Natale e tradizioni. Ecco le 40 ricette da non dimenticare

Tortellini in brodo, cappone, lasagna, bollito misto, baccalà e capitone. Ecco alcuni dei capisaldi della tavola natalizia nostrana. Che resistono al passaggio del tempo, agli effetti della globalizzazione, alla fretta delle massaie, al ricambio generazionale. Ma ci sono anche quelle che Federalimentare chiama le “assenze ingiustificate”, cioè i piatti della tradizione dimenticati.

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L’Accademia Italiana della Cucina, l’istituzione nata a Milano nel 1953 su iniziativa di un gruppo di intellettuali e giornalisti per salvaguardare la tradizione culinaria e la civiltà della tavola, ha provato a censire questo patrimonio di ricette con un libro, il quinto della collana Gli itinerari di cultura gastronomica, dal titolo La cucina delle festività religiose, 40 ricette di ogni Regione che si aggiungono alle 2000 contenute nell’archivio del Ricettario Nazionale.

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La piemontese finanziera, lo zelten di Bolzano, la mocetta valdostana, i casoncelli in brodo della Lombardia, le scilatelle con ragù di maiale calabresi, il bardiccio toscano, il pane di Cristo triestino. E’ lungo l’elenco degli assenti ingiustificati, piatti antichi ma di rottura rispetto alle routine gastronomiche. Eppure, se da una parte tendiamo ad essere ripetitivi e a rifugiarci in menu rodati (meglio i i soliti tortellini in brodo che la minestra di cardi, meglio il rassicurante capitone che il cappone ripieno con mostarda), non ci pensiamo due volte a trasgredire antichi riti e dettami religiosi  (quanti rispettano la consegna di un pasto magro la sera della Vigilia?)

Per chi vuole avventurarsi in qualche piatto della tradizione “adottando” un classico della gastronomia nazionale ecco, regione per regione, l’elenco delle ricette suggerite dall’Accademia Italiana della Cucina.

Valle d’Aosta: Mocetta, Carbonade.

Piemonte: Agnolotti al plin, Bue bollito.

Liguria: Cappon magro, Pandolce.

Lombardia: Casoncelli in brodo, Cappone ripieno con mostarda di Cremona.

Veneto: Ravioli in brodo di cappone, polenta e baccalà.

Trentino Alto Adige: Canederli, Zelten.

Friuli Venezia Giulia: Brovada e muset

Emilia Romagna: Tortellini in brodo, Panone di Natale.

Toscana: Arrosti misti, dolci senesi.

Marche: Maccheroncini di Campofilone al sugo, Pizza de Natà

Umbria: Cappelletti ripieni di cappone e piccione, Panpepato.

Lazio: Abbacchio al forno, Pangiallo

Abruzzo: Minestra di cardi, Ferratelle

Molise: Pizza di Franz in brodo

Campania: Cappone imbottito e Insalata di rinforzo.

Puglia: Anguilla arrostita con alloro, Cartellate

Calabria: Scilatelle con ragu di maiale, Quazunielli

Basilicata: Minestra di scarole, Picciliatedd

Sicilia: Pasta con le sarde, Mustazzoli

Sardegna: Culurgiones de casu, Pabassinas di noci.

[Fonte: ansa.it]

Foto: lavalledelbenessere.com, ars-alimentaria.it

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