Consigli per battere afa e insonnia ma non la caporetto dei ristoranti

Tempo di lettura: 2 minuti

Conoscete un’altra fonte di informazione (e consigli) più up-to-date quanto si tratta di quotidianità alimentare degli Italiani? Noi facciamo fatica a trovarne e con fatica ne facciamo a meno.

Ecco le ultime, ondeggiando tra consigli e percentuali, nel flusso (continuo) generato dalla più importante delle organizzazioni degli agricoltori.

  1. L’ondata di caldo non arretra. Da Scipione l’Africano a Minosse passando per Caronte, per scongiurare l’insonnia la dieta giusta per i 12 milioni di Italiani con gli occhi incollati alla sveglia depenna caffè, cacao, superalcolici, sale, curry, paprika, pepe, cibi in scatola (contengono troppo sodio), salatini e dado da cucina. E dà il benvenuto ad alimenti che aiutano a rilassarsi come pasta, riso, orzo, pane e cibi con triptofano, un aminoacido che favorisce la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che aiuta a rilassarsi. E cioè cibi con zuccheri semplici come frutta dolce di stagione. Nella lista degli alimenti che favoriscono il sonno vi proponiamo (ambasciator non porta pena) un bicchiere di latte caldo (diminuisce l’acidità di stomaco).
  2. Addio carne e per fortuna che ci sei tu, pasta. Siccome neanche la crisi, come l’afa, arretra, meno carne nel carrello della spesa (6%), pesce (3%), ortofrutta (3%) e piu’ pasta (3%).
  3. Sono i campani i campioni della spesa a tavola. Con 558 euro a famiglia destinati a cibi e bevande, gli abitanti di Campani felix si posizionano agli antipodi dei piu’ parchi abitanti del Trentino Alto Adige (403 euro).
  4. Frutta presto cattiva a causa dell’afa? Le statistiche fotografano una situazione incresciosa: 1 frutto su 4 finisce nel bidone della spazzatura. Il decalogo anti-appassimento prevede: acquisti all’osso di frutta non troppo matura, scelta di varietà con tempi di maturazione naturali e di frutti interi (ad esempio il cocomero che acquistato non frazionato si conserva più a lungo), shopping poco prima di arrivare a casa, con auto climatizzata, cibi sul sedile posteriore piuttosto che nel bagagliaio.
  5. Nella Caporetto vacanziera, in cui solo un Italiano su due va in villeggiatura, l’ennesima cattiva notizia per i ristoratori (e pure per i consumatori) è che solo 1 su 3 consumerà, sotto l’ombrellone o on the road, cibi preparati fuori casa. Gli amici di questa estate dello spread saranno i panini home made e in generale i pranzi al sacco con una netta prevalenza di frutta (74%), salumi (67%) e formaggi (57%) con il pane (70%). Proprio come negli anni Settanta, infierisce Coldiretti, quando le mete del turismo di massa erano più vicine e la sosta pranzo in autostrada conosceva come unico refrigerio qualche alberello e una bottiglia di acqua fredda con l’indimenticabile Idrolitina.

Oltre ad accendere i condizionatori, evitare come la peste il dado da cucina (e non solo d’estate), affogare in un drink i salatini, innalzare il proprio livello di carboidrati, cambiare residenza e comprare la frutta dall’albero, avete qualche minima idea per invertire il trend della caporetto dei ristoranti durante la vacanza?

[Link: coldiretti.it. Immagine: sheknows.com]

3 Commenti

  1. Il punto 5, relativamente alle vacanze balneari, mi sembra una conquista della civiltà. Al mare si va per il mare, non per abbottarsi al ristorante. Basta un po’ di frutta, un pomodoro, pane e tanta acqua. Per mangiare c’è la cena, allo spread piacendo. 🙂

    • Concordo, anche se sono sempre alla ricerca di un testo scientifico che dica che la frittura di mare faccia bene all’abbronzatura. Almeno 🙂

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui