Black Mamba in esclusiva. Sappiate che la Borgogna buona è roba da ricchi!

Tempo di lettura: 5 minuti

Il recente post di Black Mamba su Borgogna e vero amore ha suscitato enorme interesse, tant’è che a più di due settimane dall’uscita continua a far discutere qui su Scatti e non solo. Pertanto noi della redazione, abbiamo deciso di mettere quella serpe sotto torchio, cercando di approfondire alcuni concetti che ha trattato, come sempre a fil di spada, secondo le regole della casa e che hanno sollevato non poche polemiche.

Trovare uno spazio libero nell’agenda di Black Mamba è impresa ardua ma grazie a un colpo di fortuna siamo riusciti ad incontrarla in un luogo tranquillo di sua preferenza, il rettilario del bioparco, per fare quattro chiacchiere su Pinot Nero e dintorni.

SdV: Nel tuo articolo parli di Borgogna e vero amore. Cos’è per te la Borgogna?
BM: La mia Borgogna è una bottiglia che nasce tra Chassagne e Gevrey, figlia di quelle uniche e pregiate vigne, ricche di storia e fascino, che diventano complessità di gusto e profondità di emozioni. Apprezzo che non mi abbiate chiesto cosa intendo per vero amore…

SdV: No, per carità! E ora chi si azzarda più!? Geograficamente però la tua scelta è molto drastica. Oggi vengono considerate Borgogna a pieno titolo anche la Cote Chalonnaise e la zona di Macon, mentre Chablis lo è da sempre.
BM: Per questo parlavo della mia Borgogna, non perché me la sia comprata!

SdV: E la “tua” Borgogna ti piace? La ritieni davvero climaticamente svantaggiata?
BM: Certo che mi piace! Adoro il paesaggio e le persone che lo vivono. Ho il costante rammarico di non poter trascorrere regolarmente un po’ di tempo da quelle parti. Va comunque detto che i periodi in cui è piacevole girare in zona di produzione sono pochi, da fine Marzo alla fine di Giugno e da metà Settembre all’asta dell’Hospices de Beaune. Il resto dell’anno è palesemente afflitto da un caldo africano o da freddo piovoso, magari con quella bella neve che serve solo a rompersi le caviglie..Sai com’è, con questi tacchi a spillo!

SdV: Chiarissimo, ora dicci cosa ti piace della Borgogna
BM: La straordinaria, unica, capacità di sintetizzare la complessità della sua origine in espressioni ricche di personalità. Quando bevo un Gevrey o un Volnay scopro differenze anche profonde ma so perfettamente di essere all’interno dello stesso mondo. I vigneti, il clima, le tecniche e gli uomini che realizzano il miracolo di un grande vino di Borgogna sono sempre diversi, eppure riescono a mantenere un senso di continuità che è semplicemente meraviglioso.

SdV: Poche storie Black Mamba! Devi dirci cosa non ti piace!
BM: La complessità ha come rovescio della medaglia la fatica immensa di essere sempre aggiornati con le evoluzioni di una regione che ha secoli di storia ma che resta mutevole e proprio sotto i tuoi occhi. Sono curiosa e so di non sapere, mi diverte molto la costanza nel rimettere in gioco ciò che fino a ieri era scontato. Tuttavia in certe situazioni preferisco avere terreno solido sotto i tacchi quindi scelgo altri vini.

SdV: Inatteso questo lato di Black Mamba…Ora però parliamo di soldi!
BM : Adoro parlare di soldi!

SdV: Cos’è questa storia dei 40 euro?
BM: Una semplificazione che illustro volentieri. I grandi vini francesi sono tutti molto costosi, da sempre più cari dei vini di qualsiasi altra nazione e a loro va bene così. Quindi anche a noi deve andare bene così. E secondo voi i vini che costano meno saranno più o meno buoni di quelli che costano di più? E’ chiaro, ogni regola ha le sue eccezioni (la mia non è nemmeno una regola) però ammettetelo, trovare una bottiglia di Borgogna veramente buona al di sotto del prezzo che ho indicato è molto meno probabile di stappare una delusione. Ho fissato la mia asticella a 40 euro per non essere tacciata di snobismo, in verità il mio limite personale è intorno a 70/80 euro. Ma faccio riferimento al prezzo di vini che giungono sugli scaffali passando, di regola,  attraverso un importatore e l’effetto di un passaggio intermedio è senz’altro più marcato sulle fasce medie. I Villages che oggi si trovano tra i 40 e i 60 euro potrebbero, se acquistati in modo diverso, costare anche il 30% in meno e quindi mettere in crisi la mia affermazione, ma qui e ora le cose stanno così e con questo bisogna farci pace.

SdV Pragmatica, bonus! Insomma, quali sono i tuoi suggerimenti, per mettere in crisi la tua regola? I nomi!
BM:  Mi chiedi troppo. In più di 6 mesi su Scatti di nomi ne ho fatti parecchi, ora tocca a voi! Se dovessi cercare occasioni d’oro fra i bianchi direi St. Aubin e Auxey Duresses, in rosso Monthélie e Ladoix-Serrigny. Posso fare io una domanda?

SdV:  In effetti  il regolamento…Però prego, come si fa a dire di no a una signora?
BM : Grazie per la signora! La questione è semplice: posto che il vino si giudica nel bicchiere, chi sceglierebbe un St. Aubin invece di uno Chassagne? Per me le chiacchiere stanno a zero, con rispetto parlando…

SdV: La stoccata finale!
BM: No, la stoccata finale è questa: Bevo vini di Borgogna, adoro la Borgogna, ma la Borgogna buona è una roba da ricchi!

SdV : Grazie Black Mamba!
BM : Grazie a voi! E ora, come disse il collega Socrate, vado a farmi un bicchiere di cicuta! Ah! Ah!

Foto: radicchiodiparigi.wordpress.com, Omniroma, Bmw, Mercedes

(Per comprendere la ragione delle foto delle auto dovreste leggere la risposta di Black Mamba sul forum del Gambero Rosso, ndr)

27 Commenti

  1. ….èèèè , di roba buona , quella con l’asticella alta, se ne vede poca ovunque , e nemmeno da noi è poi così economica; ma il bello in borgogna è piuttosto che se non si ha le idee ben chiare , pure tirando fuori soldoni si può stappare una carretta !! comunque forza borgogna , mito dominique laurent che ad ogni fasci di cru e prezzo insegna

  2. ha risposto a alessandro dondi: ciao Alessandro e bentornato
    hai colto un punto eccezionale: anche bottiglie molto costose possono essere deludenti e ne abbiamo tutti fatto le spese!

    ma Laurent? non ho mai assaggiato cose buone come quelle che hai provato tu, dammi qualche dettaglio! ciao

  3. Ma perchè, qualcuno lo ha messo in dubbio? Mi sembra evidente, anzi per me anche Bordeaux è da bere solo col portafoglio gonfio e se non me lo posso permettere bevo altro.

  4. La Borgogna molto buona e’ roba da ricchi, e i bordolesi buoni?? Roba da poracci???? E gli alsaziani emozionanti?? Roba da pensionati?? E lo champagne indimenticabile??? Lo trovi alla Caritas????
    Vabbe’ volevo solo dire che non e’ che le vere eccellenze enologiche difficilmente si trovano a buon mercato. Ma comunque io per deformazione professionale se incontro un vino da pochi euro buono più di quello che costa mi emoziono a volte piango. Ma capita di rado…

  5. ha risposto a Fabrizio pagliardi: ciao Fabrizio, purtroppo hai ragione! è sempre più raro trovare un vino che costi poco e valga più del suo prezzo e si tratta di un problema più grave del fatto che i grandi vini siano cari tout court

  6. …argent , argent , argent … penso non sia solo quello , soprattutto se si parla di Borgogna . La Borgogna è un mondo da esplorare , da conoscere a fondo , da desiderare . Ogni eccellenza ha un prezzo e il vino non ne fa eccezione . La percentuale di vini emozionanti , e le fregature , sono patrimonio della Borgogna ; proprio per questo la si ama e proprio per questo è una questione di selezione naturale per chi ci si accosta . Poi , intendiamoci , lo sforzo economico è relativo , ci si può consorziare e bere le eccellenze con un minimo sacrificio , magari rinunciando ad una consuetudine di mediocrità , come quando si sceglie la grande cucina delle eccellenze gastronomiche . La discriminante non è più quindi quella economica , ma quella dell’estetica del gusto , che hai o non hai , che hai coltivato oppure no a discapito di una cultura della sopravvivenza . Conosco superappassionati non abbienti che hanno bevuto , con sacrificio ma passione , più di tanti imprenditori o professionisti col braccino corto che han passato la vita ad accumulare denaro senza mai essersi guardati attorno e goduto dei piaceri che la buona tavola e le belle donne sanno donarti …si , che tristezza . Ribadisco quindi il concetto che il bello e il buono è un fatto culturale , non di censo , anche se banalmente è troppo facile affermare che la disponibilità finanziaria aiuta eccome…

  7. ha risposto a vinogodi: mah, fino ad ora vi ho letto in silenzio, ma non ce la faccio: il censo non conta mai per quelli che ce l’hanno… è un poco come la salute o l’abilità… Basta, di sepolcri imbiancati ne son pieni i cimiteri di tutto il mondo…
    Non sono ne giovane ne vecchio, ho i miei anni e mi sento di affermare in tutta tranquillità che quando ho iniziato a bere io nei rutilanti anni ’80 (beh ho cominciato giovane) e poi per tutti i 90 era assai più facile bere bene che oggi… Basta con la retorica di consorziarsi: una bottiglia di LeRoy Vosne romanee 2006 sono € 450, un romanee st vivant 2006 viene via a € 1.550, un clos st jacques di Rosseau a € 450, un charmes chambertin di Dugat Py 2006 a 400 €, Pacalet charme chambertin 2006 a € 190… giusto per tirare giù due prezzi da internet, se volete vado avanti… Basta consonziarsi? Boh, se si vogliono bere 5 bottiglie di queste in una sera in dieci sono cira 3000 € che fanno 300 € a testa, per berne una lacrima a testa… credo che non siano in molti “appassionati” a potersi permettere facilmente un treno “virtuoso” del genere… Una volta sarebbero state non più di 150.000 lire del vecchio conio… se non è roba da ricchi questa, beh non so più cosa lo sia…

  8. ha risposto a Alessandro Bocchetti: …quasi…
    PS: vorrei solo avvertirti che sono il paladino riconosciuto dell’antienopopulismo imperante dalla nascita delle “Guide dei viniintelligenti” in poi e faccio fatica a scendere a compromessi sulla qualità del vino , costi quel che costi . E , ti assicuro , non è una forma di snobismo fastidioso quanto una scelta di vita , quindi il discorso Borgogna si può estendere a tutto l’enouniverso conosciuto . Sappiamo che la qualità si paga e mi sembra inutile sottolineare che l’eccellenza ha un costo , anche mediatico che è il mercato a riconoscerglielo . Quindi come in qualsiasi forma di eccellenza , lo sforzo per averla e goderne è alto . Poi spetta ad ognuno fare le proprie valutazioni di convenienza relativa alla propria sfera di emozionabilità …

  9. …cito da Cristiana :”Bevo vini di Borgogna, adoro la Borgogna, ma la Borgogna buona è una roba da ricchi!” . In tutta sincerità , tu sei ricca?

  10. ha risposto a vinogodi: Su questo sono d’accordo con te! La sola cosa è che non nascondo che sia roba da ricchi, poi anche alcuni non ricchi ma appassionati a prezzo di sacrifici sempre più difficili possono fare lo sforzo e toglierei sfizi…
    Come dire mi piacciono i relais e chateaux, sono roba da persone con un grosso potenziale di spesa, ma ciò non toglie che qualche volta possa permettermeli a scapito di altre cose e con qualche sacrificio… 😉
    Altra cosa è dire che coche dury costa 30 €, o no?
    Ps aspetto l’indirizzo della tua Bue Houses 😀

  11. ha risposto a Alessandro Bocchetti:
    cito :”Ps aspetto l’indirizzo della tua Bue Houses :-D”
    Rispondo : te lo do se mi dai il cell number di Cristiana …
    PS: Lo conoscono in tante/i , basta chiedere in giro o leggere Doctor Wine BY Daniele Cernilli o il Gambero Rosso Forum …

  12. ha risposto a Alessandro Bocchetti: eppoi no , non ci sto . Una grandissima bottiglia può costare più di mille euro : non è una cosa da ricchi quanto da appassionati fuori di testa . Una cosa da ricchi è una Aston Martin , un Gerard Genta Tourbillon 14 complicazioni o un Vintage Pateck Philippe , una villa a Portofino , una intera serata/notte con Aida Jespica , un Aux Cros Parantoux 1982/1985 di HJayer . Certo , le problematiche della vita che possono portarti all’indigenza o una famiglia numerosa non sorretta da uno stipendio adeguato ti possono obbligare ad una scala di valori e scelte dove non contemplano DRC o Grands Cru di Madame , ma questo è un discorso che vale per qualsiasi passione o desiderio di approfondire ai massimi livelli …

  13. ha risposto a vinogodi: Ma sei sicuro che in proporzione sia una cosa più da ricchi un pateck philippe che una bottiglia da 1000 €? Boh, io mica tanto…
    Di gerald genta mi rifiuto di parlare quella è roba ne da ricchi, ne da pesona normale… Solo di cattivo gusto 😛 ovviaamente gioco, ma mica tanto…
    Vedi errore di fondo di questa discussione è dare di una constatazione un valore di giudizio morale. CRI dice solo che pensare di bere una grande bottiglia di Borgogna al di sotto di un certo prezzo è una balla… Noi siamo abb d’accordo, chiaramente con tutte le eccezioni che una generalizzazione può avere. Viceversa l’altro giorno ho bevuto un 72 di trebbiano di Valentini, una delle più grandi bottiglie della mia vita… Diamine c’è una differenza o no?

  14. ha risposto a Alessandro Bocchetti: …un pò troppo caotico per seguire il tuo ragionamento , perdonami ; in certi passaggi sei troppo interattivo . IT è discutere se il bere buona Borgogna è un fatto da ricchi oppure no . Quindi così posta , seppur chiaramente provocatoria , è anche una domanda retorica che ti ritorna come boomerang , perchè meno scontata del previsto la risposta . E non è neppure una questione di ottica , perchè il no per me risulta scontato , mentre dal titolo , lapidario , si evincerebbe il contrario . Per una proprietà transitiva , altrimenti , tu e Cristiana (che non mi ha risposto) siete ricchi sfondati e io l’eccezione che conferma la regola : probabilmente bevo e ho bevuto ben più Borgogna di quanti tanti che leggono , o scrivono sui blog, non berranno in questa vita terrena di tristezze e neppure credendo nella metempsicosi e tutto questo … senza essere ricco ; quindi qualcosa , come diciamo a Parma , “strusa” nel ragionamento …

  15. ha risposto a vinogodi: Se non ri conoscessi direi che stai facendo un poco la Antonelle Elia dei tempi del Maurizio Costanzo Show. Stai difendendo una tesi indifendibile o per lo meno lo è oggi. Vada per il discorso sulle passioni e ti potrei confermare e portare tanti esempi di persone, non certo agiate, che spendono migliaia di euro per una finale di Champions League oppure prendono un prestito di qualche anno per comprarsi una 883 custom e per 365 giorni sgobbano come dei matti felici di accarezzare o aver potuto coronare il loro sogno. Non entro nel gioro raffinato dell’abbigliamento o gioielleria perchè potrei sfoderare degli argomenti che ti potrebbero lasciare basito. E fin qui neiente da opinare ma… figlio mio per bere quello che deve essere bevuto per poter alzare l’asticella ad un livello tale da poter chiaccherare ci vino con la pretesa di avere qualche argomento ci vogliono i soldi o i privilegi. Se ci sono entrambi è ovviamente meglio. Io sono privilegiato e non perchè quando la mattina apro il frigo oltre il latte di mio figli posso prendere una mazzetta di pezzi da 500 euro ma perchè ho la fortuna di bazzicare un giro di persone che bevono e bevono bene e che, per mia fortuna, mi hanno consentito di assaggiare cose che forse, e non scherzo sarei riuscito a fare con una cinquantina di stipendi. Ma questo è un’altra storia. L’altro giorno ho preso l’aperitivo con un Echezeaux DRC 2007 e non ho pagato neanche un euro. Mica posso dire che DRC regala le bocce.
    Non sono daccordo con la tesi di BM quando dice che bosigna solo spendere per bere bene ma neanche con te che minimizzi l’ingente sforzo economico che bisogna poter affrontare per bere il meglio. Se poi, tu, come altri, in tempi non sospetti hai iniziato a dare del tu a Madame Leroy o a Monsieur Rousseau, Coche Dury, Madame Leflaive, strizzi le palline a Rouget o Roumier e fai i gargarismi con d’Auvenay sono felice per te e se una volta mi invitassi sarei anche felici per me. Ma la tesi è un altra storia e la tua fa acqua

  16. ha risposto a vinogodi: In parte comunque ti ha risposto Teo, al di là del mio cazzeggio, è evidente che a noi capiti spesso di bere grandi bottiglie per via del lavoro che facciamo e dell’ambiente che frequentiamo. Io faccio pubbliche relazioni per aziende di vino e sono sempre a pranzo o a cena con produttori. Alcuni di loro sono effettivamente molto ricchi e bevono grandissime bottiglie, delle quali ho la fortuna di beneficiare. Se io facessi la parrucchiera sarei rovinata…e soprattutto costretta a bere la Borgogna da 40 euro, ahimè! ;-))) Ricordati, Vinogodi, che mi piace scherzare e non prendo mai troppo sul serio quasi nulla, compreso il vino, che perlopiù bevo, limitandomi a dire: mi piace-non mi piace. Quindi anche tu non prendere mai troppo sul serio quello che ti scrivo. E’ una semplice e normalissima chiacchierata per me. Mi fa piacere farla con te perchè sei sempre urbano nelle tue esposizioni, a differenza di qualcun altro che ho letto nel Forum del Gambero, purtroppo. Ciao!!!!!!

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