De Santis a Roma, Molaro a Firenze, De Benedectis resta a Napoli

Il valzer degli chef parte da Firenze e da Rocco De Santis e continua a ridisegnare la mappa della ristorazione italiana. Il risiko degli chef è ufficialmente partito con nuove aperture, addii importanti e movimenti sospetti. Tra incastri che iniziano già a delineare scenari futuri, la ristorazione italiana vive settimane da vero Totochef, dove ogni mossa può cambiare gli equilibri.
Notizia confermata tra Firenze e Roma. Rocco De Santis, che ha lasciato Santa Elisabetta di Firenze per approdare a Roma. Lo chef che aveva conquistato due stelle Michelin al ristorante dell’Hotel Brunelleschi dove aveva conquistato due stelle Michelin in appena due anni va al Grand Hotel Flora, sotto l’orbita Marriott International, a Roma. Al Corriere della Sera De Santis ha annunciato l’apertura al settimo piano dell’hotel di due ristoranti. Uno più casual, un all day dining per combinare cucina italiana e mixology. Tra i piatti in menu, cita Partenope, un grande raviolo col ragù napoletano. L’altro ristorante è quello che si definisce gastronomico o gourmet e che con tutta probabilità proverà a portare a Roma 1 se non 2 stelle Michelin (anche se le stelle non seguono lo chef). E qui ci saranno suoi piatti signature come la Triglia in crosta di pane allo zafferano.
Quale chef va al Santa Elisabetta al posto di Rocco De Santis

Ed è proprio qui che il gioco si fa interessante. Chi prenderà il posto lasciato vacante da Rocco De Santis al Santa Elisabetta chiamato a difendere le 2 stelle Michelin conquistate? Non ci sono ancora notizie ufficiali, ma i rumors dall’Arno dicono che in zona si è visto Giuseppe Molaro. Lo chef, pupillo di Heinz Beck – tra l’altro al ristorante tristellato La Pergola di Roma – ha annunciato la chiusura del suo stellato Contaminazioni a Somma Vesuviana (vicino Napoli) lasciando spazio a nuovi progetti ancora top secret. In effetti, a dare voce ai rumors ci sono state più storie su Instagram postate da Molaro in viaggio per Firenze. Coincidenza? Vacanza? O primi contatti per raccogliere l’eredità lasciata da De Santis?
Marco Infante apre un ristorante – pasticceria

A Napoli, dove qualche voce aveva dato proprio in arrivo Rocco De Santis per via degli hotel che rientrano nel Salvatore Naldi Group – proprietario del Flora, una pasticceria ha deciso di aprire un ristorante. È Marco Infante pronto a sorprendere con un nuovo progetto a Posillipo, nella cornice del Parco Virgiliano. Il progetto è di un ristorante dove la tradizione partenopea incontra il suo mondo dolce, con uno sguardo deciso anche alla mixology. Una svolta significativa. Ai fornelli arriva Ivan De Benedictis, fresco di addio allo storico Ciro al Borgo Marinaro. Una scelta che fa rumore e che lascia intuire un progetto ambizioso.
Cosa succede in Cilento

Più lineare, ma non meno significativo, il movimento di Luigi Coppola che ha lasciato Casa Coloni, a Paestum, per approdare da Aquadulcis, Vallo della Lucania. Qui prende il posto di Vincenzo Cuculo, che a sua volta ha già annunciato la nuova destinazione: il Mater Terrae, all’interno del Bio Hotel Raphaël 5 Stelle Relais & Châteaux a Roma.

A metà aprile si accende un altro far sul mondo dei ristoranti stellati. Cristian Torsiello, infatti, è pronto a inaugurare il nuovo corso di Osteria Arbustico. Il nome resta, ma cambia tutto il resto: nuova location in un antico opificio, a metà strada tra la stazione e i templi di Parco Archeologico di Paestum. Qui Torsiello ridisegna l’esperienza: a pranzo un bistrot più diretto, legato al territorio; la sera, nella stessa sala, prende forma il gastronomico. Un doppio registro che racconta una visione sempre più completa.
Il mega ristorante distopico

Proprio oggi apre a Eboli il ristorante Somnium di Pasquale Trotta che ha immaginato e realizzato un progetto radicale e contemporaneo. Un ristorante che si muove su coordinate quasi oniriche, tra suggestioni futuristiche e atmosfere distopiche, per mettere in discussione le convenzioni del “mangiare fuori”. Pasquale Trotta porta con sé un bagaglio internazionale importante, ma anche una base solida: quella dell’azienda di famiglia, Trotta&Trotta Quality Banqueting. E qui prova a trasformare tutto questo in qualcosa di personale.
Un intreccio di movimenti – da Rocco De Santis a Giuseppe Molaro e Cristian Torsiello per restare agli “stellati” – che conferma quanto la ristorazione italiana sia in continua evoluzione, con nuovi equilibri pronti a ridefinire identità e territori. Soprattutto un affascinante effetto domino che racconta molto più di semplici cambi di brigata: è un sistema in movimento, dove ogni scelta apre scenari e possibilità. E mentre alcuni tasselli sono già al loro posto, altri restano ancora da scoprire. Il Totochef di primavera è appena iniziato.




