Acqua per San Valentino, Burlesque, Brunello e la figlia della sora Franca

Black Mamba incontra la figlia della sora Franca in Burlesque e si inguaia San Valentino nonostante un Brunello Cerretalto 2001 di Casanova di Neri

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E’ da quella maledetta sera di capodanno che non metto più il naso fuori di casa senza indossare una barba finta per non farmi riconoscere dalla sora Franca del terzo piano, che Dio la fulmini! Basta, ho giurato, con me ha chiuso! Non ne voglio più sapere dei suoi festeggiamenti, della sue serate orgiastiche da mercatino, delle razzie beduine sulle teglie di patate arrosto e di quelle bottiglie di champagne di nonna dove non capisco chi dei due sia più morto, se il vino o la nonna. Ad oggi, non senza alterigia, posso dire di avere messo a punto una tecnica del travestimento decisamente sopraffina, rivelando a Carmela e Bettina, i miei piccoli cani, la prestigiosa arte della mimesi. Facilissimo, potete farlo anche voi col vostro canarino. Carmela l’ho travestita da topo. Con le dimensioni ci siamo. La piccola ha imparato anche ad abbaiare in silenzio, io dietro di lei squittisco a mo’ di ventriloquo e il mio cane sembra proprio una grossa pantegana. Bettina l’ho convinta invece a calarsi nel difficile ruolo dell’abbacchio da latte. Anche lì con le dimensioni rientriamo negli standard. Procedo quindi impacchettandola con la carta della macelleria Liberati e lei si finge morta, proprio come un abbacchio pronto per la casseruola. In questo caso il numero da circo è molto più semplice non essendo necessario belare poiché Liberati, lo sa tutta Roma, vende abbacchi già morti. Devo dire, che Bettina ha decisamente un talento innato nell’arte interpretativa, non escludo pertanto di accompagnarla in futuro a qualche provino a Cinecittà, non sia mai che riesca ad alzar quattrini sfruttando il sense of humour del mio povero cane. Strano caso della vita lei cane-attore e io che quando facevo l’attrice, a detta di tutti, ero cagna. Questo potrebbe essere un interessante argomento di riflessione prima del mio prossimo tentativo di suicidio.

Eppure ieri qualcosa è andato storto, dannazione! Scendevamo le scale, noi tre mimetizzate alla perfezione. Carmela per essere un ratto ricordava Wanda Osiris. Ci sentivamo perfettamente in parte e sicure oramai del nostro ruolo non più al debutto, (è da Capodanno che 3 volte al giorno ci mascheriamo a questa maniera per andare a fare i bisogni fuori. Oramai i ruoli sono collaudati e quasi intercambiabili, a parte il fatto che io preferisco ancora utilizzare il mio bagno piuttosto che lo zerbino della cubana che abita al primo piano…Per quanto, ora che ci penso…Altro spunto di riflessione, da suggerire alla cubana prima del suo prossimo tentativo di suicidio…) Sta di fatto che sull’ultimo gradino, la figlia della sora Franca mi strilla nelle orecchie: ciao Black Mamba, è da capodanno che non ti vediamo. Dove sei stata tutto questo tempo?

Farfuglio goffamente la prima risposta idiota che mi sovviene: In fila da Liberati, a comprare un abbacchio! E le avvicino, a corroborare la mia tesi, Bettina incartata con la testa a penzoloni ma evidentemente la scusa non regge e lì intuisco che deve avermi tradito l’alito vinoso, visto che avevo appena finito di sgarganellarmi un’intera boccia di Brunello Cerretalto 2001 di Casanova di Neri. Maledetto vizio, stavolta mi ha fottuta! Intravedo però una via di fuga, uno spiraglio, penso che la prossima festività sarà San Valentino e quindi escludo con sollievo a priori di essere invitata a casa loro, essendo la festa degli innamorati. La ragazza, memore della mia complicità di capodanno mi dice: senti un po’, io per il 14 ho invitato a cena a casa il mio tipo, uno nuovo, figo da morire, sai di questi col capello un po’ scazzato, pieni di tatuaggi che mi fa spaccare dalle risate e col petto depilato…Oramai definitivamente smascherata mi tolgo la barba che iniziava a lasciare molti più peli sulla mia lingua di quanti ne possa generalmente tollerare, e poi perché comincio a percepire il disagio del ridicolo che mi assale. Le chiedo quindi, in maniera del tutto disinteressata, nel senso che in realtà non me ne fregava niente: Che bello, e come vi siete conosciuti?

E lei: nel mio nail bar, sai adesso abbiamo aggiunto la Spa e vengono anche i maschietti. (Il nail bar ve l’ho già spiegato a capodanno cos’è.* La SPA invece, per chi non lo sapesse, è una struttura dedicata al relax, dove si recano maschi e femmine per rilassarsi moltissimo. Una SPA può ambire alla quotazione in borsa, ma se si firmano bilanci non proprio ortodossi, ci si avvicina più facilmente al tribunale fallimentare e talvolta anche a Rebibbia. In questo caso l’unico momento di relax coincide con la visita parenti.) Poi aggiunge: posso chiederti un favore, visto che sei stata nostra ospite a capodanno con tutto quel bendidio che mamma ha preparato? Non è che ricambieresti la cortesia invitando i miei a cena da te il 14 così mi lasciano la casa libera? Tanto non avrai da fare quella sera, alla tua età, non ci si innamora più, poi stai sempre sola come una sfigata, non credo che rimorchi proprio il giorno di San Valentino!

Amici, cosa posso dirvi? Saranno stati quei modi garbati, sarà che è sempre più raro trovare persone di così buone maniere ma sta di fatto che ho accettato e non so perché, nel contempo, Carmela e Bettina mi hanno mollata prendendo una fugone da ghepardo nonostante il costume da topo e il cartoccio di Liberati. Fatto il giro del palazzo le due cretine si sono rese conto che senza il mio squittire ventriloquo il loro futuro sarebbe stato un inferno, pertanto sono tornate con la coda fra le gambe. Uno a zero per Black Mamba! E andiamo!

Tuttavia la frittata era fatta, ma prima di ritirarmi a casa a studiare il mio prossimo travestimento, (forse da cassetta della posta, da quadro elettrico o da citofono, non so!) ho dispensato alla ragazza alcuni preziosi consigli per la cena col tipo della SPA, quello che fa spaccare dal ridere, che vanno da bandire l’uso di aglio e cipolla a partire da tre giorni prima dell’evento, al servire per la serata Dom Perignon 2002 (il miglior millesimo), versato in calici soffiati a bocca anziché nelle flute da prosecchino. Ma la ragazza sapeva il fatto suo e aveva già organizzato tutto, compreso il suo nuovo completino intimo viola, appena ritirato in merceria.

A suo dire, ma non so se questo dato sia suffragato da empiriche dimostrazioni, quindi, personalmente resto scettica, si trattava di un mancato ritiro di Dita Von Teese. Dita, era subentrata su un anticipo lasciato a vuoto da Dodo d’Hamburg che all’ultimo momento, (qui ci viene in aiuto con la sua preziosa testimonianza anche la merciaia) avrebbe deciso di fare le sue famose sforbiciate indossando una muta da sub, perché a suo avviso sfinava, che è andata a comprare da Decathlon, addirittura ( a me questo pare veramente assurdo, ai confini della realtà) pretendendo indietro l’intero acconto lasciato alla merciaia. Mia zia Tina quand’ero piccola non faceva che ripetermi: non fidarti delle merciaie e delle regine del burlesque e solo ora capisco quanta saggezza permeasse le sue parole! Amici di Black Mamba, sono nei guai, non so proprio cosa preparare a San Valentino per la sora Franca del terzo piano e quel burlone del marito. Da bere direi acqua di Lourdes, devo avere ancora un paio di madonnine da qualche parte a casa. Ma per cena, che faccio? Aiutatemi, datemi qualche idea, qualche spunto di riflessione prima del mio prossimo tentativo di suicidio.

E mi raccomando, non dimenticatevi di Black Mamba!

*Nail bar: si tratta di un comune bar dove la mattina ci si incontra per mangiarsi le unghie a vicenda.

Foto: Jürgen Eheim, Perrier, scattidigusto, tgcom