C’è il menu bio nel manuale del perfetto eco-turistaTempo di lettura: 3 min

Piantare una palma prima di lasciare l’esotica destinazione, viaggiare in car sharing, accertarsi che la struttura alberghiera sia dotata di pannelli solari, prenotare l’ostello che pianta foreste e pratica il compostaggio, scegliere il resort che non viola i diritti dei lavoratori. Sono tanti i modi di viaggiare green e di muoversi responsabilmente alla scoperta del pianeta (l’unico che abbiamo a disposizione, almeno per ora!)

Eco-ostellli, agriturismi amici dell’ambiente, vacanze esotiche attente al benessere dell’indigeno: dalle capitali europee ai mari dell’Estremo Oriente, dall’Oktober Fest alle stanze delle grandi catene alberghiere il turismo sostenibile fa proseliti da tempo.

Ma è anche a tavola che l’ecoturista può giocare la carta della sostenibilità ambientale. Chiedendo di mangiare locale, scegliendo le strutture ricettive che offrono prodotti enogastronomici tipici e certificati (Dop, Igp, Doc, Docg,Igt), privilegiando gli alberghi che offrono menu biologici.

Per chi non li conoscesse ancora, segnaliamo in proposito i Bio Hotel, un marchio internazionale fondato in Austria che riunisce strutture ricettive aderenti ai dettami del turismo sostenibile e dell’agricoltura biologica.

Volete organizzare un convegno in un Bio Hotel in Germania? Ecco qualche struttura adatta al caso vostro. Sentite il bisogno di curare qualche acciacco, senza rinunciare al bio? La destinazione potrebbe essere ancora un Bio Hotel tedesco. Cercate un albergo per una vacanza scandita dalle attività sportive? Basta cercarlo sul portale Bio Hotel. Siete single e cercate simili per condividere la filosofia bio? C’è qualche indirizzo anche per voi!

Una rete simile esiste in Italia da tempo. Sono gli agriturismi bioecologici selezionati dall’Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e rilanciati per la stagione in corso grazie ad un accordo siglato con il Touring Club Italiano che li inserirà nel Manuale del Socio del Touring Club 2012 (350 mila iscritti) e nella sezione Agriturismi del portale (2 milioni di visitatori unici all’anno).

Le strutture ricettive che si sono assicurate il logo Agriturismo BioEcologico Aiab, valutate lungo una scala che va da una a cinque margherite, rispettano il disciplinare dell’Aiab che prevede un ampio uso di energie rinnovabili, un consistente utilizzo di prodotti bio nella ristorazione e la completa conversione al metodo di produzione biologico.

Ecco, tra i requisiti obbligatori per ottenere la certificazione, quelli che riguardano l’alimentazione: niente Ogm, utilizzo di prodotti bio a tavola almeno per l’80% (rientrano nel computo del bio anche cacciagione, funghi, pesce di pesca, crostacei e molluschi e presidi Slow Food purché sia indicata la loro natura non bio), acqua minerale solo in confezioni di vetro e proveniente da fonti ubicate nella regione o in regioni confinanti. Tra i requisiti facoltativi: l’utilizzo di prodotti con marchio “garanziaAIAB” e del mercato equo-solidale, organizzazione di corsi di cucina sulla gastronomia tipica regionale e di degustazioni di prodotti tipici e la vendita diretta in loco di prodotti freschi e trasformati.

E poi niente asfalto nei parcheggi, manutenzione bio del verde, risparmio energetico, ricambio dell’asciugamano solo su richiesta del cliente, uso di detergenti ecocompatibili, carta igienica riciclata, raccolta differenziata, compostaggio dei rifiuti organici.

Un elenco degli agriturismi bio italiani è reperibile anche sul sito bio bank.

Se siete eco-simpatizzanti, non potrete farne a meno!

[Fonte: aiab.it Foto: antipoditourism.com, ethicalsurfing.com, Bio Hotel, Viaggi di Repubblica]

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