Black Mamba consiglia: non fate sesso, andate al wine bar!

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…” E viene da pensare che se non fosse che si deve chiudere, resteremmo qui tutti per sempre.” Wu Ming
…”non conviene fare sesso, il piacere dura poco, si fa una gran fatica e la posizione è ridicola”. Luciano De Crescenzo.

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Chissà quante serate ho trascorso al Goccetto di Roma, da Sergio e Anna. Ho assaggiato di tutto, vini diversi, talvolta sempre gli stessi con passione più o meno durevole. Ho amato e ripudiato con superbo disprezzo lo stesso vino nell’arco di poco tempo e talvolta mi è capitato di rispolverare una vecchia fiamma, con o senza bolle, che credevo archiviata per sempre. Non posso contare le serate della mia militanza in quell’enoteca, ricordo solo che iniziai nel 1995, quando vi abitavo a fianco.

Ho conosciuto tutti i miei amici di Roma lì e qualcuno l’ho importato da fuori. Produttori di vino, giornalisti, attori, critici d’arte, nullafacenti, artisti e artisti nullafacenti. Qualcuno nel frattempo è morto, ma non lo sa. Qualcun altro e vivo ed è come se fosse morto e poi c’è chi è morto per davvero. Il wine bar (enoteca, mescita, chiamatelo come volete) è una culla per chi col vino scambia sincera passione. Di scambio si tratta, non ho alcun dubbio. Io amo il vino e il vino ama me. Non è altro che un atto di fede, lo considero un dono, seppur poco salutare. Ma chi lo sa cosa fa bene e cosa fa male? Me lo ripete spesso un bravo amico medico e mi viene comodo credere alle sue parole.

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L’altra sera abbiamo assaggiato vini fino a tardi, una volta mi capitava più spesso, quando ero più giovane e non dovevo coricarmi strafatta di Alka Seltzer per digerire ed evitare una brutta cefalea il giorno seguente. E’ stata una serata piacevole, fra amici, come ne abbiamo fatte tante. Si è parlato delle solite cose, anche banali se volete. Sergio non è avvezzo alla chiacchiera, parla più volentieri di cose che di persone e questo mi piace. I gusti che cambiano, le mode nei vini, le tendenze talvolta ridicole, le posizioni più radicali, il gusto del pubblico novizio e quello di noi vecchi bevitori esperti, non foss’altro per la quantità di assaggi conclamata. Non sono mancate urla e parolacce, proprio come al bar dove mio padre giocava a biliardo e mio nonno a briscola e tresette, vincendo troppi bicchieri di vino per non finire anzitempo a concimar la terra.

Io sono nata e cresciuta a Bologna, sono sempre stata una da bar, un personaggio da bancone. Preferisco una buona bottiglia condivisa con amici e avventori a una serata tediosa e dagli esiti incerti con un pretendente miracolato qualora nottetempo decidessi di fargli un regalo. E’ la verità! Il vino mi diverte, mi seduce, mi conquista, si cura della mia anima e mi tende una mano quando ne ho bisogno. Ricambia i miei sentimenti, senza competere, perché talvolta è all’altezza e talvolta non lo è e questo non è un problema per entrambi. Una coppia affiatata, affine e so che lui un giorno sopravviverà dignitosamente alla mia scomparsa, proprio come io vorrei, mentre io non sopravviverei alla sua e qui risiede la mia debolezza.

Mi piacciono i luoghi del vino, sono gli unici spazi dove mi muovo realmente a mio agio. Ci vado da sola e mi piace stare lì, al bancone ad assaggiare, ad ascoltare, a guardarmi intorno per cercare di capire chi un giorno prenderà il mio posto perché il passaggio di testimone è uno dei gesti più nobili che io conosca e nell’era di Orazio e di Andrea, io al Goccetto mi sento sempre di casa, anche se non sono più protagonista.

Mi piacerebbe giocare a carte o a scacchi ma a Roma un certo tipo di ricreazione è bandita. Trovo più sano questo che trascorrere la serata in coda sul Lungotevere a guardare dal finestrino una moltitudine di coppie stanche, che passeggiano su piazza Trilussa, senza meta, per riempire il vuoto di un paio d’ore prima della trombata settimanale che li ha distratti sul lavoro per l’intera giornata.

Lenzuola sbiadite e da quattro soldi, biancheria acrilica, viola e tutt’altro che intima. Colonie sbagliate, deodoranti in stick, unghie di resina e qualche gomito di troppo che aggiunge goffo disagio fisico a una cornice esteticamente oscena.

Dietro al paravento volgare di un conformismo ordinario e impiegatizio, riuscite a scorgere qualcosa di bello? Io no. Per questo penso che sarebbe meglio tornare al bar. Andiamo al wine bar, come se fosse una seconda casa, proprio come facevano i nostri nonni all’osteria o al bar della piazza. Sceglietene uno comodo e andateci a piedi o in bicicletta, in barba agli etilometri. E’ bello andare al bar e sugli amici del bar potete contare, anche su chi ve le ha promesse il giorno prima. L’amico del bar se ne fotte di fregarvi la poltrona. Date retta a Black Mamba!

E ricordate gli indirizzi preferiti da Black Mamba:

Milano. Fioraio Bianchi, via Montebello, 7

Milano. Ross & Bianch, via Pasquale Sottocorno, 11

Torino. Scannabue, Largo Saluzzo, 25/H

Udine. Al Cappello, Via Paolo Sarpi, 5

Verona. Sottoriva, Via Sottoriva, 7/A

Bologna. Osteria del Sole, Vicolo dei Ranocchi, 1/D

Palermo. Vinoveritas, via Sammartino, 29

36 Commenti

  1. Ciao Cri,
    Se a questo giro, l’aver salutato Roma dopo pochi giorni non mi ha generato nessun tipo di nostalgia, anzi….devo dire che questa tua splendida e lucida dichirazione d’amore stava quasi facendomi venire voglia di tornare indietro in fretta per un’altra sbicchierata delle nostre! 
    Poi, in un attimo, mi son sollevato al solo pensiero del Bracarense, il bar che qui a Rio svolge esattamente i ruoli da te descritti. 
    È proprio vero siamo animali da bar…eppur io ci provo ad andare in altri posti, mi sforzo, ma nulla da fare, torno sempre in quei pochi che amo perchè sono casa e vacanza, sono la stanza da letto dell’infanzia, ma anche tutto il tuo passato da adulto.
    Un’ annotazione, nei miei bar preferiti non sono mai mancati grandi  lavagne o menu appesi alle pareti e legno usato, ben consumato!
    T’aspetto al Braca qui a Rio, ma come ti ho detto ieri quest’anno la classica sbicchierata natalizia a Roma non me la perdo! Si perchè il Goccio a Natale è una di quelle cose che non si possono lasciare per strada!
    Ciao
    Nic

  2. Racconto bellissimo, divertente anche se a rileggerlo mi sembra di intavedere un velod i nostalgia.
    Sono daccordo con te il Bar che per me è il goccetto rappresenta un luogo dove ti puoi ri fugiare riuscendo a stare solo pur circondato da una festosa moltitudine oppure arrivare senza essere annunciato e sentirti a casa.
    Quante belle serate e quante belle bevute.
    Secondo me un’altra cosa bellissima del Bar è offrire e ricevere in offerta…. una meravigliosa abitudine che contibuisce ad aumentare o a far nascere la passione per il buon bere.

    Appena mi sarò liberato dal dannato morso della sciatica mi vengo a fare un bicchierino.

    Brava blacky

  3. … oppure , per non rendere ai più disdicevole il titolo , dico agli appassionati del genere, ci poteva stare , in un impeto di ottimismo meno nostalgico : “fate sesso al wine bar” … (faccina che ride…)

  4. ha risposto a Gennaro Maglione: Di Roma ho voluto mettere solo il Goccetto perchè il mio cuore è lì. La Barrique è di sicuro uno dei locali che preferisco, ci sono andata anche pochi giorni fa a pranzo e sono stata veramente bene. Ciao Gennaro!

  5. ha risposto a vinogodi: a tal proposito ricordo un Wine Bar, di cui non faccio il nome per discrezione, dove nottetempo se ne cadde il lavandino in bagno, a proposito di sesso…Io non ero in bagno comunque, non partecipai alla divertente combriccola. La grande esclusa, come sempre! Ciao Vinogodi!!!!

  6. Chapeau Black Mamba! Un post molto bello, pieno di spunti e riflessioni che mi trovano pienamente concorde.
    P.S. A Milano fai un passaggio all’Enoteca Isola, in via Sarpi. Credo ti piacerà 🙂

  7. Proprio così, al Goccetto ci si sente a casa (a volte anche troppo, nel senso che non te ne vorresti più andare) e tu l’hai descritto molto bene!
    Sono molto curiosa di leggere i commenti di Orazio & Andrea…

  8. Non posso esimermi da un commento, essendo cliente del Goccetto dal 1983. Concordo con quanto dice Daniela, in più vorrei sottolineare come la lista della mescita ideata da Sergio è fra le migliori che abbia mai visto, e non solo in Italia.

  9. Ciao Cri, un pezzo bellissimo…..
    Mi hai fatto tornare alla mente tanti di quei ricordi, che accompagnano la mia Vita e le mie passioni.
    Quando eravamo piccole, io e mia sorella, il sabato pomeriggio, andavamo sempre in Trattoria o a Bottega (prima, familiarmente, la chiamavamo così) per andare a trovare il grande “Armando” ed a prendere papà. Entrando, nella sala, dopo la chiusura della cucina, trovavi sempre, tanti clienti-amici che giocavano a carte e fumavano con mio nonno e nel mezzo del tavolo, non mancava mai la “Fojetta” o il “Tubbo” , le caraffe che si usavano all’epoca per il vino. Poi, seduta più in là, sempre da sola, c’era una vecchietta (forse una Black Mamba di quei tempi) che con il suo “quartino” e gli occhi felici si godeva quel momento di estraneità dal mondo e nello stesso tempo di convivialità!
    Ecco, penso che più di ogni cosa, in quest’Italia di oggi, manchi quella semplicità del ritrovarsi, che dava e da sapore alla Vita.
    W Sergio ed Anna e W Black Mamba ed i suoi amici che sono anche un po’ i miei!
    Ciao Fabiana

  10. Casa!!! Questo è semplicemente per molti di noi questo posto… Ha ragione Daniele la mescita è una delle migliori d’Italia, ma noi non ci facciamo neanche più caso, i buoni vini e le buone bottiglie non sono più da tanto tempo il motivo principale di venire qui… Ma le persone e gli amici, ad iniziare dal mitico goccio…

  11. Buongiorno Black Mamba (ma si dovrà dare del lei a un elapide…?); volevo farle sapere che ho letto con molto piacere il suo post – come spesso mi è successo in passato con altri suoi pezzi – e ne condivido lo spirito. Vivo a Bologna, anch’io ho scoperto il Goccetto nel ’95 e da allora è tappa fissa nei miei ormai rari passaggi a Roma. Ma mi scuserà se mi permetto di sostenere che l’Osteria del Sole non esista più, che se ne sia andata con Luciano. Quel posto in vicolo ranocchi me ne sembra una caricatura mal riuscita. Sono d’accordo sull’importanza del passaggio del testimone, da una parte o dall’altra del bancone che sia. Ecco, lì purtroppo semplicemente non è avvenuto. A rileggerla presto!

  12. ha risposto a egio: Benvenuto Egio! Purtroppo io a Bologna transito poco anche se devo dirle che per ricordi del periodo universitario passo sempre a bere un bicchiere all’Osteria del Sole( di pessimo vino, intendiamoci, ma lì non è la qualità che ha mai fatto la differenza). Non conosco la nuova proprietà, anche perchè ho sempre trovato un tale caos da non riuscire nè a parlare nè a muovermi lì dentro. Mi spiace quindi se non si è mantenuta la bellezza intima di quel posto. Era magico, che dolore! Noi andavamo coi pacchetti di mortadella, portavamo il cibo da casa. Si usa ancora lì? E’ ancora permesso? Abitavo lì sopra con altri studenti stranieri, proprio sopra, al terzo piano, in vicolo dei Ranocchi…e mio nonno andava lì a bere il vino quando ero piccola. Dev’essere stato quel profumo di vino sfuso che mi ha contagiato la passione. O forse i geni viziati del nonno…Va bene lostesso! Grazie Egio!

  13. ha risposto a Cristiana Lauro: Capisco, ho passato molte ore meravigliose all’osteria del sole, specialmente negli orari di “semi-chiusura” (ricordi, la serranda mezza abbassata, Luciano che decideva chi entrava e chi no…), purtroppo lo spirito del luogo è svanito. Sì, si può fare quello che dici, ma mi sembra tutto, come scrivevo, a livello caricaturale, senz’anima. A uso e consumo della clientela nuova che ha scoperto il posto e lo ha scelto come trendy. Io, personalmente, non riesco più a metterci piede, ma ovviamente gioca una componente emotiva. A proposito, ricordo tra l’altro di aver frequentato in un periodo un appartamento sopra l’osteria, quasi all’angolo con via orefici, dove studentesse straniere (svedesi? olandesi?) davano feste “importanti”. Erano i primi anni ’90 e l’osteria era di fatto il mio secondo Studio (spesso anche il primo). Grazie dell’invito a un bicchiere, quando passo al Goccetto lo beviamo senz’altro. Ma ti toccherà permettermi di ricambiare l’invito in caso di tuo passaggio su Bologna.

  14. Bel racconto Black Mamba! Malinconico ma pieno e sentito, vero. Condivido l’esortazione. Se poi al wine bar ci incontro belle donne che capiscono di vino meglio ancora.

  15. ha risposto a egio: Intanto suggeriscimi un ottimo wine bar a Bologna. Ripeto, vado poco ultimamente, però ovunque voglio i miei punti di riferimento. Ciao Egio! P.S le feste cui partecipavi non erano a casa mia…io avevo solo maschi inglesi e tedeschi, uno più brutto dell’altro! 😉

  16. ha risposto a Marco M.: Grazie Marco. Sulle belle donne che capiscono di vino non saprei. Io non ne conosco. A parte la sottoscritta, ovviamente! Ah!ah!!!

  17. ha risposto a Cristiana Lauro: a Bologna, come saprai, il panorama enogastronomico non è dei più esaltanti. Comunque, per l’ambiente conviviale, la rinnovata e appena riaperta enoteca italiana si avvicina allo spirito giusto; guardando esclusivamente al bere, Divinis permette di togliersi già diverse soddisfazioni, ma il clima non è all’altezza della carta, un po’ tristanzuolo. Carini fuori dal centro Zampa e il Soulwine. Ma personaggi del calibro di Luciano del Sole e di Marione della Marièina di Via san Felice non si inventano e mancano a tutti. Io spesso mi arrangio pescando qualche bolla di livello in cantina e portandola con me alla Bottega, dal grande Dandy, a raccontarci un po’ di stupidaggini.. A presto, certo!

  18. Dimenticavo, il posto più “vero” del vino a bologna, rimane sempre l’aperitivo da Sauro in via Petroni, la vecchia drogheria Calzolari. Anche qui più per il clima che per il vino in mescita. Ma le bottiglie buone ci sono…

  19. ha risposto a egio: Sauro è un mito! Concordo pienamente. Divinis è un po’ triste è vero, però in effetti non è male. Comunque da Divinis non sento quel clima di cui parlo nel mio pezzo e mi pare di capire che siamo in due a pensarla così. L’Osteria Bottega mi piace molto, non ha una gran carta dei vini ma si sta benissimo e si mangia molto bene. Comunque a Bologna la ristorazione è un mezzo disastro. Che peccato!…davvero! Ciao Egio, nuovo amico di Black Mamba ;-)))

  20. cara cristiana sono stato solo una volta al goccetto,con altri amici,fra cui una storica frequentatrice,chiara.Ottimo.Però,qualche vino del territorio?Bianchi,qualche cesanese.Viva il qualche chilometro.Ma alle tre fontane pare che i certosini facciano il vino.Condito dallo smog della cristoforo.Alfredo

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