Abbiamo mangiato carne clonata. Parola di Governo britannico

Tempo di lettura: 2 minuti

Carne clonata nella catena alimentare. Ora a confermarlo, dopo le rivelazioni del Governo svizzero e la testimonianza-choc di alcuni allevatori inglesi, è la Food Standards Agency, l’ente governativo alimentare britannico. La FSA ha infatti rivelato di aver rintracciato gli otto vitelli (quattro maschi e quattro femmine), nati dagli embrioni di una mucca clonata negli Stati Uniti e che un secondo esemplare, Parable, nato a maggio del 2007 e macellato a maggio di quest’anno, è entrato nella catena alimentare. Stessa fine avrebbe fatto, nel 2009, il bovino Dundee Paratrooper, mentre di un quarto sarebbe stata impedita la vendita a macellazione conclusa. La FSA, che precisa di non aver rilasciato autorizzazioni in merito, aggiunge che degli otto vitelli rintracciati due sarebbero morti ad un anno di vita, prima che qualche prodotto da essi ricavato (carne, latte e latticini) potesse essere messo in vendita.

Steven-Innes
Steven Innes e suo fratello Callum della Fattoria Drumduan vicino Inverness (la città più a nord della Scozia) sono proprietari di 96 capi di bestiame provenienti da un esemplare clonato.

Sentiti in merito all’acquisto di animali derivanti da esemplari clonati, alcuni degli allevatori coinvolti sono caduti dalle nuvole assicurando di aver agito in totale buona fede e nella convinzione di non violare nessuna regola. “Mi ero informato e mi avevano detto che non c’erano problemi”, hanno detto all’unisono. La FSA, che ammette di non essere riuscita a calcolare il numero dei cloni importati finora, rassicura però i consumatori: “Il consumo di carne o latte proveniente da bovini clonati non comporta nessun rischio per la salute”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Hugh Pennington, docente di microbiologia all’Università di Aberdeen: “Gli individui nati da esemplari clonati sono sani perché da un punto di vista genetico sono esattamente gli stessi dei loro genitori”.

clonazione-carne-aggiornamento

La legislazione europea prevede che l’immissione sul mercato di prodotti “non convenzionali” sia autorizzata ma Struan Stevenson, parlamentare europeo conservatore, ammette: “Purtroppo le regole europee sull’importazione di carne e latticini derivanti da cloni, sono a tutt’oggi confuse e inadeguate”. Non resta che aspettare settembre, quando il Parlamento Europeo, che si è già pronunciato in materia vietando la messa al bando di carne, latte e latticini geneticamente modificati o da questi provenienti (il cosiddetto “novel foods”), a settembre tornerà sul tema con regole attuative più precise.

[Independent, Mailonline, Reuteurs, Listicles]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui