbero spalancarsi tra la fine di ottobre e metà novembre.

La proposta sarà gourmet, con la cucina affidata a Mario Di Vito, classe 1984 che dopo una vita nel ristorante di famiglia La Tinaia a Cassino, avviato nel 1973 dal nonno, ha spiccato il volo con Petra, sempre nelle zone di casa sua, arricchendo il suo curriculum con altre esperienze in giro per l’Italia, facendosi notare anche alla al pranzo delle giovani promesse della Festa a Vico del 2017.

Uno dei suoi più recenti incarichi è stato quello de Al Borghetto, in via Flaminia.

La carta è dichiaratamente gourmet, ma ci saranno anche menù degustazione. Impiattate in modo pulito e minimalista, ma con grande attenzione ai dettagli e ai colori, le portate seguiranno la stagionalità dei prodotti.

Non si uscirà troppo dall’Italia, in quanto a ingredienti. Ma quel poco che non disturba e aggrada, come la seppia con patata bruciata e verza, impreziosita dal chorizo.

Presenti nella carta anche prodotti come il piccione, che da Olmo spiegano così: “Materia prima selezionata, cottura ben eseguita, complessità al palato e al dente. Queste le caratteristiche del nostro piccione”.

Insomma, lo chef lo avevamo notato. E, a “primo acchitto” – come si suol dire a Roma – le portate hanno un bell’aspetto. Ma saranno anche buone tanto da promuovere lo chef tra i candidati di una possibile nuova stella Michelin a Roma? Le aspettative (nostre) sono alte. E le vostre?

Olmo ristorante. Via Garigliano, 19. Roma

[Immagini: Alberto Blasetti/Facebook]