Sesso e cibo. Quanto spendi per portare a cena una se non sai se te la dà

Serena Cappelli su Linkiesta racconta di un tremendo viaggio in treno e sulla preoccupazione dei suoi vicini che in tre, coppia di fidanzati e single, cercano di risolvere il problema dell’uomo solo in cerca di prede, il Mr. Voulez-vous-coucher-avec-moi-ce-soir che dopo aver “obliterato” la preda di turno non sa come scaricarla. Un pezzo imperdibile e vi consiglio di leggerlo almeno per capire che se state strillando nel vostro telefono cellulare le ultime vostre fatiche lo scompartimento lo saprà.

Io però vi copio-incollo il passo che in questa sede ci interessa:

Poi, proprio quando pensi che più in basso di così non si possa andare, arriva lei, la perla.
Ma secondo voi – chiede il Tony Manero dell’Adda ai trepidanti astanti – quanto vale la pena di spendere per portare a cena una, se non sei sicuro che poi te la dà? Cioè, portarla al giapponese è un po’ caro, no?”.

Ecco la perla che mi ha fatto scattare il quesito io che da povero deficiente mi ero sempre posto in altra maniera: cosa succede se ho fatto i conti e non mi bastano i soldi.

Ricordo il mio primo invito. Trattoria da Vito a Bologna, tutta la storia di Guccini e Dalla. Un disastro. Si mangia maluccio e c’è una tale parapiglia che per scambiare due parole ci vuole il megafono. Risultato, ce l’ho fatta con i soldi, non ce l’ho fatta con lei (non saprei se per colpa dei tortellini o altro).

Non starò a ricordare un altro episodio nel locale in della città in cui feci la parte di Mr Bean che chiede la tartare spaventato da una carta che definii assorbente (dei miei risparmi). Risultato, la classe non è acqua e il vino è costosissimo e stetti un mesetto a ripagare i miei sostenitori dell’amore perduto. Poi ritrovato ma sulla vettura chic di altro uomo Armani-style o assimilati.

Paradossalmente “ho vinto” in maniera inaspettata quando sul suo “Avrei fame” ho rotto gli indugi con due panini con mortadella e una birra dalle parti di via Mascarella. Una situazione ridicola con le mani occupate da birra e panino a una temperatura esterna da collasso. Ho sempre pensato alla compassione che avevo provocato anche perché la mortadella non era delle migliori.

Con il tempo ho migliorato la mia conoscenza delle faccende gastronomiche (quelle delle donne ondeggia sempre tra l’imprevedibile e il meravigliato) e ho messo a punto delle strategie che vorrei condividere per offrire e ricevere suggerimenti.

L’aperitivo ammazza qualsiasi tentativo di socializzazione intima. Stare lì a sbevazzare su scomodi sgabelli o a scodellare improbabili finger food e insalate di riso passate a miglior vita spegne il desiderio di qualsiasi essere vivente

La pizzeria. Improponibile se non nella zona di elezione e in qualche sparuta oasi a nord di Roma. La mappazza fermentativa che dovrebbe prendere il posto del bolo ammazza qualsiasi possibilità performativa successiva. A meno di non usare come finale una latta di viakal.

Il ristorante consigliato dall’amico tombeur de femme. Per lui non c’è un prima e un dopo, un percorso gastronomico, un menu degustazione. Lui vede solo se in carta non c’è un digestivo perché è convinto che chi le sta di fronte sarà il digestivo della serata. L’unica cosa di cui sei sicuro è che la tovaglia è in grado di nascondere i tentativi di aggancio con il piede.

Il ristorante romantico. Tu e lei, in mezzo una candela e un cameriere che ha affondato la lingua nello zucchero per parlare. Nel 98% dei casi sa perché sei lì e non la smette di proporre cibi e piatti afrodisiaci dal costo impossibile e dalla resa inopportuna. O saranno piccantissimi o saranno dolcissimi. La via di mezzo tra due che si cercano non è prevista.

Il ristorante esclusivo. Quello da completo firmato che in due sembrate la brutta copia del calciatore di turno incravattato e di Chiara Ferragni. Nutrirsi vestiti in un modo lontano mille miglia dal vostro essere abituale è peggio di voler imparare a cucinare la pasta a livello di Gennaro Esposito senza passare dal via. Starete tesi tutti e due e l’irrigidimento causato dalle apprettature non è il viatico al talamo. E se per caso lei fosse fan di Chiara Ferragni vi pianterebbe per il colore dei calzini che voi, stolti, avete abbinato alla camicia.

Il ristorante stellato. Ancora peggio del ristorante esclusivo se lei non è una gourmet. Perché per voi è un’esperienza da vivere con intensità e il vostro socchiudere gli occhi a ogni boccone nemmeno se lei vi avesse soffiato parole dolci come il miele tra collo e orecchio (e invece è il maître che vi sta elencando con dovizia da masturbatore seriale fino all’ultimo ingrediente della mirabolante portata che ha permesso allo chef di conquistare nuova fama e maggiori successi) finirà con il far credere all’ignara commensale che siete peggio della pancia di maiale cotta sottovuoto di cui state esaltando la consistenza (altro gravissimo errore).

Così dopo una serie di prove e di messe a punto sono riuscito a trovare il perfetto invito a cena per sperare di conquistarla ed evitare di mangiare la prima cosa che capita a tiro. Il prezzo giusto è 100 €, soglia psicologica oltre la quale dovete confessare a voi stessi che non ve ne fregherà nulla dello stupendo battito di ciglia che va in scena di fronte a voi. Poi se lei dà la sua approvazione vorrà dire che saremo in due ad essere felici di quel ristorante.

E voi, come vi regolate? Un piatto svelto e basta per non alzare il conto della serata? Vino a bicchiere per non far credere che volete tramortirla? Le vostre esperienze, la vostra prima volta: non fate i timidi!

PS: ovviamente ho scritto dal lato maschile, ma se metterete una protagonista invece del narratore secondo me il risultato non cambia. Sempre di obliterazione si parla.



35 commenti su “Sesso e cibo. Quanto spendi per portare a cena una se non sai se te la dà

  1. Le ostriche… mollicce. Mi ricordo ancora la faccia sbarbatella costernata (anche perché spese un patrimonio). Ho sempre avuto il rimorso per non avergliela data :-)

  2. La panna dopo il ristorante e la domanda: preferisci con i cucchiaini di plastica qui o con quelli di acciaio a casa mia. Temeraria, con le dita. Che ingenua :lol:

  3. Mi sembra un discorso alquanto penoso. Considerare quanto spendere se si vuole portare a letto una persona e’ tristissimo (io consiglierei a un “uomo” simile di andare a puttane, visto che quello e’ il suo unico metro di giudizio). Non considerare che l’altra persona – la donna – non e’ un oggetto ma ha un’anima, intelligenza e capacita’ di scelta indipendentemente dal costo e dal posto dove la vuoi portare o invitare e’ svilente nei confronti delle donne e dimostra una ottusita’ e un modo di pensare da galera (visto che in Siberia purtroppo uomini cosi non servirebbero). Infine pensare solo che basti un bel posto per sedurre qualsiasi donna vuol dire aver conosciuto o aver voglia di conoscere solo Minetti e olgettine varie. Io personalmente un “maschio” che mi facesse discorsi simili anche solo per scehrzare lo casserei senza pieta’ dall’ambito delle mie conoscenze (amicizie no perche’ non potrei essere amico di un individuo del genere). Detto questo : io ho provato ad invitare la mia attuale moglie da Beck, ma lei ha preferito la Rustichella di Carlo alla fine di Via Candia :) .) :) ;) e mi ha pure sposato….

    • Spero che tu abbia letto il pezzo divertente di Serena Cappelli che ho linkato e chiaramente questo è un gioco. Piuttosto, cosa avete mangiato alla Rustichella? Io sono ancora single e queste informazioni mi potrebbero servire :-)

      • ti fara’ ridere ma alla Rustichella fanno un’ottima pizza (certo non come Sforno) e ci sono eccellenti antipasti. P.S. Ovviamente dopo che e’ successo il “fattaccio” (alla faccia del disgraziato in treno) ci siamo andati da Beck, li mortangherieri. :) Scherzi a parte infatti secondo me non dipende dal posto, ma da come ci si pone. Mi ricordo una volta a Londra, avevo 25 anni, facevo una stage di lavoro e conobbi una meravigliosa ragazza svedese. Sai quella ragazza che sogni sogni e sogni? Beh gli piacevo, ad una festa era rimasta ore a sentirmi suonare gli America (era veramente innamorata), quando la sono andata a prendere per un appuntamento aveva lasciato scritto alle amiche “ci vediamo domattina”. Io per fare colpo l’ho portata in un ristorante costosissimo. Lei c’e’ rimasta molto male, perche’ non esisteva il concetto di farsi pagare per darla. E mi ha salutato, dopo una serata triste, con un bacio e un ciao…..ancora mi sto mangiando i gomiti al pensiero che se fossimo andati in un pub qualsiasi forse forse forse……

          • Diciamo la verita’, se all’epoca quella ragazza mi avesse detto “se voti Berlusca te la possa dare”, avrei votato Berlusca. Ma non dirlo in giro. :) In ogni caso era troppo bella anche per Rimini :) e vuoi mettere Rimini con Londra? P.S. la brasiliana che ho conosciuto dopo apprezzava molto di piu’ la mia cucina rispetto ai ristoranti inglesi….

        • oh my God …. è come sbagliare un gol a porta vuota

          certo, se a quei tempi avessi visto “L’occhio del diavolo”, avresti potuto approfittare dei consigli del Maestro Bergman

          fortuna che ti sei ampiamente rifatto in seguito :)

          • infatti ho il sospetto che lei volesse soprattutto conoscermi in un modo diverso :) . Alla fine un rimpianto rimane nei ricordi belli. E poi dopo, come dici tu, mi sono in effetti ampiamente rifatto. Ora so quali sono, infatti, i ristoranti dove portare le donne :)

  4. Una sera al ristorante per fare colpo chiesi un filetto al barolo e una bottiglia di barolo, il cameriere rispose che non avevano Barolo in carta ma per cucinare il piatto usavano un ” barolo della casa”. Risultato: a casa a digiuno e da solo.

  5. Lei non aveva mai mangiato cinese per paura delle “cavallette fritte e topi arrosto” ,l’ho portata un un lussuosissimo ristorante,ho speso una fortuna ma ne è valsa la pena sia per la qualità del cibo sia per quello che è successo dopo.
    Non bisogna avere paura di spendere per una cena con una donna,se poi il dopocena non va come dovrebbe almeno hai mangiato bene.

  6. E che è successo? Vi ho lasciato alle prese con pasta, Napolitano e multe per vini naturali e vi ritrovo a parlare di donne e di come si fa? Ci voleva il ristorante strumentale, bravi :lol:

    • Per questo post avete avuto come consulente gastrofiga la Valentina Nappi, quella che ora fa riaprire Ferran Adrià?? 8)

  7. anche a new york , l’invito a cena ,, ( modello schema 5barra 4 ) e’ molto meno ossessivo , in quanto , la suddetta ( preda ) ha avuto l’apporazione del Gran Juri’ delle amiche ( modello sexy in the city ) ,

  8. Al giorno d’oggi sono diventate così difficili le donne? Ne sembrerò una dai facili costumi, ma con me basta una cena da…………(dove al posto dei puntini potete scegliere a piacimento: Bottura, Scabin, Uliassi, Vissani, Cracco, ecc…) ed è fatta!!

  9. Ho un appuntamento stasera. Secondo voi posso usare i ticket restaurant o se poi me la dà finisce come le carte di credito dei potenti? :lol:

  10. Non so cosa sia peggio tra: un uomo che si pone queste domande, i 230 che condividono, l’articolo di Serena Cappelli.
    Tutto ruota attorno a un qualunque decerebrato e al suo atteggiamento superficiale. Da ciò un nostalgico “si stava meglio quando si stava peggio”. Era da tanto che non leggevo qualcosa di banale come l’articolo della Cappelli. Forse, sul treno, farebbe meglio ad ascoltare la musica invece dei discorsi altrui.
    Poi “una” non si porta a cena, ma si va a cena con “una”; “una” non te la da, ma sta con te; “una” non ti sceglie perchè il ristorante è stellato o di lusso o frequentato da vip, alcune ti scelgono per questo, altre perchè sei bello, altre perche’ sei intelligente, altre perchè pur di non stare sole va bene tutto ecc… E bravo Andrea Sponzilli che non si fa menate!
    Per quanto mi concerne, se “uno” mi interessa, posso andare anche a mangiare un kebab, purchè condivida la scelta con me e non abbia l’atteggiamento del maschio “so tutto io” e “i posti migliori li conosco io”.
    Un ristorante di livello, richiede, a mio avviso, una complicità tra le persone (sia amici che coppia) che consenta di rilassarsi e godere dei piaceri del palato. Se al primo appuntamento andassi da Bottura, non solo non mi godrei la cena, ma, probabilmente, sarei più concentrata sul contesto che sulla persona.
    Chi “porta una” al ristorante di lusso alla prima uscita è perfettamente consapevole di esercitare il fascino del potere/denaro, sia nel caso in cui si tratti di un viveur vero e proprio, sia nei casi di un insicuro che pensa di poter conquistare una donna solo così.

  11. Donna obliterata, scaricare, nascondersi. Il ciarpame che pensi di aver buttato via rispunta come l’immondizia nascosta in giardino. Che tristezza…

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