I consumatori denunciano: ”Prodotti di serie B ai paesi dell’Europa dell’Est”.

Figli e figliastri. Ce l’hanno fatta a diventare Europei a pieno titolo ma sono ancora fuori dal salotto buono dei consumi. Sono i paesi dell’Europa dell’Est (Slovacchia, Romania, Bulgaria e Ungheria), entrati da qualche anno nell’Unione Europea ma destinatari, secondo la denuncia di un’associazione di consumatori slovacca, di prodotti alimentari di serie B.

La denuncia arriva a seguito dei risultati di un test effettuato su prodotti acquistati in supermercati di otto Stati membri dell’Ue (Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) e analizzati dall’Istituto Nazionale veterinario e alimentare slovacco. Sotto accusa le multinazionali del food&beverage che ai mercati di alcuni paesi dell’Europa dell’Est invierebbero prodotti con ingredienti di qualità più scadente.

Tra questi la Coca-Cola, venduta in questi Paesi nella versione riveduta e corretta con isoglucosio di mais, un dolcificante molto più economico del saccarosio, utilizzato invece nelle confezioni esportate negli altri paesi del mercato Ue. Sul banco degli imputati anche Nestlè che al Nescafé Gold dei paesi Cenerentola riserverebbe concentrazioni di caffè diverse.

Tra i prodotti esaminati ci sono anche il cioccolato Milka (a marchio Kraft Foods, risultato di qualità identica in tutti i Paesi), il pepe nero e rosso Kotanyi, i caffè Jacobs Kronung e Tchibo Espresso. Il prodotto risultato più “flessibile” è il pepe Kotanyi, impacchettato in versioni molto diverse a seconda del Paese destinatario: più umido di quanto non sia imposto dalla legge in Austria e Slovacchia, più spesso danneggiato o additivato sul mercato bulgaro.

Si difendono alcune della aziende prese di mira. “I nostri prodotti sono della stessa qualità in Europa e nel mondo e sono ottenuti a partire da una ricetta che utilizziamo da 125 anni”, ha dichiarato al sito Euractiv Ibolya Szabo, responsabile della Comunicazione della Coca-Cola. “Usiamo diversi edulcoranti ma ciò non ha nessun impatto sulla qualità del nostro prodotto”.

“Le differenze riscontrate si spiegano con lotti di materie prime e momenti di produzione diversi”, si è schermita Elisabeth Voltmer, responsabile Qualità di Kotanyi  mentre ha parlato di “preferenze di consumatori che variano da un mercato all’altro” Martin Walter, responsabile Affari Commerciali dell’Ufficio di Praga della Nestlè.

Contro questa discriminazione protestano il ministro dell’agricoltura bulgaro Miroslav Naydenov che definisce “anormali” i doppi standard e il presidente dell’associazione dei consumatori slovacca, Milos Lauko, che denuncia il trattamento riservato ad alcuni Paesi europei: “Guarda caso questi prodotti sono venduti nei Paesi appena entrati nell’Ue e mai nel mercato tedesco”.

I risultati dei test sono stati trasmessi al Commissario europeo per la protezione dei consumatori che dovrà pronunciarsi sulla questione.

Fonte: helpconsumatori.iteuractiv.com

Foto: paywrite.it, v07.kotanyi.com

2 Commenti

  1. E’ vero sono tantissimi i prodotti italiani venduti anche in Russia che ci fanno fare brutta figura,spesso non assomigliano lontanamente allo stesso prodotto venduto qui da noi,anche molti vini.

  2. io ho visto in italia per 15 anni,avro bevuto tonnellate di coca cola,adesso che sono ritornato in bulgaria da 2/2015 vi posso assicurare che la COCA COLA e ASSOLUTAMENTE UNA LADRA,qui in bulgaria la coca cola e veramente molto molto scadente rispetto l’italia,il gusto della coca cola in italia e intenso,la bevanda e molto piu frizzante,qui in bulgaria e pochissimo frizzante,e un gusto scadente come se aveste aperto la bottiglia e lasciata in frigorifero per la notte,ah tutti sara capitato di provarla il giorno dopo averla aperta,ecco e cosi il gusto.

    il mi chiedo ma se questi str*nzi non rispettano la qualità per tutti i paesi,perche i paesi del est semplicemente non le vietano,se vogliono vendere le multinazionali si adeguino ?

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