Milano. Olio Officina che smonta paure alimentari come olio di palma e frittura

olio degustazione

Torna a Milano Olio Officina Festival 2016 (#OOF2016), al Palazzo delle Stelline, dal 21 al 23 gennaio. E quest’anno parla di “AVANGUARDIA – olio del futuro” dando un calcio a un po’ di paure oleoculturali stereotipate creando al tempo stesso spazio per nuove conoscenze ed esperienze.

Luigi Caricato è stato (nomen omen) caricatissimo nel presentare il suo format edizione 2016, ricco di aree tematiche dal design all’economia, dalla filosofia all’arte, dalla letteratura all’architettura, dalla teoria culinaria alla pratica delle degustazioni guidate dalle cotture complesse alla cottura-zero della cucina crudista. Ma il leit-motiv 2016 è soprattutto NO alla paura che impedisce il cambiamento, SÌ all’approfondimento e al senso di responsabilità. Il nostro suggerimento è proprio quello di prendere il programma  e seguire i contenuti che vanno contro le paure. Alcuni sono lezioni, altri sono conversazioni. Altri ancora, esperienze dirette. Pronti?

degustazione olio

No alla paura degli OGM. Perché occorre avere la mente aperta sugli sviluppi della ricerca. Sulle piante transgeniche di olivo. Ne parlerà Eddo Rugini, dell’Università della Tuscia. Dario Bressanini presenterà il suo ultimo libro, Contro natura, edizioni Rizzoli.

NO alla paura dell’olio di palma. Perché parliamo comunque di un grasso nobile dal punto di vista nutrizionale, e della necessità di sgombrare il campo dalla disinformazione mettendo in relazione interessi, comportamenti, utilizzi, valori, prodotti. Ne parleranno Giovanni Lercker e Massimo Cocchi, dell’Università di Bologna.

NO alla paura della sansa. Perché tutta l’oliva è interessante e tutto ciò che se ne ricava è prezioso. Basta mettersi in un’ottica antispreco, ed essere molto chiari sulla natura, sulla lavorazione, sull’utilizzo finale di ogni parte del frutto – che sia l’olio di sansa per lavorazioni industriali o il più eccelso olio EVO – dal basso al vertice della cosiddetta piramide della qualità.

NO alla paura del blending. Perché come i caffè, come i whisky, anche gli olii possono essere miscelati. Perché “ L’olio non cresce sugli alberi”, (titolo di un libro di Giovanni Zucchi sull’arte del blending) e perché il blend è personalizzazione. I visitatori di OOF2016 potranno provare e confrontarsi con le diverse materie prime e, scegliendo tra diversi campioni d’olio, realizzare il proprio blend ideale.

NO alla paura del fritto. Perché friggere è un’arte leggiadra, se si impara dai maestri. Come Pasquale Torrente del Ristorante Al Convento di Cetara, universalmente riconosciuto come uno dei maggiori esperti di frittura italiana.

carne

NO alla paura delle carni rosse. Perché sono le grandi imputate di turno, sotto la lente dell’OMS. Non sono mai mancate le demonizzazioni alimentari, ma c’è sempre un rovescio della medaglia. Il vero problema è il rispetto delle quantità. Sul tema, l’intervento dei professori Giovanni Lercker e Massimo Cocchi, dell’Università di Bologna.

NO alla paura della coesistenza di piccoli e grandi produttori. Perché in modi diversi e con dimensioni diverse, i piccoli coltivatori artigianali, le produzioni familiari paradossalmente monoalbero e i grandi gruppi industriali compongono un sistema. E perché, da questo punto di vista, il Festival preferisce essere ecumenico e inclusivo.

cartolina ufficiale oof 2016

E allora, arrivederci lì. Con un tulipano in mano – un tulipano-bicchiere da olio, naturalmente.



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