Foodblogger. Carlo Cracco e Benedetta Parodi dopo Fabio Fazio secondo voi

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Il diavolo e l’acqua santa. Troppo scontato se metti insieme Carlo Cracco e Benedetta Parodi a confrontarsi in Tv. La strana coppia è stata sulle poltroncine di Fabio Fazio a Che tempo che fa in una puntata che il conduttore non potrà mettere nella hit nonostante la presenza di Renzo Arbore.

Diminuiscono nella fascia prima del serale gli ascolti di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, che non va oltre i 2 milioni e mezzo di telespettatori, nonostante le presenze di Benedetta Parodi e del grande Renzo Arbore.

Ecco, già per un gourmet farà effetto vedere che il traino era Benedetta Parodi e non Carlo Cracco.

Chi ha vinto la schermaglia tra i due esponenti della gastro-televisione, lui giudice inflessibile di Masterchef che ha riacceso i motori con le selezioni della stagione 2, lei conduttrice dalla cucina di La7 e inarrivabile scrittrice di ricette con un paio di milioni di copie vendute all’attivo tra Cotto&Mangiato e Benvenuti nella mia cucina?

Benedetta Parodi, a favore di telecamera, gesticola quel tanto per suscitare simpatia, persino il colore del vestito è in tono con la scenografia nel primo minuto e mezzo di trasmissione. Carlo Cracco è a tratti ingessato, quasi come se non avesse vissuto l’esperienza di Masterchef e il servizio fotografico di moda, e non conquista con i continui gesti di dissenso.

Il punto di partenza è scontato: uno è chef, l’altra sa cucinare, non è chef.

Sono agli antipodi: Carlo è l’alta cucina, Benedetta è la cucina di tutti i giorni.

La vera notizia è il fuori onda.

Benedetta Parodi racconta che ha detto a Carlo Cracco prima di entrare in studio come fa il pollo con le patate in busta sbriciolate (e ci vuole coraggio). Fabio Fazio invece cita Emanuele Trevi, uno dei più significativi critici letterari italiani, ospite in una puntata precedente, che prima di entrare in trasmissione ha sostenuto che uno dei libri che gli ha cambiato la vita è stato Cotto & Mangiato (lo ascoltate al minuto 3′:50”) perché è un libro utile per chi non sa far niente, non dà per scontato niente.

Detto mentre parlava di Pasolini, Trevi sdogana definitivamente tutti quelli che hanno nascosto la copia in un antro oscuro della libreria.

Cracco  infierisce con il suo augurio di migliorare dopo la lettura del libro parodiano. Ma tant’è, dalla Parodi bisogna partire “in un percorso che porta a lui” (cit.). Quasi senza pudore.

Il resto scorre tra la necessità di sapere cos’è un pinolo tostato (Parodi), di avere il salame e formaggio in frigo (Cracco), di rivendicare l’essere autodidatta (Parodi), di non amare la panna nei piatti salati (Parodi)

Poi abbiamo scoperto che c’era un tempo in cui Benedetta Parodi non usava precotti, surgelati, congelati, pronti all’uso e che Carlo Cracco fa merenda come tutti quelli che lavorano.

Restiamo in dubbio se la pasta al pomodoro sia migliore quella di Cracco o quella della Parodi (?!), mentre siamo sicuri che a Cracco non gliene frega nulla dell’invidia che ha scatenato tra i suoi colleghi – “non so e non me ne curo” – per essere diventato personaggio televisivo e che la Parodi confeziona “piatti furbi” realizzati con scorciatoie.

E sulla chiusura del menu di Pasqua con l’abbacchio strofinato della Parodi e le tante uova di Carlo Cracco, vi rimandiamo a qualche scritto della rete, certi che sul risultato finale dell’amabile scontro peseranno la quantità dei lettori/spettatori della Parodi e la qualità della buona cucina di Carlo Cracco per i pochi che avranno avuto la fortuna di assaggiarla.

1. Per sapere come si fa l’uovo alla Cracco, quello del come se fosse impanato, seguite la ricetta di Elena (che partecipa al contest di aprile di Cuoco Personale e non sembra interessata al dibattito di Che tempo che fa).

2. Leggetevi il “ripigliatevi” di Nena che ha da dirne sia a Carlo Cracco che a Benedetta Parodi.

3. Coquinaria, sulle categorie cucina complessa, cucina buona e cucina furba

4. E’ di qualche giorno prima e non partecipa alla discussione, ma a un contest di Un’acciuga al giorno, la ricetta di Menù Turistico presa da Carlo Cracco. Risotto con acciughe, limone, cacao al peperoncino. Non si sa mai doveste fare una gara con Benedetta Parodi.

P.S. Sempre che non finisca come il confronto tra la gioiosa macchina da guerra contro il cavaliere nero. Ma chi se lo ricorda più?

16 Commenti

  1. Usare quello che c’è … nella stagione.
    Ha mille ragioni Cracco!
    Povera Italia se continua con il pensiero della Parodi. ‘Convenience food’ … è come gli USA negli anni 50. Solo che noi adesso siamo nel 2000 … dove il glummato si sa che è veleno! Le scorciatoie della Parodi sono veleno per la salute.
    Anch’io cucino tantissimo in casa e non sono una chef … e non faccio mai uso di dado … e di surgelato uso solo i piselli. E cucina in maniera molto ‘veloce’ … non è vero che ‘veloce’ sia sinonimo di ‘scorciatoio’.

  2. Toh! E chi se lo aspettava di avere un post pingato da voi!!!! Grazie dell’onore!! Sì, effettivamente me ne importa il giusto del raffronto Cracco/Parodi, anche se la Parodi, coi suoi fagioli in scatola e le patate comprate già cotte, mi fa piuttosto rabbrividire… Avevo voglia di provare ‘sto piffero di uovo per vedere se era davvero così geniale e l’ho fatto. Punto. Si impara da tutti, dai grandi (anche un po’ spocchioni) e dai simil Parodi (e ce ne sono più di quanti si possa immaginare), magari con qualche aggiustamento (le patate me le lesso ed i fagioli me li tengo in ammollo e me li bollo con l’aglietto e la salvia che sennò sanno di bicarbonato a palla!!), l’importante è trovare la propria strada, secondo le propie convinzioni ed i propri gusti. E mettiamoci anche quelli, i gusti dico, delle persone per cui si cucina… Elena pensiero di Pasquetta per chi cucina in famiglia e non ha altro tipo di ambizione se non far rimanere la suocera a bocca aperta per lo stupore e di stucco quella tal moglie dell’amico del marito che vuol fare da maestrina e poi tanto maestrina non è, visto che non sa neppure di cosa parla…Da lei mi rifiuto di imparare… Ri- Toh!

  3. Mi è parso che Cracco stesse mordendosi le labbra per non risultare snob ed impopolare (visto il seguito della Parodi) , cmq orripilato da quel che sentiva… GIUSTAMENTE….
    Che vi devo dire se l’alfabetizzazione culinaria passa per la Parodi allora stiamo messi malissimo

  4. Mandate Benedetta Parodi a Masterchef e Carlo Cracco a La7. Guadagnano in un sol colpo i concorrenti, i telespettatori e le trasmissioni 👿

  5. Tra i due non saprei dire chi e’ peggio onestamente… la di lui boria supera la sua altezza, la di lei semplicità’ la rende immediatamente più’ simpatica. E non giriamoci attorno: la gente non cucina a casa come vorrebbe si cucinasse Cracco ma cucina in modalità Parodi e va al ristorante quando vuole mangiare cose diverse, raffinate e, spesso, disgustose. Detto questo, mi aspetto una collaborazione tra i due visto che ormai Cracco e’ più prezzemolino di Barbara D’Urso, evidentemente in cerca di fama/notorieta’/soldi facili che solo la televisione può’ garantirti… lo chef stellato e genio che si abbassa alla televisione per fare proseliti e soldi.

  6. beh, non aggiungo altro, tutto quello che avevo da dire in proposito l’ho già scritto. a questo punto posso solo ringraziarti per la menzione, fa immensamente piacere vedere che ogni tanto le considerazioni e i pensieri non si perdono nella rete 🙂

  7. Sono su due pianeti diversi, mi piacciono entrambi da vedere, ma da uomo che si diletta in cucina preferisco un piatto di Cracco venuto non benissimo che piuttosto uno della Parodi perfetto, si parte dalla Parodi per evolvere verso il Cracco.
    Gian…

  8. credo che la Parodi vada bene per chi inizia a cucinare, mentre Cracco per gli esperti, non tutti preparano piatti così elevati, però se ami cucinare almeno una volta nella vita li devi provare. Anche se devo dire che non amo molto ricette con scritto prendete la pasta frolla già pronta….ma a volte per questioni di tempo lo faccio anche io. Inoltre l’uovo fritto di Cracco è straordinario! l’ha preparato una mia amica è una vera goduria! e non è difficile come dicono! ora lo devo provare anche io!

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