Ore. 23.50 Tutto abbiamo scritto e letto su la notte degli chef. Sappiamo tutto dei golfetti di Pierangelini, del tono finto burbero di Gennarino, del fare studiato arrogante di Oldani. Della cucchiara del padrone di casa, il bisdirettore, Signorini.

Abbiamo seguito i cambiamenti, i toni accorati e le perle dickensiane della vita dei giovani cuochi in gara. Conosciamo le bassezze del programma. Lo chefTV che si ostina a cercare di fare il cuoco, la sciura che sta lì per la pagnotta, l’intellettuale a cui nessuno ha comunicato che gli anni 80 sono finiti, anzi è finito anche il ritorno degli ’80.

Insomma ho saltato, causa forza maggiore (lavoro) la seconda puntata e una congiuntura casuale mi ha fatto vedere lo spettacolo di questa sera. La grande conclusione. Che sancirà il vincitore nel Poker chef, famigerato nei peggiori bar di Caracas.

Debbo dire che saltato un turno, lo spettacolo mi sembra più misurato, meno baraccone. Le persone non si aggirano più in un tumulto caotico e operoso che ricorda la famosa manovra di facite ammuina. Si cucina e si parla di cucina in maniera un poco più seria e consona. Il risultato sembra solo che sia ancora più noioso e che le pubblicità siano tantissime.

Ma oggi mi sento buono e il divertimento del distruggi tutto, superati i 18 anni, dopo un poco annoia. Allora proviamo a vedere cosa ci sia di positivo in questo format. Se c’è qualcosa di positivo.

Beh, il dato di fatto è che rispetto alla Parodi o alla Prova del Cuoco la faccenda sia un poco più seria. Si parla di cucina, ma di cucina vera. Malgrado i tentativi di Pierangelini di mandarla in vacca con piatti anni ottanta (le fettuccine al salmone nun se possono vede ner 2011), che temo abbiano come unico obiettivo corrompere Rampello, ricordandogli gli anni beati.

Giochi a parte bisogna ammettere, che i piatti cucinati, sono piatti veri e contemporanei. Con un approccio da grande cucina. Insomma la sola nota positiva di questo grande baraccone, è riposizionare l’alta cucina nel nazionalpopolare nella sua giusta prospettiva.

Non più abbassamento del livello dei piatti per essere intellegibile alla massaia media, ma una cucina gourmet senza troppe concessioni. Mi direte voi, magra consolazione. Le ricette saranno anche serie, ma tutto il resto è un carrozzone! Vero, ma questo lo abbiamo già scritto e ci siamo divertiti, però passato il gioco bisogna dire che un primo tassello è stato posto. Ci hanno provato, magari in maniera un po’ pedestre e caciarona, a parlare di cucina fuori dalle piazze di Mengacci e le sciocche generalizzazioni di Striscia. Al di là dei millanta difetti, resta il passo di parlare in prima serata in una tv generalista di cibo in maniera non più banalissima… almeno per i piatti.

Resta però il grande problema di non aver sdoganato il prodotto, si è parlato di cucina in un ambito novecentista, in cui il centro sono solo gli chef con i loro gesti titanici, il prodotto, grande elemento del nuovo millenio rimane un rumore di fondo, persino fastidioso e casuale , come l’improvvisazione finale delle ricette estemporanee dimostra

Intanto la cronaca, Pierangelini non vince, del resto dove avrebbe fatto fare lo stage di sei mesi? Ho sonno me ne vado a dormire prima della fine. Come dite, chi vince? Ma chi se ne frega… e poi non l’avevamo già detto due settimane fa? Gennarino, of course…

Ore 23.55. Ma è ovvio che vince Matteo della brigata di Oldani. E’ super amato dal pubblico e qui facciamo consenso! (VP)

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