Campionato del Mondo | Vini e cibi del Sudafrica a Roma

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Che ci fa il suono della vuvuzela zona Prima Porta a Roma? Qualche tifoso in vena di svegliare l’attenzione sul mondiale sudafricano? Macché, è Dino de Bellis che complice il “solito” Andrea Petrini di Percorsi di vino ha organizzato una serata in occasione del confronto tra le nazionali del Sudafrica e della Corea del Sud. Sul campo dell’Incannucciata si è disputato l’incontro tra l’interpretazione romanesca di de Bellis di alcuni classici della tavola africana (alleggerita soprattutto dalle componenti di grasso e di zucchero che abbondano nelle preparazioni di derivazione nord-europea) e i vini di questo angolo di mondo che cercano spazio da noi.

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Leva prezzo per l’attacco, ma anche iniziative come quelle del Rino Park, un Merlot/Shiraz che devolve una parte dell’incasso alla salvaguardia del rinoceronte. Fabio Albani, milanese che cura l’import-export con la sua Afriwines, ha per socio un romano arrivato a Capo di Buona Speranza per il windsurf e poi rimasto a creare i vigneti e la cantina da ormai 11 anni.

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E proprio da Belbon Hills, azienda vinicola nata nel 1934 e completamente ristrutturata nella regione della Breede River Valley, considerata come terra di grandi promesse enologiche, arriva il Gewurztraminer di apertura che ha accompagnato una convincente quiche ai porri con panna acida. La bottiglia di merlot che aiuta i rinoceronti ha innaffiato un fusa zana al ragù di piccione (e Dino con il piccione ci sa fare come alcuni suoi blasonati colleghi). Tutto Shiraz per il Bobotie, un dolce salato con carne e marmellata (giustamente dosata dall’Oste romano) che ha pochi agganci con sapori “nostri”. Più vicino il pollo Soweto e addomesticamento per il budino di riso e coulis di fragole seguito in tavola da un passito della Belbon Hills. Serata piacevole anche per la bella temperatura che ha permesso di accomodare i commensali sotto gli ombrelloni del giardino. Vuvuzela mitigata nel sapore e nel suono, ma ottima occasione per gli appassionati di vino che hanno potuto scoprire una realtà che data 350 anni. Non faranno tremare i grandi rossi del Belpase (che mandano al Capo di Buona Speranza i vini di costo medio, spiega Fabio Albani) ma possono rappresentare una diversificazione esotica. E un aiuto al rinoceronte.

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7 Commenti

  1. Si lo ammetto la vuvuzela è il mio strumento preferito:-)))
    bella serata ,sapori diversi ma interessanti.
    I vini si sono confermati grandi nel rapporto qualità prezzo.
    Ps ..meno male quel bicchierino di Ciroc alla fine..

  2. Ragazzi grazie delle foto e grazie della citazione riguardo il mio blog Percorsi di Vino.
    Questo è uno dei tanti eventi che organizzo col mio fratellone Dino, grande chef e grande amico, che testimoniano come a Roma, se si vuole, si può fare cultura enogastronomica di qualità…anche fori dal centro… :-))

    E mica finisce qua…

    P.s.: la ricciolona è proprietà privata!!! :-))

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