Amore, iPhone, homard, Chiberta

Ristoranti

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Parigi. Festeggiare San Valentino nella Ville Lumière? Il fascino della città romantica c’è tutto e una due giorni last minute è una soluzione semplice semplice. Mi ha chiamato un amico per dare una mano a un suo amico (che catena) e mi ha chiesto consiglio sull’albergo e almeno 1 ristorante per la due giorni cor’-a-cor’. Va bene. Due indicazioni semplici (= non molto costose). Per l’albergo gli consiglio l’Hotel Notre-Dame “Saint-Michel”.

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Prendi una camera doppia con vista sulla Senna e sulla cattedrale a 235 euro. Un albergo tre stelle, ma molto bello che ti permette di andare a piedi a Saint-Germain e anche sulla sponda opposta al Marais e al Louvre. Vista ovviamente da urlo. Stavo giocando sull’iPhone dopo aver letto qualche invito a pensare come è diventato il mondo gastronomade ai tempi del web spinto.

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Mi è venuto di dirgli Guy Savoy che ha anche una bella applicazione che ti permette di guardare foto, ricette e di prenotare inviando una mail o telefonando direttamente. Per un cuoco che ha aperto il suo primo ristorante all’alba degli anni ’80 mi sembra un andare al passo con i tempi in grande sincronia. Alle tre stelle Michelin ha aggiunto anche le insegne della Legione d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica. “Sì, va bene, ma forse è un po’ costoso”. Ditate sul touch screen e mi appare il prezzo menu basic 180 € ad acqua minerale. Però, c’è anche Le Chiberta che dovrebbe avere un menu basic. Lascio il cellulare in favore del mac per controllare tutto et voilà, menu degustazione a 100 €. C’è anche un Menu San Valentino a 150 € (*lo leggete in fondo). Ma poi mi verrebbe dire chissene di San Valentino che nella mia testa fa la pari con Halloween … “Ma sai, le promesse, Parigi, voli ormai più economici che fare Milano-Firenze in treno”. Penso all’amico Bernardi che ha fatto un elenco di pietanze per la cena fatidica (ma a proposito, è il 13 sera o il 14, no perchè il 14 è domenica e al massimo si cena con un panino aviotrasportato) e vedo che non c’è l’aragosta. Cavoli, forse è troppo demodé, eppure faceva lussuria. Al Chiberta fanno un buon astice e a San Valentino la chele fa il suo effetto. Infatti è previsto. Poi l’homard breton fa discutere, con passione.  “Va bene, glielo dico, anche se ha un altro cellulare”. Comunque annotate e andate a vedere su iTunes l’applicazione Guy Savoy. E leggetevi il racconto di una viaggiatrice entusiasta di Chiberta, Patrizia Spinelli Napoletano, che ha scattato qualche foto e ha gustato anche le passionali chele in salsa fresca. Bon Voyage! 🙂

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Le Chiberta. Testo e foto di Patrizia Spinelli Napoletano.

Guy Savoy, geniale e raffinato chef d’oro di Francia, tre stelle Michelin Paris, che, non per nulla, ha battezzato il suo “Chiberta”, dal nome del più prestigioso percorso golf francese a Biarritz, sulla costa basca, sede d’incontri internazionali. A due passi dall’Etoile, punto magico e strategico di Parigi, nell’eleganza appena sussurrata di architetture haussmaniane e contemporanee, silenziosi cristalli svelano le atmosfere uniche di Le Chiberta. Gli interni, espressione della passione per l’arte del proprietario, in rarefatto e netto minimal-chic, firmati dall’architetto parigino Jean-Michel Wilmotte, avvolgono soft e seduttivi in un sontuoso total-black di ardesie, legni e arredi, frammentato da lampi di scarlatto, grigio perla contemporanei – le tele del pittore Gérard Traquandi e di Bertrand Lavier – dai  candori di lacche, stoviglieria e tovagliati superbi e flash acciaio di sofisticato high-tech. Sulla destra spazia l’isola fantastica del lounge-bar fronteggiato dalla fuga prospettica di due piccole sale conseguenziali terminate dalla parete-biblioteca di etichette, classiche e rare, da collezione con cristalli climatizzati. L’insolita modulazione enologica ritorna lungo un breve raccordo e ritma, insieme ad altre opere di Traquandi, la privacy della sala conclusiva.  Jean-Paul Montellier è il giovane direttore e cortesissimo padrone di casa. Sono opera di Gilles Chesneau, Stéphane Laruelle e ovviamente Guy Savoy le ricette basate su una cucina che affonda le radici nella cultura tradizionale mediterranea arricchita da attente rivisitazioni contemporanee.

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A Le Chiberta i menu, variati per stagione, sono opera di Guy Savoy, Gilles Chesneau e Stéphane Laruelle. Nel tempo ho apprezzato i contrasti delicatissimi nella crema di piselli freschi con carpaccio di zucchine all’olio di mandorla, la triglia in crosta di sfoglia all’orientale con datteri e anguria, la zuppa di carciofi ai tartufi neri, l’aragosta farcita agli agrumi e broccoli in due cotture, la piccata di vitella al limone profumata allo zenzero o il carré d’agnello arrostito al basilico con salsa al peperoncino d’Espelette. E ancora i dessert con l’insuperabile binomio fragrante di gelato crème brulée racchiuso nella sfoglia alle fragole di bosco o il millefoglie al baccello di vaniglia, rabarbaro scottato alla vaniglia del Madagascar con fragole e sorbetto di verbena.

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*Menu St Valentin – 150 euros
Mise en bouche
Homard breton en fine gelée
carottes jaunes et violettes
vinaigrette au corail
Noix de Saint-Jacques contisées à la truffe noire
salsifis et crosnes au jus de truffe
Filet de bœuf de Salers et foie gras de canard poêlé
boulangère pomme-céleri
sauce rouge
Brie de Meaux à la truffe noire
 salade de mâche
Cœur chocolat-griotte
glace gingembre
Mignardises

Le Chiberta. 3, rue Arsène Houssaye 75008 Paris. Tel. 0033 (0)1 53 53 42 00. www.lechiberta.com

Hotel Notre-Dame Saint-Michel. 1 Quai Saint-Michel 75005 Paris. Tel. 0033 (0)1 43 54 20 43. www.hotelnotredameparis.com




Di Vincenzo Pagano

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.