Alta Fedeltà. Il vino e la libreria di Bacco

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copertina-soldati-vinoInverno 1983, preparavo la maturità classica e a Latina apriva l’Enoteca dell’Orologio in piazza della Libertà. Sembrava di stare nelle piazze d’Italia di De Chirico. Finivano gli anni di piombo e la voglia di divertirsi era a mille. Il vino, quello con la V maiuscola, entrò nella mia vita e da allora per me niente è stato più lo stesso.

Da allora sono successe tante cose nella mia vita di “santo bevitore”: i primi arrembanti corsi da sommelier, le prime bottiglie importanti bevute, le nottate all’enoteca Fioretto, l’incontro con il Goccetto ed il suo mondo, i primi viaggi nelle Langhe e in Francia. Una passione che ha cambiato la mia vita, sino a diventare un lavoro (per quanto una passione possa essere lavoro).

Ovviamente, non potevano mancare i libri in questa avventura. Prima Mario Soldati, con l’imprescindibile Vino al Vino, aveva condizionato la mia infanzia. Ricordo ancora nei primi anni 70 il viaggio in Abruzzo che narrerrà in quel testo e la sua visita alla cantina di mio nonno a Miglianico con noi nipoti, tutti in fila nella vecchia casa, con i calzoni corti e la giacchetta delle feste. Quelle pagine le ho lette e rilette e restano uno straordinario spicchio della mia memoria. A questo archetipo ne sono seguiti molti…

Prima i libri di testo dei corsi dell’Ais, poi, via via, la scoperta di un mondo di suggestioni e di letteratura sul e intorno al vino. Alcuni mi seguono da allora e mi accompagnano in tutte le case. Esattamente come per il cibo e la cucina sono diventati miei compagni inseparabili. Rassicuranti come la coperta di Linus.

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Ecco il mio elenco, che vuole essere assolutamente personale e non esaustivo:

  1. Atlante mondiale dei vini, di Hugh Johnson, un vero e proprio atlante dei territori del vino, scritto in un periodo in cui parlare di paesaggi vinicoli non era affatto scontato. Quanti viaggi ho costruito lì sopra, alcuni realizzati altri non ancora. Imprescindibile
  2. Due cuori una vigna. Di Guido Ceronetti. L’epistolario tra il grande scrittore piemontese e il suo vinaio di riferimento, Arturo Bersano. Il libro, per me, narra quanto possa essere esclusivo questo rapporto. Un piccolo almanacco di pensieri, liste di bottiglie, disegni e chiacchere: Geniale
  3. Il gusto del vino, di Emile Peynaud. Un testo sacro della sommellerie. Ancora oggi dopo tanto tempo uno scrigno pieno di saperi e profumi, da consultare e riconsultare. Imprescindibile per capire l’enologia moderna. Tecnico
  4. Memorie di un assaggiatore di vini, di Daniele Cernilli. Un libro semplice e immediato, come è il rapporto di Daniele con il vino. Attraverso le bottiglie narra la sua storia e attraverso questa la nostra storia, quella di un paio di generazioni che hanno cambiato il vino italiano. Emotivo
  5. Fertilità della Terra, di Ehrenfried Pfeiffer. Non è un libro sul vino, ma sulla coltivazione. Il Testo madre della biodinamica dell’allivo di Steiner. L’ho scoperto una decina di anni fa grazie ad un amico fervido steineriano. Da allora lo leggo e lo rileggo, con la sensazione che non sia la Soluzione, coe alcuni ritengono, ma una straordinaria possibilità. Esoterico

Allora, qual è il vostro libro “madre”?

Foto: melmoday.blogspot.com

9 Commenti

  1. Mamma mia quanto sei vecchio, quell’edizione del HJ sembra uscita da millenni. Scommetto che rileggendolo alcuni paese non esistono più.

  2. ieri mi sono dimenticato di chiederti quando avresti proseguito Alta Fedeltà nel vino…

    i libri della mia formazione (datati, ahime!) sono quasi tutti in inglese perché volevo scoprire il vino a modo mio e in occasione di un paio di viaggi avevo incontrato il fantastico mondo della divulgazione anglosassone quindi

    – Vino di Burton Anderson: un inno d’amore al vino italiano
    – Life beyond Lambrusco di Nicholas Belfrage: un MW alla scoperta della nuova enologia italiana
    – Italy’s noble red wines di Sheldon Wassermann: i primi punteggi che ho letto
    – The wines of Bordeaux di Edmund Penning-Rowsell: uno straordinario classico, perfetto per sognare ma utilissimo anche in viaggio

    subito dopo arrivò il Gambero Rosso e nel frattempo sono passati 25 anni di formazione continua come si direbbe oggi
    ciao pt

  3. Io segnalo due libri che mi hanno appassionato e che ritengo utili. Un poco pallosi e magari privi di poesia ma senz’altro interessanti.
    – Terroir: The Role of Geology, Climate, and Culture in the Making of French Wines
    – Wine: Flavour Chemistry

    Sopratutto il secondo che la poesia non sa neanche cosa sia è davvero interessante.

    Per il resto dal passaggio del goccetto la mia formazione segue l’iter del bocchetti con contaminazioni aissiane e trimaniane. Due galassie a volte vicine e altre lontae da Qwerty

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