La felicità è uno Château d’Yquem del 1811, l’anno della Grande Cometa

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75.000 sterline per un vino. E’ questa la cifra sborsata dal sommelier Christian Vanneque per uno Chateau d’Yquem del 1811.

La bottiglia di vino bianco più costosa del mondo (la più cara nel campionato dei vini rossi, uno Cheval-Blanc del 1947, è stata venduta a 192 mila sterline lo scorso novembre) è finita, durante un’asta di vini che si è svolta al Ritz di Londra, nelle mani di un patinato esperto e collezionista, già capo sommelier del tristellato parigino La Tour d’Argent.

“L’aprirò in occasione della festa dei cinquant’anni di attività professionale” (cioè nel 2017), ha detto nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a margine dell’eccezionale acquisto. “Di certo non la rivenderò”, ha assicurato Vanneque annunciando che la bottiglia rimarrà in esposizione in uno dei due ristoranti di Bali di sua proprietà, in sicurezza e a temperatura e umidità controllate. In “una mini Fort Knox”, ha scherzato il sommelier, “impossibile da aprire”.

Christian Vanneque è solo uno dei destinatari della mail con la quale Steven Williams, ex proprietario della bottiglia, acquistata qualche anno prima insieme all’intera cantina di un collezionista europeo, informava 40 mila potenziali acquirenti della messa in vendita della preziosa bottiglia.

Pezzo autentico di storia del vino, uscito dalla più nobile delle cantine di Sauternes, nella Gironda, là dove un microclima speciale rende speciale la “nobile muffa” che si sviluppa tra i filari della proprietà, e dove la vendemmia si fa a più riprese per  prendere solo i chicchi con la botrite. Vigneto dall’inizio del Settecento, oggi sotto il controllo della multinazionale del lusso Lvmh.

Dell’annata 1811, anno della Grande Cometa, Robert Parker, che l’ha promossa a pieni voti (100/100) nel corso di un assaggio, ha tessuto le lodi per la sua eccezionale longevità.

[Fonte: independent.co.uk, cronistadelvino.it Foto: winnipegsun.com]

6 Commenti

  1. …tenuto conto che all’apertura avrà una certa sorpresa , ma mai ammetterà di aver preso un’inculata così cara … ( bevuta dalla cantinetta personale a metà anni ’80 , decisamente meglio la 1921…)
    PS: non sono per i vini antichi “emozionali” dove già si grida al miracolo quando presentano potabilità o poco più…

  2. …eppoi : la capsula non è la sua originale . Non sarà un falso , ma è stata risommata in epoca relativamente recente (con cosa?) .Il livello è sorprendente… troppo. Il colore è tipico di alcuni vecchi Yquem con difetti di solfitazione , frequenti . Mi sono capitati spesso con vecchie annate ed in maniera incostante . Parecchi con la 1958 , ma pure con la 1949 , due volte con la 1938 finanche la 1931 …e pure con annate recenti come 1967,1968 1976 , 1983 .Checchè ne dicessero i presenti condizionati dall’etichetta , in quelle occasioni notai una mandorla e un caramello fuori dalle righe solite e lo zafferano , di cui si arricchisce nei decenni , era praticamente scomparso … certo , il collezionismo è una brutta bestia e il possesso quasi un’attività feticistica , ma la coglionaggine non la sopporto …

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