La Gdo in tempi di crisi e il marketing del volantino

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Non finiscono tutti nel secchio della spazzatura. Anzi. Pare che siano il più potente strumento di marketing in questi tempi di crisi. Sono i volantini, quelli con cui la Gdo fa conoscere soprattutto sé stessa (e a margine pure gli sconti del giorno).

Per il consumatore sono un bollettino sulle opportunità del momento. Per il supermercato che glielo ha infilato nella buca delle lettere o glielo ha postato sotto il tergicristallo dell’auto è uno specchietto delle allodole nella speranza (vana?) che insieme alla merce scontata metta nel carrello quello che scontato non è. Speranza per la quale il mondo dei venditori al dettaglio, giura Nielsen, è disposto a spendere 1 miliardo di euro.

“Nell’attuale contesto economico caratterizzato da forte turbolenza, competizione e sempre più spinta e consumi che stentano a crescere”, assicura la società di indagini di mercato, “la ricerca della convenienza da parte del consumatore è diventata la prima variabile dello shopping e il volantino rappresenta un elemento centrale per la generazione di traffico nel punto di vendita”.

Non sappiamo, a dire il vero, se va a finire proprio così. Resta infatti un dubbio: una volta varcata la soglia, il consumatore con il volantino sotto il braccio compra anche qualcos’altro? Ne sapremo di più (e ve lo racconteremo) dopo il convegno “Promozioni efficaci? Il volantino: istruzione per l’uso”, in programma per il 24 febbraio al Campus Università di Parma.

Nel frattempo, se proprio dobbiamo gettarlo, facciamolo nel cassonetto giusto!

[Fonte: nielsen.it Foto: romatoday.it]

 

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