Mi piace Bernardi quando lancia sassi nello stagno gastronomico. A volte le onde si propagano lente un po’ mollacciose come in un brodo troppo denso e appiccicoso. Pochi commenti. Altre volte si propagano come se non ci fosse alcuna resistenza del corpo in cui lancia la sua provocazione. Molti commenti. Lo immagino con il suo sguardo tagliente e tagliato feisbuchiano che spinge malefico il tasto del pubblica. E poi lì davanti alla sala comandi ad attendere le reazioni dalle province del suo impero con la cucchiaiella di legno a dirigere le operazioni. Mi sta troppo simpatico Bernardi. Soprattutto quando alza il livello della discussione su termini come pop.

patate-pop-lydia-bottC1

Mi sono chiesto dopo aver letto le considerazioni che mettono in linea Bottura-McDonald’s-Oldani cosa cavolo sia pop. Nel mondo web-magnereccio lo ha detto proprio Bernardi: il Cavoletto di Bruxelles – Sigrid. Lei è la Madonna della ricetta, anzi, la Lady Gaga del buono a tavola con le sue immagini romantiche e i numeri da corazzata in libera uscita capace di affondare tutti a suon di contatti cotidie. Pop, popolare, nel senso di conosciutissimo dall’orbe terracqueo. Poi mi viene in mente il pop artistico, agli antipodi della concezione musical-popolare, che spinge alla serialità, all’arte di massa  e all’anonimato di chi la produce. In opposizione quindi alla metodologia consumistica (te pensa un po’) manipola linguaggi noti a tutti come la pubblicità e se ne frega del messaggio originario. Spersonalizzata per essere di tutti, ma alla fine riconoscibile e riconducibile al soggetto da cui promana. In pratica, le guide e i loro autori. Mi sovviene pop come tradizione, folclore e qui cominciano i guai perchè la linea di confine con la massificazione, il pecoronismo e l’inebetimento da tendenze modaiole è sempre sfumata. Tradizione versus innovazione ne è l’epilogo estremo, antitetico che alcuni salvano con i titoli “tradizione fa rima con innovazione”. Bottura a questo proposito dice che lui non fa rivoluzione, ma fa innovazione dalla tradizioneCioè nuova tradizione. Quindi per me pop è Bottura che non significa a poco prezzo, ma il ponte tra due momenti e due masse: quella di ieri che cucinava nell’aia e quella di un domani, speriamo vicino, che a un panino di un qualsiasi bar (perchè la somma di tanti piccoli è sempre maggiore dell’uno checchè grande) penseranno a un bollito non bollito e pretenderanno un grande panino.

Warhol-Campbell-patate

Ed ecco che arriviamo alla ricetta della pasta e patate di Lydia. Uno dei possibili piatti pop, cioè un’icona della tradizione che viene salvaguardata da un custode del tempo. A me ricorda il tre ruote che passava al Vomero e il venditore che annunciava con voce invitante: “patan’ patan’ a mill lir’ ‘o chil’, patan’ – v’rit quant’ so’ bell’ stìpàtan’… Permettetemi di citare il nuovo filosofo: itz the niu 🙂

patate-pop-lydia-1

PASTA E PATATE CON LA PROVOLA di Lydia Capasso

La pasta e patate con la provola, rigorosamente con pasta mista, è un classico della cucina napoletana, ben amalgamata, asciutta e cremosa, assolutamente non brodosa.
Io la preparo così

Per 4 persone

Ingredienti
300 gr. di pasta mista
½ carota
½ cipolla
50 gr. di pancetta
Olio e.v.o.
500 gr. di patate
1 crosta di parmigiano
Brodo vegetale
50 gr. di parmigiano grattugiato
50 gr. di provola affumicata tagliata a cubetti

Prepara un battuto con odori e pancetta e  fallo soffriggere con un po’ di olio a fuoco basso in un tegame, aggiungendo, se necessario, un po’ di acqua calda per evitare che bruci.
Aggiungi le patate a cubetti e la crosta di parmigiano, allunga con un po’ di brodo vegetale e fai cuocere a fuoco dolce.
A questo punto lessa la pasta portandola a metà cottura, scolala e versala nelle patate.
Aggiungi brodo vegetale bollente (o acqua se preferisci) e ultima la cottura.
Completa il tutto con la provola e con il parmigiano grattugiato.
Lascia riposare qualche minuto e servi.
Se la crosta di parmigiano è ancora bella duretta eliminala, altrimenti tagliala a pezzetti

Se ti piace puoi aggiungere anche un cucchiaino di concentrato di pomodoro, io la preferisco bianca