Assaggi di vino. Viaggio nel Chianti Classico/1. Il Nord

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Chianti è una parola molto famosa, anche troppo per molti appassionati che la ritengono quasi solo un’espressione commerciale. Una parolaccia insomma, priva di rapporti con una zona delimitata e con la concreta realtà di vigneti che si differenziano in relazione alla composizione dei suoli, all’altitudine, all’esposizione. Il ritratto di un vino astratto.

La storia di questo vino è lunga e non sempre travagliata, non dimentichiamo che fu Bettino Ricasoli (Il barone di ferro, ma non era l’unico suo soprannome) che a cavallo dell’unità d’Italia codificò la sua produzione che è restata sostanzialmente invariata fino alla pubblicazione del disciplinare della Docg che entrò in vigore con la vendemmia 1984.

Quindi noi di Scatti abbiamo deciso di indagare più a fondo la questione. Il Chianti Classico è una zona ben precisa e delimitata nei secoli, compresa tra Firenze e Siena che ne definiscono il carattere più austero o più intenso, in fierissima e irriducibile opposizione. Chiaramente non abbiamo assaggiato tutte le aziende del Chianti Classico, ci sarebbero voluti ben altri degustatori eroici! Abbiamo quindi selezionato 16 vini rappresentativi di tre aree che definiamo nord (i Comuni della Val di Pesa), centro (Greve e Panzano al confine tra le due aree e sud), il Chianti senese tra Gaiole e Castelnuovo Berardenga. E in questo modo ci siamo garantiti tre puntate di assaggi!

La nostra missione era quella di riconoscere e individuare i caratteri distintinvi delle varie zone del Chianti, quegli elementi di continuità che superassero le differenze di suolo, clima e varietà che una denominazione così vasta prevede. Abbiamo assaggiato le annate più recenti – 2007 e 2008 con un solo 2006 – della tipologia Chianti Classico, il vino più facile da incontrare per chiunque.

Il primo verdetto che abbiamo emesso è, purtroppo, proprio questo: non abbiamo trovato il sapore del Chianti. I vini sono tutti abbastanza buoni (ci aspettavamo qualcosa in più) ma molto diversi tra loro, manca la continuità che garantisce la riconoscibilità.

Ecco i risultati degli assaggi dei Chianti Classico Docg del nord. Troverete giudizi più severi del solito, il dato è stato condiviso da tutta la commissione e riflette questo dato problematico, non c’è stata premeditazione!

Il Castello di Monsanto 2007 è un vino ben fatto ma convenzionale, non sorprende né il naso con le sue note (necessarie!) di frutta rossa né col suo corpo composto tra legno e sensazioni balsamiche.

Il Pargolo 2008, prodotto dalla piccola azienda di Ilaria Tachis, ci è piaciuto per alcuni caratteri molto tradizionali della zona: maturo e severo al naso, austero e scabro all’assaggio che poi chiude in morbidezza. Pesa anche l’annata decisamente più riuscita.

Isole e Olena 2007, qui ci aspettavamo decisamente di più! Quando abbiamo svelato l’etichetta non siamo riusciti a associare immediatamente le sensazioni così mature, sia al naso sia all’assaggio, con una bottiglia così giovane.

La sorpresa è stata invece quella di Montesecondo, vino che solo un paio di noi avevano già assaggiato. La bellezza di questo vino inizia con l’assaggio vero e proprio; il naso è fuorviante, intenso ma molto molto rustico. Al gusto è vibrante con una bella acidità che rinfresca e sostiene la chiusura leggermente polverosa.

Le Corti 2006 chiude la batteria del nord. Anche grazie all’annata più matura raccoglie ampi consensi e, pur senza brillare, ci convince per la somma delle sue caratteristiche.

In finale, nessun vino difettoso o problematico ma la netta sensazione di aver trovato meno di quanto atteso dalla denominazione e dai nomi, alcuni fondamentali, che abbiamo assaggiato.

La scheda tecnica della degustazione.

Data e luogo: venerdì 1 aprile 2011, Trimani Wine Bar a Roma

La commissione: Cristiana Lauro, Alessandro Bocchetti, Antonio Paolini, Jovica Todorovic, Paolo Trimani

I risultati:

3 scatti: Le Corti 2006 € 10,98

2 1/2 scatti: Montesecondo 2007

2 scatti: Il Pargolo 2008 € 14,88

1 scatto: Castello di Monsanto 2007 € 12,90

1 scatto: Isole e Olena 2007 € 19,80

Foto: bestoftastetours.com

1. Continua

5 Commenti

  1. interessante, ma i risultati mi fanno pensare che i chianti non vi siano tanto piaciuti… almeno fino ad ora. Montesecondo secondo me è buonissimo, bevibilissimo!

  2. Ho approfittato per rivedermi le altre puntate della degustazione. Monsanto 2007 convenzionale… mmmh. 2008 annata riuscita… mhmhmh… Le Corti ampii consensi… mmmmmm… Mi sa che non abbiamo esattamente gli stessi gusti e non cerchiamo le stesse cose da un Chianti Classico :-))
    In ogni caso, se parliamo di rinascita della denominazione, le bottiglie da affrontare sono certamente le Riserve e i cru: è lì che emerge la vera qualità degli autoctoni chiantigiani.

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