Wine Experience. Venite a vedere quant’è buono Vega-Sicilia!

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Anche oggi la sala è piena, mille persone da tutto il mondo in religioso silenzio, attente e composte. Marvin R. Shanken, editor and publisher di Wine Spectator fa gli onori di casa e dirige il palco con simpatia e disinvoltura, come se diretto a sua volta dalla più seria delle regie teatrali. Qualche risata di gusto perché l’umorismo non manca e molti applausi sentiti, sinceri. Non c’è niente da fare, questa è la manifestazione di vini più importante del mondo e l’organizzazione è ineccepibile, invidiabile direi!

In una selezione mista ho provato un eccellente Syrah riserva 2006 australiano, della cantina Greg Norman e altri vini non degni di nota. D’altra parte oggi la mia attenzione era focalizzata su Pablo Alvarez che ci ha presentato il mitico Bodegas Vega-Sicilia Ribera del Duero Unico Gran Riserva 1994. Alvarez ha subito chiarito, per chi non lo sapesse, che Vega Sicilia è un vino spagnolo e non è prodotto con uve da nero d’Avola. La platea ha sorriso mentre io sono stata colta da un attacco di ridarella incontenibile. La battuta era pedestre ma efficace. Vega-Sicilia Unico 1994 è un vino meraviglioso, stupefacente, mi ha lasciata senza parole. Avevo assaggiato proprio ieri un ’85 molto buono ma ricordo anche alcune bottiglie un po’ evolute e soprattutto con uno stile molto concentrato non corrispondente al mio gusto. Questo ’94 è un accordo perfetto di eleganza, grande materia e piacevolezza al tempo stesso. Un vino che riesce a coniugare impegno, sostanza e levità, che potrebbe sembrare un ossimoro ma non lo è! Ancora percettibili i tannini giovani, ma quest’annata avra’ vita lunghissima dinanzi a sè. Per me questo è stato uno dei migliori vini degustati negli ultimi tempi.

La seduta di degustazione è poi proseguita con la performance di 4 chef autoctoni, per usare un termine a noi caro e Thomas Matthews, executive editor di Wine Spectator ci ha introdotto: Charlie Trotter, dell’omonimo ristorante di Chicago, Josè Andres, del ristorante Jaleo di Washington, Emeril Lagasse, dell’ Emeril a New Orleans e infine Daniel Boulud del ristorante Daniel di New York. I Fantastici 4 hanno presentato sul palco le preparazioni ognuna abbinata a due vini selezionati da Wine Spectator e dagli stessi chef. Mi astengo dal commento ai piatti non essendo io un’esperta gastronoma ma solo una grande mangiatrice. Riguardo agli abbinamenti segnalo invece un vino bianco spagnolo: R. Lopez de Heredia Vina Tondonia Rioja White Ris. 1993. Ecco un bianco di quasi vent’anni che mi ha dato una gioia! Gli altri vini non degni di nota, compreso il Condrieu di Guigal 2009 decisamente scomposto e quando scomponi la semplicità il risultato che ottieni è inutile in quanto banale. Vero e proprio show questo dei grandi chef, divertente assai e molto interessante per la scelta a volte estrema dei vini in abbinamento…

Le degustazioni della prima giornata

33 Commenti

  1. …straordinaria esperienza … o no? Magari non è necessario andare oltreatlantico per bere a questi livelli . Se Black Mamba nelle sue scorribande si fermasse appena di là dagli Appennini Tosco-Emiliani non rimarrebbe meno soddisfatta , anche senza lo shopping a Manhattan…

  2. devo dire che per il momento nulla di straordinario. O meglio dall’elenco della due giornate non mi sembra sia sia bevuto granche di diverso che si ossa comprare dal listino Gaja Distribuzione o Sarzi. Provo tuttavia una grandissima invidia per Cristiana e Nicola perchè ci vorei stare anch’io a NY.
    L’unica grande curiosità è la foto di apertura Cristiana dove alloggi. Hudson, Grattacieli in lontananza. Piano della stanza non altissimo sono davvero curioso, Meatpacking district?

  3. ha risposto a jovica todorovic (teo): Grande Teo! Io sono stato un poco meno diligente di BM. Mi son fatto solo il tasting del primo giorno anche perché poi la sera mi toccava lavorare al banco! E mi sono rilassato con delle bellissime camminate a Soho e al Village! Bello, molto bello!
    Ciao,
    Nic

  4. ha risposto a vinogodi: Caro Vinogodi, in effetti come avrai letto, non ho bisogno di andare li’ a bere certi vini, spesso bevo ancora meglio, soprattutto su Bordeaux che leggerai presto. però ti garantisco che degustazioni così in giro io non ne ho mai viste. L’organizzazione è ineccepibile!

  5. ha risposto a Il Guardiano del Faro: Aspetta Bordeaux…e comunque sai meglio di me che Oenoteque e tutti i bortdeaux di cui parlerò li ho bevuti nell’ultimo anno più volte senza dover partire per NY. Ma la degustazione seduti coi produttori presenti(tutti!), la stampa mondiale e un servizio invidiabile non la sanno organizzare qui da noi. Purtroppo è così!

  6. ha risposto a vinogodi: E’ un gran bell’evento, spostano il culo i produttori di tutto il mondo, Baroni e baronesse in primis. Quando li bevi da noi servito e riverito questi vini? E soprattutto con i produttori sul palco che divertono invece di far dormire!

  7. ha risposto a Il Guardiano del Faro: Peccato siate così schizzinosi. a me Bordeaux continua a mandare al manicomio, trovo terribile questa posizione estremista. Stiamo parlando dei più grandi vini del mondo! Oppure fuori dalla Borgogna non vedete altro?

  8. ha risposto a Il Guardiano del Faro: Ma lo sanno tutti chi? i tuoi condomini? Bordeaux fa dei vini della madonna, i migliori del mondo insieme alla Borgogna. Sei troppo curva sud, prendi posizioni estreme e manchi di flessibilità, a differenza mia. Comunque Montalcino e le Langhe non hanno fatto degustazioni guidate, solo banchi di assaggio…L’unico che ha accesso a quel palco è Angelo Gaja e con Sperss 99 ti garantisco che ci ha fatto fare un figurone. Certo tu preferisci di sicuro Cappellano, invece io bevo Gaja, guarda un po’!

  9. ha risposto a Cristiana Lauro: ..non posso parlare per ilG uardiano del Faro perchè … non sono Lui . Però neppure tu , Cristiana , non generalizzare. Io adoro Bordeaux , sono nato enologicamente con Bordeaux e cresciuto con i vini di quella regione . Dei 3000-4000 Premiers ereditati dal nonno rappresentanti epoca da fine dell’ottocento a fine anni sessanta , non me ne rimangono che poche centinaia , in cantinetta ; il resto evaporato nelle mie capaci cavità orofaringee…pensi che non conosca e apprezzi Bordeaux? …

  10. ha risposto a Cristiana Lauro: PS: fra pochissimo su Doctor Wine ci sarà un resoconto di una piccola bicchierata recente proprio su Bordeaux , dacci un’occhiatina… ‘na roba semplicina , ma solo per renderti edotta di cosa significa bere Bordeaux … e di quelle ne faccio una mezza dozzina all’anno, solo sui gioielli della Gironda…

  11. ha risposto a vinogodi: Caro Vinogodi, sicuro che ti piaccia Bordeaux, ci mancherebbe! E’ il Guardiano che mi fa arrabbiare quando fa l’estremista. Non possiamo liquidare Bordeaux con un “anche no”. a parte che l’espressione è terribile, una sorta di anacoluto televisivo che mi fa venire l’orticaria, ma stiamo parlando dei più grandi vini del mondo, un po’ di rispetto! Se lo pizzico, quel briccone… Comunque non avere dubbi che leggerò la tua degustazione su Doctor Wine, leggo sempre quando si parla di grandi bottiglie. Ciao!!!

  12. Ciao Cristiana,
    Ogni tanto mi faccio sentire…..
    6 mesi fa ti avevo scritto che l’unico vino spagnolo ad alto livello fosse il Vega Sicilia.
    Mi avevi risposto che non era tra i tuoi preferiti…..
    Mo’ invece è eccezionale:
    Insomma so vino ti piace o no? 🙂

  13. ha risposto a Luca Pannzio: Ma che domanda è Luca? Questa bottiglia mi è piaciuta molto e altre molto meno. Annate diverse, bottiglie diverse. Vivete sempre nel timore di non apparire coerenti. Io non ho questo genere di paura, forse sono troppo sicura di me ma non ho paura di cambiare opinione. In questo caso comunque non l’ho cambiata perchè Vega Sicilia Unico 94 non l’avevo mai bevuto. A me piace Monfortino come a tutti credo, però il 2001 non mi ha fatto impazzire. Davvero, non capisco dove sia il problema. Vega Sicilia non è un vino in cima alle mie preferenze ma io quando assaggio (essendo una brava degustatrice, mio caro!) non ho pregiudizi. Magari non lo ordino a cena quando sto per i fatti miei ma è un altro paio di maniche. Io non ho paura di cambiare opinione, di sembrare incoerente e nemmeno di essere stupida. Guarda un po’! Ciao Luca ! 🙂

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