Montepulciano d’Abruzzo. Voti di compleanno a 11 annate di Villa Gemma

Sono già passati quattro anni dalla scomparsa di Gianni Masciarelli, per me amico e maestro. Discutevamo spesso, talvolta anche animatamente. Entrambi abruzzesi “capatosta” e caparbi con le proprie convinzioni, non mollavamo un centimetro delle nostre posizioni, ma per me quest’uomo gentile e scontroso era la summa dell’enologia abruzzese. Quello che in pochi anni fece capire al mondo che Montepulciano d’Abruzzo non era solo un vitigno generoso da prezzo, ma uva adatta a forgiare grandi vini.

Se ne è andato solo in una notte estiva mentre era in giro per il mondo a raccontare i suoi vini e il territorio del suo amato Abruzzo. Lasciando una azienda impressionante per bellezza e dimensioni, spalmata su tutte le provincie abruzzesi. E soprattutto una famiglia che porta avanti con passione e convinzione il progetto di Gianni.

L’appuntamento era nella ultima creatura, il castello di Semivicoli, una antica dimora baronale ai piedi della Maiella chietina affacciata sul verde Adriatico. Trasformata in un elegante resort per una clientela raffinata ed internazionale, l’occasione è la celebrazione dei trent’anni di vita della azienda Masciarelli con una verticale di 11 annate del mitico Villa Gemma il cru di Montepulciano dalle vecchie vigne di San Martino sulla Marruccina, che ha reso famoso il marchio Masciarelli in Italia e nel mondo.

La degustazione è stata un viaggio in un territorio e nell’animo di un uomo, i vini sono sempre riconoscibili e interessanti, divisi in tre stili ben definiti. I primi quattro fino al 1997 molto tipici e integri, dal 1997 cambia la ricetta, dalla fermentazione in acciaio a quella in grandi tini di legno, il passaggio ai nuovi impianti, non più la pergola, ma nuovi impianti più fitti e meno produttivi, per vini segnati potentemente dalla mano umana e da una materia potente e fitta. Con il 2006 invece si torna ad un rosso più umano, caratterizzato da una bella nitidezza di frutto e una buona sapidità. Vediamoli nel dettaglio

1990. Colore, rosso granato impenetrabile, il naso è ancora segnato dal legno, che forse non digerirà mai. Dietro una bellissima marca di Montepulciano tipica e riconoscibile, il frutto è preciso, su note minerali e fresche. In bocca entra sul frutto ancora terribilmente nervoso e nitido, poi note di pietra e silicio, infine una bella nervosità e una nota acida che lo regge. Al secondo passaggio nel bicchiere migliora ulteriormente con note di macchia mediterranea e una beva fresca e succosa.

 

1993.  Il colore è rosso impenetrabile.  Al naso il legno è irruente ma amalgamato ad un frutto potente e concentrato e anche a una bella marca di montepulciano, tipica e riconoscibile. In bocca è potente e ricchissimo, ancora giovane ma già definito. Entra su un frutto scuro e materico per poi girare su note minerali e di goudron, chiude su un alcool irruente. Al secondo passaggio nel bicchiere è mediterraneo e disteso, la beva è dolce e ricca.

 

1994. Il colore è rosso cupo, il naso è potentemente segnato dal legno che non digerirà. Poi il frutto visciola e ciliegia matura. Una nota di leggera surmaturazione denuncia un’annata calda. I tannini sono precisi e irruenti la beva succosa e dolce, magari non andrà molto più in là ma oggi è gradevole. Al secondo passaggio conferma una punta di surmaturazione, comunque piacevole.

 

1995. Colore rosso impenetrabile, il naso è austero  e leggermente rustico, sentori animali e scalpitanti di Montepulciano. La bocca è succosa e tipica, retta da una bella acidità e da una fittezza di tannino deliziosa, specchio di un bellissimo millesimo. Ancora molto giovane ma già godibilissimo. Il secondo passaggio nel bicchiere conferma una godibilità e tipicità intrigante, la beva è fresca. Un grande vino.
+ secchio

1997. Cambia il vigneto e si comincia con la fermentazione in grandi tini di legno. Colore rosso scuro impenetrabile, il naso è materico, molto importante, segnato da un frutto leggermente evolutivo, una nota riduttiva e animale da Montepulciano lo segna, ma la bocca è fittissima e concentrata, il legno legato in una materia imponente. Il vino risulta molto diverso e anche un po’ più monolitico. Al secondo passaggio note riduttive e scontrose, la bocca è smaccata.

 

1998. Un’annata difficile tecnicamente, troppa vigna per la squadra e qualche difficoltà dichiarata a gestire il nuovo corso. Il colore rosso granata impenetrabile. Il naso è granitico, molto segnato dalle note di vaniglia di legno, poi un frutto cupo e potente, leggermente smaccato. La bocca è statica, fitta e ancora poco sfaccettata. Tannini leggermente polverosi e ostici. Secondo passaggio con una bella nota di macchia mediterranea.

 

1999. Un’annata difficile per un vino che stupisce con un un bel naso mediterraneo, fra bacca e macchia, la bocca è però amara e segnata da un tannino sgraziato; peccato perché il sorso è pieno e succoso, riconoscibile e retto da una bella acidità.

 

2000. Colore rosso granato cupo. Al naso molto surmaturo, il frutto è evoluto e poco nitido, la beva è densa materica, non particolarmente dinamica, chiude sull’alcool. Al secondo passaggio un sentore di chinotto lo segna e lo ingessa.

 

2001. Colore rosso cupo impenetrabile, naso tipico di Montepulciano, qualche nota rustica e irruente, il frutto è schietto e nervoso, la bocca è ricca, con una trama tannica leggermente scorbutica e sovraestratta, il sorso è morbido e alcolico. Al secondo passaggio profumi eleganti tostati e note di caffè .

 

2003. Colore rosso impenetrabile, il naso è potente; surmaturo e alcolico, denuncia il millesimo caldo. Aromi di frutta sotto spirito. In bocca è scabro e scorbutico, la trama tannica scostante e polverosa, leggermente sovraestratta. Chiude su una acidità tranciante. Al secondo passaggio, naso animale da Montepulciano.

 

2006. Colore rosso impenetrabile. Il naso è potente su un frutto materico e croccante, leggermente evolutivo. La bocca è piena e ricchissima, alcolica e potente, su sentori mediterranei di erba e bacche, chiude su un alcool potente, retto da una fresca acidità. Ancora giovanissimo ma molto promettente. Al secondo passaggio stupisce con una netta sapidità e dinamismo che ne supporta la beva.



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