Vini bianchi GDO. Primi Verdicchio di Matelica e Vermentino di Maremma

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Seconda puntata degli assaggi dedicati ai vini tipici degli scaffali della grande distribuzione. Le indicazioni sul campionamento sono quelle già pubblicate per i vini rossi per cui non resta che raccontarvi l’esito.

Il panorama in bianco nella GdO rispecchia quello già descritto, vini quasi sempre anonimi e molto tecnici in cui è difficile rintracciare la varietà e la regione di provenienza. Quello che manca del tutto è un accenno di personalità, o almeno di sapore, che possa collegare il vino a una qualsiasi entità riconoscibile, zona o vitigno sono i candidati più ovvi ma evidentemente non per chi pensa (perché non si tratta di vini spontanei) i prodotti destinati a un consumo di massa.

Un vero peccato perchè, a mio modestissimo parere, un uso più mirato e preciso delle infinite risorse che la tecnologia enologica oggi mette a disposizione degli enologi permetterebbe di mantenere bassi i costi elevando il livello qualitativo.

La nostra valutazione, espressa come al solito in scatti, è meno spietata della mia analisi generale perché i vini che ci sono piaciuti di più sono prodotti da aziende che vendono sia alla grande distribuzione sia alla ristorazione e che sono presenti nelle principali guide di settore.

Ecco comunque i risultati.

Belisario, Verdicchio di Matelica 2010. Colore giallo paglierino, naso fruttato e dinamico, preciso. In bocca sapido e aromatico con bella struttura, composto e fresco. 2 scatti

Terenzi, Vermentino Maremma Toscana Igt 2010. Colore paglierino, naso nervoso e sapido, il frutto è preciso. In bocca tecnico e fresco. 2 scatti

Sant’Andrea, Riflessi Circeo Doc 2010. Colore paglierino, naso tecnico e corretto con decisi sentori di lieviti caramellati e mela verde. In bocca semplice e corretto, beverino ma scolastico. 1 scatto

Villa Chiopris, Sauvignon blanc 2010. Colore giallo paglierino. Naso fresco ricorda in maniera tecnica la varietà. In bocca è acidulo e quasi brillante con discreta piacevolezza. D’estate in riva al mare pensando ad altro magari… 1 scatto

Tralcio Antico, Grecanico Sicilia Igt 2010 (Settesoli per Carrefour). Colore tenue, naso ridotto e rustico con una nota di gomma. In bocca salmastro e sulfureo.

Settesoli, Grillo Sicilia Igt 2011. Molto tecnico sotto tutti i punti di vista, colore quasi bianco carta e naso correttamente anonimo. All’assaggio inizia bene ma chiude con un finale un po’ pesante e sgarbato.

Ca’ Visa Pinot bianco delle Venezie. L 11353: campione senza annata indichiamo il numero di lotto, colore bianco che più bianco non si può. Al naso manca freschezza e all’assaggio sostanza.

Pacena Verduzzo frizzante. LB 015, altro campione senza annata di cui indichiamo il lotto. Colore pallido, naso non svolto. Effervescenza poco brillante, note molto tecniche all’assaggio che potrebbero dare un risultato accattivante.

Mottura, San Severo Doc 2009. Campione poco felice a causa dell’età, note surmature e ossidate sia al naso che all’assaggio.

[Foto: thefinewinecompany.co.uk, Gambero Rosso]

6 Commenti

  1. come vedete spesso costano anche meno… quello che è interessante è vedere come in gdo si possa anche bere discretamente a prezzi piccolissimi… sono solo campionati diversi, con regole differenti…

    • Da qualche parte si trova ancora il Verdicchio di Matelica 2010 Belisario (in bottiglia ad anfora) esattamente al prezzo indicato: ne ho una bottiglia che devo ancora aprire. Quello assaggiato nel post è in realtà il Verdicchio di Matelica Terre di Valbona 2010 sempre di Belisario, come si vede dalla fotografia, che costa meno di cinque euro.

  2. …mumble, mumble… riapprezzo lo spirito di sacrificio e stavolta mi complimento, soprattutto rivolto agli scriventi e al loro concetto di servizio al lettore…

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