Vini naturali. Il Cannonau S’Annada 2002 non si arrende al tempo

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Ad eccezione di alcuni marchi molto blasonati, non è facile fare esperienze gustative di annate più vecchie di Cannonau. Ho dunque immediatamente approfittato dell’occasione quando ho visto sullo scaffale una bottiglia del 2002 di un vino di Giuseppe Sedilesu, il S’Annada.

Non nutrivo grandi aspettative su un prodotto di un’annata così difficile, ma fortunatamente sono stato ampiamente smentito. Chissà perché?

Forse perché l’azienda è biodinamica, forse perché è biologica, forse perché appartiene alla categoria dei cosiddetti “vini naturali”. Penso in realtà che i motivi principali siano la conduzione quasi maniacale della vigna (Francesco Sedilesu è un vero perfezionista) ed una assoluta rispondenza al terroir di Mamoiada, paese particolarmente vocato per la produzione di Cannonau.

Le sensazioni olfattive sono tutte improntate sul frutto croccante – prugna e more di gelso –  sulle spezie – pepe e chiodi di garofano – e su note di tabacco senza nessun sentore di maturità o di appassimento.  Anche la gustativa conferma l’assoluta integrità del vino che presenta ancora una grande freschezza accompagnata da struttura e complessità, eleganza ed armonia. Il finale è su toni di agrume e macchia mediterranea.

Finisco di scrivere i miei appunti, guardo la bottiglia ed è vuota. Mi intristisco perché ne avevo solo una ed è difficile trovarne altre. Poi ci ripenso e dico che in fondo sono stato fortunato a poterla assaggiare (diciamo pure a poterla bere).

 e secchio

[Prezzo dell’annata corrente 2009: 10-12 euro a scaffale delle enoteche]

Azienda Giuseppe Sedilesu. Via Vittorio Emanuele II, 64. Mamoiada (Nuoro)


- martedì, 7 agosto 2012 | ore 7:23

10 commenti su “Vini naturali. Il Cannonau S’Annada 2002 non si arrende al tempo

  1. Egregio signor Maurizio Valeriani, Francesco Sedilesu ha iniziato solo da otto mesi ad applicare la Biodinamica grazie alla consulenza del Dr. Lorenzetti e grazie ad un finanziamento pubblico. Pertanto prima che l’azienda Sedilesu possa produrre vini biodinamici occorrerà aspettare almeno all’annata 2016.
    Tra l’altro l’azienda Sedilesu acquista il 50% delle uve (può leggerlo nella guida Slow Wine, quindi dichiarazione fatta dallo stesso Sedilesu) ed il vino Sannada è uno di quelli fatti con l’uva acquistata. Non si può fare biodinamica acquistando l’uva.
    Per il bene dei vini naturali e dei vini biodinamici è necessaria molta professionalità da parte di voi giornalisti. Per favore documentatevi, onde evitare di fare danni alle aziende stesse, oltre che brutte figure.
    Tutto ciò premesso Sedilesu rappresenta un ottimo produttore emergente sardo…speriamo altri lo seguano.
    Dr. Andrea Giorgetti.

  2. Egregio Dr. Giorgietti,
    la ringrazio del suo intervento.
    Mi preme sottolineare che non ho mai fatto riferimento al S’Annada come vino biodinamico. Ho parlato dell’azienda come biodinamica, perchè da poco, ed è assolutamente vero quello che Lei dice, lo è. Ho tra l’altro evidenziato come motivi della assoluta qualità del vino la cura maniacale della vigna da parte di Francesco Sedilesu, che è assolutamente indipendente dal fatto di essere biodinamici o meno. Per quanto riguarda l’acquisto delle uve lascio la risposta al produttore, che spero potrà intervenire, per darLe tutti i chiarimenti del caso. Quello che io so, è che Francesco Sedilesu compra una quantità di uva (sen’altro inferiore al 50%, al max il 49% perchè altrimenti non potrebbe definirsi azienda agricola) dai proprietari dei vigneti vicini , a Mamoiada, di cui conosce vita, morte e miracoli.
    Dopo di che quello che mi interessava mettere in evidenza è la grande qualità del vino, che ha retto al tempo in maniera straordinaria.
    La prego però di leggere con attenzione quanto da me scritto, per evitare ingiusti attacchi, anche se apprezzo molto alcune sue precisazioni.
    Dr. Maurizio Valeriani

    • Il mio non è un attacco ma una precisazione seria e dura. Lei ha voluto porre l’enfasi sulla biodinamica in maniera giornalistica. Questo è sbagliato poiché va passare al consumatore un messaggio non corretto. Il vino sannada non è biodinamico ne proveniente da agricoltura biodinamica. L’azienda Sedilesu non è biodinamica, ha iniziato da meno di un anno ad applicare i principi della biodinamica. Tra cinque anni si vedrà l’esito. Tra l’altro occorre essere certificati.
      L’acquisto di uva non è deplorevole, ma è indicata sulla guida di slow wine….o loro hanno dichiarato il falso o Sedilesu si è confuso.

    • Non sono un relativista è quindi sono convinto che esiste una verità oggettiva e per il vino, il Cannonau di Mamoiada, l’aspetto più vero è che il nostro territorio altamente vocato per questo vitigno, è un dono di Dio e noi vignaioli come interpreti limitati facciamo il possibile per far esprimere al massimo questo talento.
      Rispetto alla viticoltura tradizionale del nostro paese che è “naturale” e che, tranne rare eccezioni tutti applicano nei loro vigneti ( arature nei vecchi vigneti fatte con i buoi, scalzatura a mano, letamazioni, trattamenti con rame e zolfo possibili perchè siamo a 700 metri slm), la biodinamica è sicuramente un passo avanti per recuperare la vitalità dei nostri terreni incrinata da un secolo di arature seppure soft fatte con l’aratro a buoi o certamente peggio con i trattori. Come dice bene il Dr. Giorgietti è da poco che la applichiamo e la possiamo applicare solo sui nostri suoli e non su quelli dei vigneti da cui acquistiamo le uve che sono comunque seguiti da noi con attenzione e che sono inferiori al 50% come dice altrettanto bene Valeriani. Nessuno scoop, tutte queste cose sono abbondantemente chiarite e non da ieri, nel nostro sito http://www.giuseppesedilesu.com.
      Il progetto viticoltura biodinamica è stato varato dall’agenzia per l’agricoltura e lo sviluppo della Sardegna e riguarda 75 ettari in tre paesi Mamoiada, Orgosolo, Oliena e io credo che sarà una notevole occasione grazie alla professionalità di Michele Lorenzetti che è il consulente incaricato per l’introduzione di questa tecnica in questo territorio, che è per forza di cose graduale ma, avrà una ricaduta sull’intera realtà viticola dell’isola.
      Volendo rivelare una frazione di verità posso dire che nel 2002 non facevamo biodinamica e anche che in quell’anno non acquistammo un solo chilo d’uva, ottenemmo S’Annada dalle uve di Cannonau in purezza dei nostri vigneti più giovani in quell’annata piovosa che non prometteva niente di buono. Solo una precisazione che non credo aggiunga nulla a quello che già dicevo innanzi di importante e che riguarda il vino di un territorio, il Cannonau, spesse volte definito “il vino dei sardi ” su tanti testi da tanti autori ma, in realtà maltrattato nella sostanza ridotto a vino da taglio, messo in bottiglia solo se aiutato dagli internazionali o da autoctoni più dotati (sic!) , il disciplinare consente l’uvaggio per un 10%, facendogli perdere tutta la sua peculiarità in quanto vino esile nonostante l’alcol ma, cio che più da fastidio considerato , a quanto pare a torto, inadatto all’invecchiamento. Ringrazio pertanto a nome del vitigno e del territorio Maurizio Valeriani che ne ha messo in mostra le sue qualità dopo 10 anni dalla vendemmia e anche il Dr. Giorgietti per le sue precisazioni e i complimenti al sottoscritto che voglio intendere per tutta la nostra famiglia e che ci rinfrancano un po del duro lavoro. Ciò che mi dispiace personalmente e non averla potuta assaggiare anch’io quella bottiglia perchè aldilà di tutto è solo il vino a raccontarla tutta……non dimentichiamolo.
      Saluti a tutti.
      Francesco Sedilesu

  3. Se ha letto con attenzione il testo, avrà capito che il merito della qualità del vino non viene ricondotto a nessuno dei 3 elementi, indicati tra l’altro con un forse (“Forse perché l’azienda è biodinamica, forse perché è biologica, forse perché appartiene alla categoria dei cosiddetti “vini naturali””). Tra l’altro non credo personalmente che biodinamico significhi buono, le due cose secondo me devono rimanere scisse, anzi per la verità il consumatore medio “non fan” spesso è spaventato dal termine “biodinamico”. Per quanto riguarda l’azienda, ovviamente non è ancora certificata come biodinamica, e non produce ancora vini biodinamici, ma ha sicuramente sposato la filosofia biodinamica. Ed infine non serve a molto una “dura precisazione”, che non accolgo e respingo al mittente, serve solo una precisazione seria, che accolgo volentieri e con la quale mi confronto

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