Finocchiona. Una volta ti infinocchiava, ora sarà protetta

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A un passo dal traguardo europeo la Finocchiona, il salume toscano che ha chiesto il riconoscimento comunitario di Indicazione Geografica Protetta. L’iter prevede, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del disciplinare proposto dal Comitato promotore della Finocchiona Igp, il suo invio a Bruxelles e, in caso positivo, l’iscrizione nel Registro europeo delle Dop, Igp e Stg.

Una volta completato il percorso del riconoscimento, potranno avvalersene tutti i salumi prodotti con carni di qualità e di filiera controllata come il suino pesante tipico degli allevamenti del centro e del Nord Italia e dalle carni della cinta senese, razza autoctona toscana in attesa di essere riconosciuta come Dop.

Quanto all’origine del nome Finocchiona, prodotto dal caratteristico aroma di finocchio, presente  in semi o in fiori nell’impasto, questa è la versione che ne dà il sito dell’Antica  Macelleria Cecchini, autentica istituzione toscana: “Quando il vino si vendeva sfuso i buongustai assetati peregrinavano di fattoria in fattoria, di contadino in contadino alla ricerca del Chianti migliore. Per questo scopo, unica via piacevole era l’assaggio che per educazione il venditore faceva accompagnare da una fetta di pane e finocchiona, nostro salume tipico. Ingannato dal seme di finocchio messo nell’impasto della finocchiona, il cliente era inebriato dalla bontà del vino e si faceva “infinocchiare”, termine poi rimasto nella lingua italiana. Infatti il seme di finocchio ha la grande virtù di ingannare il palato e rendere buono anche il vino scadente. Di fatto, magari il vino era comunque buonissimo, ma pane e finocchiona e un buon bicchiere di Chianti non ci si fanno levare da nessuno”. Accadrà sicuramente anche questa volta con l’Europa!

[Fonte: Corriere Toscana, dariocecchini.com Foto: dariocecchini.com]

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