Pastiglie di zafferano, una speranza per le malattie rare della retina

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Lo zafferano non è solo quel prelibato condimento che rende il riso una bella esperienza gustativa. E’ anche un amico degli occhi e non è una novità.

Le qualità antiossidanti di questa spezia sono note così come il suo impiego nel contrasto delle malatie degenerative della retina, organo tra i più avidi di ossigeno e per questo soggetto ai danni provocati dai radicali liberi. Non solo. “Oltre ad essere un potente antiossidante”, come spiega la dottoressa Silvia Bisti dell’Università dell’Aquila, capitale dello zafferano, che ha condotto una sperimentazione sulla cura della degenerazione retinica insieme al dottor Benedetto Falsini, oculista del Gemelli di Roma, “sembra agire positivamente sulla retina in quanto riesce ad attivare alcuni geni che lavorano appunto alla protezione del tessuto”.

Dalla pianta che regala il condimento giallo-oro proviene una molecola che potrebbe essere utilizzata in futuro per la cura di malattie rare della retina, patologie che degenerano nella cecità e che colpiscono 17 mila Italiani. Una di queste è la retina pigmentosa, responsabile della cecità anche in giovane età o la malattia di Stargardt, patologia ereditaria che danneggia gravemente la vista.

La notizia è stata data nel corso della presentazione al Senato della ‘Rete per la diagnosi e la cura delle malattie genetiche rare della retina” promossa dalI’Istituto no profit Magi, un network di eccellenze cliniche per favorire in tempi rapidi la diagnosi di malattie della retina e il loro tempestivo trattamento.

[Fonte: italiasalute.it, Corriere della Sera Foto: donnamoderna.it]

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